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Camera, prima le ratifiche internazionali e poi il resto.

A settembre niente taglio parlamentari - Il presidente Conte a Bruxelles.

 

L'Aula della Camera riprenderà i suoi lavori dopo la fiducia al governo Conte il prossimo 17 settembre con la discussione generale su quattro ratifiche di altrettanti trattati internazionali. Si legge su Ansa. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio in attesa che vengano nominati i sottosegretari, importanti per garantire regolarmente l'esame dei provvedimenti in commissione. A settembre, dunque, non sarà esaminato il testo sul taglio dei parlamentari. Le ratifiche verranno votate il 18 settembre. Entro la fine del mese, presumibilmente il 25 settembre, si terrà una nuova capigruppo per l'elaborazione del programma trimestrale dei lavori.

Intanto giro di incontri a Bruxelles per il premier Giuseppe Conte dopo l'ok alla fiducia al Senato.

"Abbiamo bisogno di un po' di tempo - ha detto facendo un punto stampa dopo i faccia a faccia con Von Der Leyen, Juncker e Tusk - per fare l'Italia digitale, dobbiamo ri-orientare il sistema industriale verso la green economy, dobbiamo fare investimenti che ci consentano di orientare lo sviluppo verso una maggiore occupazione e vogliamo in modo trasparente fare un patto con Ue su questo che è il nostro programma".

"Chi non parteciperà" alla ripartizione dei migranti a livello europeo "ne risentirà molto, in misura consistente, sul piano finanziario", ha detto il presidente del Consiglio dopo l'incontro avuto con il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk. Per Conte, inoltre, il meccanismo dei rimpatri deve essere gestito a livello europeo. "Il nostro obiettivo - ha sottolineato - è la riduzione del debito, non stiamo dicendo che non vogliamo i conti in ordine ma lo vogliamo fare attraverso una crescita ragionata e investimenti produttivi". "Consentiteci di realizzare questi investimenti e per un po' di tempo lasciateci realizzare questo progetto", ha detto Conte riassumendo il contenuto del suo confronto con i vertici delle istituzioni Ue. Conte ha incontrato Ursula Von Del Leyen, Donald Tusk e Jean-Claude Juncker. "L'Italia oggi è più forte - ha detto - e con il nuovo Governo intendiamo svolgere un ruolo di primo piano in questa fase di rinnovamento dell'Unione europea. La mia determinazione è massima e confido di poter riscontrare un elevato grado di convergenza con la nuova Commissione europea". Il premier ha anche fatto sapere che entro domani verrà comunicata la lista dei sottosegretari.

"L'Italia si rafforza, è un portafoglio di primaria importanza. Se siamo italiani dobbiamo essere contenti", ha detto il premier Giuseppe Conte uscendo dall'incontro con il presidente designato del Consiglio europeo, Charles Michel, rispondendo a chi gli chiedeva se fosse soddisfatto della nomina di Paolo Gentiloni come nuovo commissario europeo all'Economia. "Controllate le deleghe di Dombrovskis e vedrete che Gentiloni le ha aumentate", ha aggiunto Conte in riferimento alle letture date dalla stampa italiana della nomina. "Sono stato contento la prima volta che è venuto e sono contento che sia ritornato", ha detto il presidente della Commissione Jean Claude Juncker nell'accogliere il premier Conte. "Juncker ha accolto calorosamente il premier Conte. Hanno discusso delle priorità del nuovo governo italiano, come migrazione ed economia. L'Italia può continuare a contare sulla solidarietà ed il sostegno della Commissione europea su tutta la linea". Così la portavoce della Commissione europea Mina Andreeva su Twitter. Francia, con Italia alleanza storica, mai venuta meno - "L'Italia è un alleato storico della Francia. In nessun momento le scelte politiche che gli uni o gli altri hanno potuto fare, hanno smentito questo dato di fatto": la portavoce del governo francese Sibeth Ndiaye, al termine del consiglio dei ministri a Parigi, risponde così all'ANSA in merito alla prossima visita di Emmanuel Macron a Roma. Ndiaye ha quindi ricordato che "appena pochi mesi fa" Macron ha ricevuto il presidente Sergio Mattarella, "dimostrando la solidità delle relazioni tra i due Paesi malgrado i disaccordi che a volte possono esistere", come di recente sulle "questioni migratorie".

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