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Pescara. Via De Gasperi ciclabile con monodirezionali di nuova generazione

“L'avevamo richiesto a gran voce, almeno utilizzando i nostri canali, e l'abbiamo ottenuto.” Rivendica Fiab Pescarabici che ringrazia l'Amministrazione comunale, “ora una delle vie più percorse e trafficate della città ha la sua componente ciclabile in bella vista.”

 

 

Pescara è andata “anche al di là di quanto avessimo rivendicato, questi 300 metri di strada, almeno lato mare, si sono arricchiti di una preziosa corsia preferenziale per gli autobus.”

Le piste ciclabili monodirezionali realizzate si discostano finalmente da quella dimensione minima di 1,5 mt, prevista dalle normative vigenti, che dai progettisti vengono sempre considerate massime. Qui i due tracciati avranno una larghezza di 2,00 mt, quasi ad inaugurare una nuova generazione urbana di piste ciclabili almeno monodirezionali: 2.0,” sperando che si arrivi a 4.0 per quelle bidirezionali, che oggi si attestano, con disappunto dei ciclisti che vi transitano, a 2.5 mt (come la pista ciclabile sul lungomare).”

 

Fiab non desiste e chiede “che si proceda speditamente per la riconnessione di queste nuove piste con altri segmenti sparsi per la città, in particolare a sud, con via D'Annunzio, e a nord, passando dentro l'area di risulta della stazione per arrivare fino alla strada parco.” Afferma l'associazione di ciclisti Via D'Annunzio potrebbe essere ciclabilmente agganciata a via De Gasperi con relativa facilità, realizzando una pista lato mare, a partire dalla intersezione con via Conte di Ruvo (che ospita la corsia Bus + Bici), che passando davanti alla Cattedrale di San Cetteo, Piazza Garibaldi e quindi sul Ponte D'Annunzio, superando il Rampigna e la rotatoria che segue, arriverebbe in Via De Gasperi, consentendo un collegamento cicloviario "riservato" dalla zona universitaria fino alla stazione ferroviaria. Lungo il tracciato evidenziato, lato mare, ad oggi esistono poco meno di 20 stalli autorizzati, mentre vi sono sono abitualmente parcheggiate oltre 60 auto, soprattutto lungo il ponte dove la sosta non è prevista e dove quindi i ciclisti “arrancano” pericolosamente stretti da una doppia fila di mezzi: auto, bus e camion. Si tratta di uno spazio che va liberato, trovando le soluzioni adeguate al legittimo uso garantito dai 20 stalli esistenti, e non dai 40 non consentiti, e ceduto all'utenza debole che da tale corridoio troverebbero grande giovamento.

 

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