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Montesilvano, rifiuti abbandonati davanti all'ex discarica di Villa Carmine.

A denunciare la situazione Romina Di Costanzo, PD: "Di nuovo rifiuti abbandonati, stavolta all'ingresso dell'area di accesso all'ex discarica di Villa Carmine". Propone sistema 'command e control' per monitorare e sanzionare.

"Si tratta di sfalci di potatura e rifiuti di vario genere, non pericolosi, ma il cui abbandono è di certo dimostrativo, come avevamo in più occasioni ribadito (in ultimo in commissione garanzia del 10 settembre scorso), che il solo ripristino di una catena che ne vieta l'accesso non è affatto sufficiente a scoraggiare lo scarico indiscriminato e illecito di rifiuti presso l'area." E' il cosigliere comunale Romina Di Costanzo – Consigliere PD - Progressisti per Montesilvano, a denunciare la situazione difficile.

"Un sito, quello limitrofo all'asta fluviale del Saline già fortemente compromesso, che ricade nell'area SIR, per il quale è in corso un piano di caratterizzazione dell'Arap e sul quale insistono due problematiche ambientali rilevanti."Fa notare "Una, relativa alla discarica che avrebbe necessità di vedere accelerato il progetto di messa in sicurezza, per scongiurare la fuoriuscita di percolato e la contaminazione della falda. L'altra, per l'abbandono indiscriminato di rifiuti, tanto da aver sollecitato in commissione la convocazione di una conferenza di servizi con tutti gli attori interessati, affinché ciascuno per le proprie competenze e responsabilità affronti la drammatica situazione rispetto ai questi due temi, in maniera strutturale, piuttosto che con interventi tampone". E evidenzia: "Purtroppo il connubio tra inerzia amministrativa, a vari livelli, e inciviltà cittadina rischia di connotare l'area come una perenne discarica abusiva a cielo aperto di rifiuti, anche pericolosi, proprio come alcuni dei fusti rimossi neppure due settimane fa dal Comune, che ai sensi della legge regionale in materia (n.45/2007) ha responsabilità laddove non l'abbandono è sul proprio territorio non potendo identificare il responsabile/produttore del rifiuto".

"Pertanto, anziché continuare con interventi emergenziali che caricano l'Amministrazione di costi ulteriori di rimozione e smaltimento, sarebbe auspicabile, oltre a confinare l'area a rischio impedendone l'accesso, come già giustamente fatto, intensificare i controlli anche attraverso convenzioni con società di vigilanza e installare foto-trappole che fungano da deterrente o meglio ancora telecamere di controllo". Afferma "Esistono modelli mobili, piccoli e discreti, di ultima generazione, in grado di registrare per quasi un centinaio di ore consecutive video in HD e tecnologie OCR, con la possibilità di recepire e comunicare l'illecito nell'immediato alla Polizia Locale con un netto risparmio di tempo per il personale di controllo".

Propone infine: "Per scoraggiare comportamenti incivili è importante sì l'educazione ambientale alle future generazioni, che fortunatamente già dimostrano segnali di maggiore sensibilità e maturità rispetto al tema, ma ancor di più intervenire sui comportamenti incivili degli adulti, rispetto ai quali sarebbe più efficace adottare un approccio command and control, che potenzi il monitoraggio e sanzioni pesantemente i trasgressori."

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