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Governo Cottarelli: fiducia? Rimane. Senza fiducia? Rimane lo stesso.

Salvini: "Questo governo non s'ha da fare, chiedete a Mattarella". Dal governo del cambiamento a quello "degli affari correnti".  La delusione e la rabbia degli italiani che hanno votato per il cambiamento corrono sul web e ancora nulla cambia: tasse e limitazioni.

 

Cottarelli: in caso di fiducia, approvazione della legge di Bilancio per il 2019, elezioni ad inizio 2019. In assenza di fiducia il governo "si dimetterebbe immediatamente" ma resta "e il suo principale compito sarebbe la gestione dell'ordinaria amministrazione e di accompagnare il Paese ad elezioni dopo il mese di agosto".

Salvini su social si dice arrabbiato e elenca il lavoro a tavolino di 84 giorni: abolizione vecchie accise decadute, legge fornero, scuola, lavoro e ilresto. Di Maio anuncia impeachment su Mattarella. Il governo Conte abortito, così, per un nome all'economia che definitva l'indirizzo economico del nuovo governo, come previsto dalla Costtuzione. Invece Conte scioglie negativament la riserva e Mattarella spiega che ha così deciso per proteggere i risparmi dei cittadini e non far alzare i mutui, vincono così le imposizioni della UE.

Subito dopo, ieri, l'annuncio del nome a guida del Governo del Presidente, quello auspicato da sempre, in fondo, dal PD e Presidente dell repubblica: Cottarelli. Il re dei tagli ai servizi. resta il fatto che per la politica poi alla fine tutti questi tagli non li fece. In Italia si apre auna nuova situazione: il voto del 60%degli italini non basta a scegliere un governo e un indirizzo.

Chi è a favore del Popolo è additato come pupulista mentre una piccola elite difende, invece, quello che è diventata l'unione europea, con regole e le limitazioni di oggi. Sfuma il sogno del cambiamento? Si, perché ciò che conta è solo l'economia finanziaria.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affidato l'incarico di formare il governo a Carlo Cottarelli che si è riservato di accettare. "Ce la metterò tutta. Il presidente - ha detto l’ex commissario alla spending review dopo il colloquio con il capo dello Stato - mi ha chiesto di presentarmi in Parlamento con un programma che porti il Paese ad elezioni. Conto di presentare in tempi molto stretti la lista dei ministri al presidente della Repubblica".

"Mi presenterò in Parlamento con un programma che in caso di fiducia - ha spiegato - includa l'approvazione della legge di Bilancio per il 2019, dopo di che il Parlamento verrebbe sciolto con elezioni ad inizio 2019. In assenza di fiducia il governo si dimetterebbe immediatamente e il suo principale compito sarebbe la gestione dell'ordinaria amministrazione e di accompagnare il Paese ad elezioni dopo il mese di agosto".

"Il governo - ha assicurato il premier incaricato - manterrebbe una neutralità completa rispetto al dibattito elettorale. Mi impegno a non candidarmi per le prossime elezioni e chiederò un simile impegno a tutti i membri del governo". "Negli ultimi giorni - ha continuato - sono aumentate le tensioni sui mercati finanziari, tuttavia l'economia italiana è ancora in crescita e i conti pubblici rimangono sotto controllo".

"Un governo da me guidato - ha aggiunto - assicurerebbe una gestione prudente dei nostri conti pubblici". "Un dialogo con l'Europa in difesa dei nostri interessi - ha affermato Cottarelli - è essenziale e possiamo fare meglio che in passato. Ma deve essere un dialogo costruttivo, nel pieno riconoscimento che, come Paese fondatore dell'Unione europea, il nostro ruolo nell'Unione resta essenziale, come resta essenziale la nostra continua partecipazione all'area dell'euro". AL LAVORO - Al termine della rituale dichiarazione, il premier incaricato ha lasciato il Quirinale a bordo di un taxi, così come era arrivato, per recarsi a Montecitorio dove, dopo essere stato ricevuto dal presidente della Camera Roberto Fico, ha cominciato a lavorare. Poco prima delle 15:30 si è allontanato per incontrare a Palazzo Madama la presidente Elisabetta Casellati. Entrando al Senato, ai giornalisti che gli chiedevano se ce la farà, Cottarelli ha risposto: "Vediamo". Da quanto si apprende, non dovrebbe tenere le consultazioni tra i partiti. Il premier incaricato è poi tornato alla Camera, al lavoro nella Sala dei Busti.

A 84 giorni dal voto, infatti, domenica è tramontato l'incarico che il presidente Mattarella aveva affidato a Giuseppe Conte per la formazione di un governo M5S-Lega. Il no a Paolo Savona all'Economia ha fatto saltare tutto, generando uno scontro istituzionale senza precedenti, con i 5 Stelle che si dichiarano pronti a chiedere l'impeachment per il capo dello Stato.

Il governo abortito di Salvini - Di Maio poteva andare alla grande. C'è chi lo pretende ancora: gli elettori.

Un fantastico Centinaio all'agricoltura e niente sarebbe stato meglio di Fraccaro per i rapporti con il Parlamento. Ma questo governo non nascerà mai, è morto prima, ucciso.

"Questa è la lista dei ministri che Giuseppe Conte ha portato al Quirinale, ce l'ho qui e vorrei leggervela, perché non è una cosa da poco". Così Luigi Di Maio svelava in una diretta Facebook quella che sarebbe potuta essere la potenziale squadra dell'esecutivo pentaleghista sottoposta ieri al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La lista prevedeva i seguenti nomi:

INTERNO E MISE+LAVORO - Di Maio e Salvini sarebbero dovuti diventare entrambi vicepresidenti del Consiglio, il primo destinato a ricoprire l'incarico di ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro e il secondo dell'Interno;

RAPPORTI COL PARLAMENTO - Riccardo Fraccaro (M5S) sarebbe dovuto diventare ministro ai Rapporti col Parlamento e alla democrazia diretta; PA - L'avvocato Giulia Bongiorno, eletta con la Lega, era destinata invece alla Pubblica Amministrazione;

AFFARI REGIONALI E AUTONOMIE - Per il dicastero Affari Regionali e Autonomie era stata candidata Enrica Stefani;

MINISTERO PER IL SUD - La pentastellata Barbara Lezzi era invece stata designata al Ministero per il Sud;

MINISTERO PER LA DISABILITA' - Al Ministero per la disabilità, dicastero introdotto dal governo pentaleghista, era destinato Lorenzo Fontana;

ESTERI - Alla Farnesina sarebbe dovuto arrivare il diplomatico Luca Giansanti; GIUSTIZIA - Alfonso Bonafede era il candidato alla Giustizia; DIFESA - Dopo Roberta Pinotti, un'altra donna sarebbe potuta diventare ministro alla Difesa: Elisabetta Trenta; ECONOMIA - Il nome che ha frantumato sogno di governo pentaleghista è stato quello dell'economista euroscettico Paolo Savona, sul quale il Quirinale ha messo il veto. Savona era indicato come ministro dell'Economia;

POLITICHE AGRICOLE - Il leghista Gian Marco Centinaio era stato indicato alle Politiche agricole;

INFRASTRUTTURE - Sfumata l'ipotesi Laura Castelli, alle Infrastrutture e Trasporti figurava il nome di Mauro Coltorti;

ISTRUZIONE - Ministro dell'Istruzione sarebbe potuto diventare invece Marco Bussetti MIBACT - Al Mibact era stato indicato Alberto Bonisoli

SALUTE - La pentastellata Giulia Grillo era indicata alla Salute;

SOTTOSEGRETARIO - Come da rumors, nella lista della squadra di governo figurava anche il nome di Giancarlo Giorgetti come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

"Questa - ha detto Di Maio - era la squadra di governo che lunedì mattina poteva giurare al Quirinale".

 Numeri in Parlamento per Cottarelli governo del politico

E mentre la Le Pen grida allo scandalo, "unione europea e mercati confiscano nuovamente democrazia, ci si chiede se in Parlamento ci sono i numeri.

Nella XVIII legislatura ora occorre una maggioranza attorno a Carlo Cottarelli.

Matteo Salvini ha già chiarito la sua posizione sul sostegno ad un governo guidato da 'Mr. spending review': "Fossi matto, ma che state scherzando?". E sottolinea che, se Forza Italia e Berlusconi votano o si astengono sul governo Cottarelli, "mi pare evidente" che l'alleanza di centrodestra si rompe.

Anche perché dentro Forza Italia, al momento, il Cav non ha parlato. Nella serata di domenica, ha seguito con preoccupazione lo scontro istituzionale senza precedenti, definendo irresponsabili coloro che hanno parlato di impeachment. Ma intanto, secondo quanto scrive su Facebook Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato, "è inevitabile e urgente ridare la parola agli elettori" ed "è evidente quindi che non voteremo un eventuale governo Cottarelli". Anche Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi parlamentari azzurri, tranquillizza quanti ipotizzano una rottura della coalizione: "O il centrodestra marcia compatto alla prossima tornata elettorale oppure non avrà chances di essere centrodestra ma sarà qualcos'altro".

E intanto i 5 Stelle continuano per la loro strada: "Cottarelli non ha la fiducia della maggioranza del Parlamento" ha detto Luigi Di Maio in serata, aggiungendo: "Nascerà un governo degli affari correnti... questo è assurdo".

Di "passaggio drammatico" ha parlato il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, a 'Che tempo che fa' su Raiuno: "Ho sentito delle parole incredibili. Consiglierei a Di Maio e a Salvini di misurare le loro parole. Gli attacchi al presidente della Repubblica sono inauditi, Mattarella ha garantito i diritti degli italiani. Salvini ha preso il 17% alle elezioni, non può fare il padrone dell'Italia".

Il M5S alla Camera è il gruppo più numeroso con 222 membri, seguito dalla Lega con 124 e dal Pd con 111. Solo quarta Forza Italia con 105 deputati, quindi Fratelli d'Italia 32, il Misto con 21 e Liberi e Uguali 14 (dal sito della Camera). A Montecitorio, per ottenere la fiducia, Cottarelli ha bisogno di 315 seggi su 630. Ma numeri di tale portata sono, ovviamente, nelle mani di M5S (222) e Lega (124) che arrivano a 346. Questo significa che i numeri per un sostegno a Cottarelli arriverebbero - in ipotesi - ad un totale di 146 (111 del Partito democratico, 14 LeU ed eventuali 21 del Gruppo Misto). Resterebbero fuori i 105 di Forza Italia e i 32 di Fratelli d'Italia.

Al senato la maggioranza si ottiene con 161 voti; escludendo Lega e M5S (totale, 167) - a cui si aggiungerebbero anche altri 4 senatori, dopo aver incassato nei giorni scorsi il sostegno di 4 membri del Gruppo Misto, che porterebbe il margine a 171 (ovvero +10 sulla soglia di maggioranza assoluta) - i voti presumibilmente rimasti sono quindi 68 (quelli di Pd, LeU, altri del Misto e Autonomie), considerando out i 61 di Forza Italia e i 18 di Fratelli d'Italia. I 5S sono infatti il gruppo più numeroso anche al Senato con 109 membri: seguono Forza Italia con 61, Lega con 58, Pd con 52, Fratelli d'Italia con 18, Autonomie con 8, Misto (con LeU) con 12. Occorre poi aggiungere i senatori a vita Renzo Piano e Carlo Rubbia e il totale è 320 senatori (vale a dire 314 eletti più cinque senatori a vita e l'ex capo dello Stato, Giorgio Napolitano).

Salvini ha detto "certamente io non mi arrendo"

Ultima modifica il Lunedì, 28 Maggio 2018 17:25
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