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La Legge di stabilità 2016 e la difficile situazione amministrativa delle province abruzzesi

“Gestiamo dei servizi essenziali in stato di emergenza, senza avere la possibilità di programmare interventi strutturali: I bilanci dei nostri enti sono ingessati anche nella previsione delle opere di ordinaria manutenzione, assolutamente necessarie per la funzionalità delle infrastrutture e per garantire condizioni di sicurezza minime all’utenza che ne usufruisce quotidianamente”. E’ quanto hanno dichiarato all’unisono, oggi, in conferenza stampa, i Presidenti delle Province di Pescara, Chieti e Teramo, nel corso della conferenza stampa dell’UPI Abruzzo.

 

 

La difficile situazione amministrativa delle Province è dimostrabile dallo stato in cui versano le reti stradali provinciali e le sedi delle scuole superiori, dalla fragilità dei territori alle prese con il fenomeno del dissesto idrogeologico che cresce in modo esponenziale, causando anche danni gravissimi alle attività produttive. Le ragioni alla base dell’attuale “precarietà gestionale” derivano principalmente dall’azzeramento delle risorse statali e regionali cui sono state sottoposte le Province in questi ultimi anni, in nome della spending review e della riforma delle province, non ancora conclusa e non del tutto chiarita nelle procedure.

Se ci si sofferma sull’esercizio delle funzioni fondamentali di cui sono titolari le province in questa fase di transizione (ambiente, strade, edilizia scolastica, pianificazione territoriale e della rete scolastica e dei servizi di trasporto, raccolta ed elaborazione dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali) si registra che negli ultimi tre anni lo Stato ha depauperato il territorio abruzzese di oltre 80 milioni di euro che, a normativa vigente, saliranno a circa 120 milioni di euro nel 2017. Questa riduzione di risorse ha portato ad un impoverimento delle attività di manutenzione delle scuole e delle strade di proprietà delle nostre province.

L’analisi delle spese per le funzioni viabilità e edilizia scolastica raccolte sulle singole realtà provinciali, confrontando il dato del 2008 con quello del 2014 e rapportando costo e spesa media per km o per metro quadro, si traduce in dati che danno immediatamente l’impatto delle misura delle contrazioni di spesa per le Province:

 

VIABILITA’

 

 

 

2008

2014

PROVINCIA

KM

COSTO

SPESA MEDIA CHILOMETRICA

COSTO

SPESA MEDIA CHILOMETRICA

CHIETI

1.800

2.863.433,00

1.590,80

1.501.128,12

833,96

L'AQUILA

1.800

2.719.184,03

1.510,66

2.049.344,46

1.138,52

PESCARA

800

633.021,23

791,28

324.000,00

405,00

TERAMO

1.600

2.843.426,01

1.777,14

1.979.214,13

1.237,01

sommano

6.000

9.059.064

1.509,84

5.853.686,71

3.614,49

 

 

 

 

 

EDILIZIA SCOLASTICA

 

 

 

2008

2014

PROVINCIA

MQ

COSTO

SPESA MEDIA A METRO QUADRO

COSTO

SPESA MEDIA A METRO QUADRO

CHIETI

244.165

1.772.891,00

7,26

818.987,70

3,35

L'AQUILA

205.654

677.573,07

3,29

582.017,73

2,83

PESCARA

172.968

1.947.523,12

11,26

1.415.331,18

8,18

TERAMO

124.968

275.909,39

2,21

545.568,58

4,37

sommano

747.755

4.673.897

6,25

3.361.905

4,50

 

Alla vigilia dell’approvazione della legge di stabilità 2016, dal 15 dicembre al voto della Camera dei Deputati, stando al Maxiemendamento varato dal Governo ed approvato in Senato, i Presidenti verificano che non è stato variato il contributo alla finanza pubblica di 650 milioni di euro a carico delle province. Insomma lo Stato vuole incamerare introiti consistenti proprio dalle Province, non preoccupandosi delle risorse indispensabili per la gestione quotidiana di beni e servi.

Per le Province abruzzesi, a normativa vigente, non sarà possibile nel 2016 provvedere nemmeno alle funzioni fondamentali.

Lo dimostra una proiezione dell’impatto che l’attuale manovra finanziaria genera sul bilancio complessivo e sui singoli bilanci delle province abruzzesi, dove le spese correnti superano le entrate correnti generando un disavanzo importante.

 

“Il Governo, i Ministeri competenti e il Parlamento hanno la piena cognizione della situazione di difficoltà – ha dichiarato Antonio Di Marco -. Ci siamo impegnati attraverso l’UPI nazionale e regionale in questa direzione, nell’ambito di una “operazione verità” realizzata sui conti pubblici che ha coinvolto tutti gli interlocutori interessati. Invitiamo i nostri parlamentari a riflettere su cosa andranno a votare, salvo inversione di rotta da parte del Governo e del Parlamento. Si verificherà l’impossibilità di prevedere interventi di manutenzione delle strade provinciali, con tutte le ricadute e responsabilità conseguenti fino a comportare la chiusura dei tratti non idonei alla circolazione e ancora l’impossibilità di prevedere interventi di manutenzione degli edifici scolastici provinciali, che potrebbero comportare anche la chiusura degli istituti non idonei all’utilizzo. Inoltre sarà difficile poter garantire il riscaldamento delle scuole di competenza provinciale e di far fronte al piano neve”.

 

“Tutte le Province italiane, incluse le abruzzesi – ha spiegato il Presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo - andranno in default nel prossimo anno, ma non per responsabilità degli amministratori locali. Io ho scritto personalmente una lettera al Presidente Unione Province Italiane e al Presidente del Consiglio dei Ministri, dicendo che non siamo più nella condizione di affrontare da soli problemi gestionali irrisolvibili senza un intervento serio a livello centrale. Se questo non avverrà, non rinvieremo quel gesto unitario e visibile e che molti Presidenti, in tutto il Paese, attendono di compiere”.

 

“Se da amministratori locali abbiamo assunto la responsabilità di gestire gli enti di secondo livello – ha aggiunto Enzo Di Sabatino, Presidente della Provincia di Teramo - abbiamo più volte denunciato l’impossibilità oggettiva e contingente di chiudere i bilanci in equilibrio e di programmare investimenti a medio e lungo termine. La pura e semplice soppressione delle province è una soluzione insensata, ma queste ultime soccomberanno comunque se non si provvede insieme ad un serio e consapevole riordino del livello di governo intermedio in Italia e in Abruzzo, con una previsione specifica e strutturata delle risorse correlate alle funzioni che una legge dello Stato ha assegnato loro”.

 

In conclusione i Presidenti delle Province rivolgono un ultimo APPELLO AI DEPUTATI Abruzzesi al fine di inserire nella legge finanziaria 2016 alcune misure, senza le quali è impensabile concepire la gestione nell’immediato futuro delle province:

 

1. L’ELIMINAZIONE o RIDUZIONE del contributo alla finanza pubblica stabilito nella legge n 190/2014 per gli anni 2016 e 2017.

 

2. L’INCREMENTO da 150 a 250 milioni del contributo per strade e scuole.

 

3. LA COSTITUZIONE DI UN FONDO NAZIONALE per il mantenimento degli equilibri finanziari delle Province per 50 milioni.

 

4. UN FONDO PER LA COPERTURA INTEGRALE delle spese da sostenere per l’assistenza alla disabilità con un contributo pari a 113 milioni.

 

5. L’ELIMINAZIONE delle sanzioni per lo sforamento del patto 2015.

 

6. LA MORATORIA TOTALE dei mutui accesi dalle Province con Cassa DDPP per l’anno 2016.

 

7. LA TRASFORMAZIONE IN HUB delle nuove aree vaste rendendole capaci di svolgere per i Comuni la funzione di Stazione Unica Appaltante - che si ridurrebbero dalle attuali circa 7.000 alle sole 107 nelle aree vaste - e la gestione associata delle funzioni comunali.

 

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