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Montesilvano: Politici in piazza contro la Grande Pescara. Orsini: flop conferma referendum.

 Per Mauro Orsini la volontà di fusione dei montesilvanesi esprime “una stroncatura della politica locale dal dopoguerra ad oggi”.

 

Mauro Orsini, non ha dubbi: “Il Flop della manifestazione di venerdì sera, promossa dal Comitato F646, con De Martinis, Cordoma e tanti altri, contro Grande Pescara è un’ulteriore conferma dell’esito del referendum del 2014, i cittadini vogliono la fusione”. Pertanto "non occorre un altro referendum oggi".

Il Comitato in piazza ha evidenziato le proprie ragioni contro la fusione dei tre Comuni Pescara, Montesilvano e Spoltore. Erano presenti solo due dei sindaci, mancava Carlo Masci. A rappresentare Pescara c’era Licio Di Biase.

Tanti politici sul palco in piazza Diaz davanti ad una esigua folla.

Effettivamente nel 2014 non fu preparato sufficientemente al referendum il cittadino, soprattutto non ci furono confronti per comprendere le ragioni del no, che sono state taciute, forse, come ha detto Gabriele Di Stefano in piazza venerdì, "perchè impegnati con il voto delle amministrative".

Orsini, però, sottolinea che "il cittadino sapeva bene cosa stava votando e ha scelto la fusione, l'esito va rispettato", e analizza questa debole partecipazione all'incontro del Comitato F646, e deduce che “La gente non è scesa in piazza con il fior fiore di politici che c’erano. Ogni eletto avrebbe potuto portare 4 amici e parenti e avrebbe riempito la platea, ma non lo ha fatto. E’ questo lascia riflettere”.

L’ex consigliere di centro destra, presidente dell'Associazione Vitarte che aggiunge, “La piazza era semi vuota piazza perchè la gente non crede più nella politica, non si aspetta più nulla, c’è indifferenza e disillusione. E non hanno partecipato perché non sentono il problema, - ammette poi - è una palese bocciatura dal dopoguerra ad oggi della classe politica montesilvanese in cui ho militato anche io fino poco tempo fa”. Secondo il già presidente della commissione lavori pubblici, “le ragioni sono davanti ai nostri occhi”, fa notare che “le persone hanno poco tempo per pensare alla politica oggi, devono risolvere i propri problemi, problemi a cui la classe politica non ha mai guardato. La mancanza di soluzioni sul territorio per problemi annosi ha decretato questa fusione. E’ proprio una stroncatura della classe politica locale”.

Prosegue senza peli sulla lingua: “Montesilvano non ha mai avuto avuto alcuna identità, né commerciale, né turistica, né culturale, non ha piazza, teatro, museo civico, corso pedonale e una vera biblioteca, non c’è mai stato interesse in questo senso”.

“E’ stata sempre così e sarà sempre così, città dormitorio, non cambierebbe, alla peggio, niente, quindi tentare la fusione nella grande Pescara potrebbe essere un modo per migliorarla, finalmente, con le nuove risorse che arriveranno, vale la pena”.

Ultima modifica il Lunedì, 14 Ottobre 2019 13:48
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