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Governo crisi. Incontro Pd-M5S. Si può ricucire con Lega? I nomi di Forza Italia

"Noi siamo sempre stati e rimaniamo a favore del taglio dei parlamentari. Siamo disponibili a votare la legge ma riteniamo che vada accompagnato da garanzia costituzionali e da regole sul funzionamento parlamentare".

E' quanto dichiara in una nota il vicesegretario vicario del Pd Andrea Orlando e i capigruppo di Senato e Camera, Andrea Marcucci e Graziano Delrio nel pomeriggio subito dopo l'incontro alla Camera, durato circa due ore, tra tra la delegazione Pd e quella dei 5 stelle. "E' questo il senso del calendario che siamo disponibili a costruire insieme e in tempi rapidi''. E' quanto dichiara in una nota il vicesegretario vicario del Pd Andrea Orlando e i capigruppo di Senato e Camera, Andrea Marcucci e Graziano Delrio. Si apprende da Adnkronos.

"Non ci sono ostacoli insormontabili" aveva detto Andrea Orlando, vicesegretario Pd. Mentre fonti del M5S sottolineavano il clima costruttivo. "C'è stata un'ampia convergenza sui punti dell'agenda ambientale e sociale" ribadisce Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera, aggiungendo che "c'è un lavoro molto serio da fare sulla legge di bilancio, sulle priorità". Per fonti parlamentari dem l'incontro è stato "positivo, oltre le aspettative". "Ci siamo dati un'agenda stringente per le prossime ore". A quanto viene riferito, si confronteranno i vari capigruppo Pd e M5S delle commissioni per affrontare nel dettaglio i dossier "in modo da arrivare martedì con un programma condiviso". E nelle prossime ore è atteso un incontro tra Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio.

Anche fonti del Movimento Cinque Stelle avevano parlato di un clima costruttivo, spiegando che tra i loro punti quello fondamentale è il taglio dei 345 parlamentari. Per noi è un punto fondamentale e propedeutico. Servono garanzie su questo aspetto. La trattativa giallorossa, dopo giorni di lavorio sottotraccia ha fatto grandi passi in avanti, in parte inaspettati, se si considera che fino a ieri i contatti erano andati avanti solo tra gli sherpa in via non ufficiale.

"Le porte e le vie della Lega sono infinite pur di non rivedere Renzi e Boschi al governo".

Lo dice Matteo Salvini indiretta Fb. "Oggi ci sarà l'incontro tra i vertici del Pd e dei 5 Stelle. Mi auguro che nessuno pensi di lasciare l'Italia a un partito come il Pd che ha perso tutte le elezioni negli ultimi anni perché ne ha combinate di cotte e di crude - afferma il leader della Lega - L'ipotesi di un governo Pd-M5S sta facendo rabbrividire i cittadini e gli imprenditori di mezza Italia. Vi ricordate le tasse sui conti correnti, vi ricordate banca Etruria?". "Sarebbe per me un onore e un piacere continuare a occuparmi della nostra sicurezza del nostro Paese - dice Salvini - Non per occupare una poltrona. Le poltrone servono per fare le cose. C'è un governo fermo da settimane e da mesi e i governi fermi che non fanno ma litigano non servono a nessuno. Abbiamo scelto di dare uno scossone, uno stop, un altolà e adesso alla luce del sole o c'è un accordo per un governo nuovo, con una squadra nuova o un progetto nuovo per i prossimi anni, a prescindere dalle poltrone che alla Lega non interessano, oppure la via maestra è quella del voto".

"Pensano di fregare Salvini, ma fregano gli italiani. Stare all'opposizione è più comodo e più facile - continua il leader del Carroccio in diretta Fb - Lo dirò agli amici dei 5 Stelle: 'ma veramente volete riportare al potere Renzi, la Boschi. Lotti? Quello che definivano il partito di Bibbiano, di Banca Etruria, della spartizione delle poltrone del Csm? Sono disposto a fare tutto per il bene del nostro Paese però con Renzi no, tutto tranne Renzi".

Intanto Riccardo Molinari, presidente dei deputati della Lega, a Radio 24, dice che "non è vero che abbiamo offerto palazzo Chigi, che si siano offerti nomi o persone. Noi siamo andati da Mattarella ribadendo la posizione principale della Lega che è quella di un ritorno alle urne". Possibile una nuova alleanza con M5S? “Nel caso in cui ci fosse una maggioranza 5 Stelle-Pd, visto che non rinneghiamo parte del buon lavoro fatto, se quei problemi politici, quei no, quelle persone inadeguate vengono rimosse ci si può rimettere a parlare, ma è un’ipotesi residuale, quella principale è il voto”. Molinari spiega che la crisi di governo nasce dal voto M5S su von der Leyen presidente della commissione Ue: "Proprio da lì nasce la crisi, perché il 5 Stelle in Parlamento italiano continuava a tenere delle posizioni eurocritiche: a chiedere meno austerità, a chiedere un’Europa più sociale, a contestare il Ppe… salvo poi andare in Europa e votare la von der Leyen quindi cambiare atteggiamento e prospettare una legge di bilancio con un deficit sotto il 2% che non ci avrebbe permesso di portare avanti il taglio delle tasse e il rifinanziamento di quota 100".

Secondo Gian Marco Centinaio, "c'è ancora possibilità di recuperare il rapporto coi 5 Stelle perché, oltre a Di Maio, ci sono una serie di esponenti del Movimento che si ricordano bene del lavoro positivo che è stato fatto. È difficile perché la via è molto stretta, però se ci sono i tempi e c'è la volontà di sedersi attorno a un tavolo non ci sono problemi". "Adesso lasciamo che si confrontino Di Maio, Renzi e la Boschi. Sembra che vogliano portarsi dentro anche LeU perché non hanno i numeri in Parlamento e quindi un bel Governo Fico-Boschi-Renzi-Boldrini - prosegue in una nota il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo ed esponente della Lega - Penso che se si dovesse formare un governo rosso-giallo è perché era nella logica delle cose il fatto che si arrivasse a un governo diverso rispetto a quello uscente", sottolinea Centinaio. D'altronde, aggiunge, "siamo una democrazia parlamentare e di conseguenza le maggioranze si fanno in Parlamento, quindi cerchiamo di capire quali sono i presupposti per cui si vuole formare quel governo. Io vedo da un lato il Movimento 5 Stelle e dall'altro lato il Partito Democratico, si sono insultati per anni e si sono insultati anche in questo anno e mezzo di governo. La Boschi dice che i 5 Stelle sono degli 'ignoranti' e che però bisogna fare il governo per fermare Salvini. Se l'obiettivo è 'facciamo un Governo per andare ad elezioni il più in là nel tempo perché bisogna fermare quel cattivone brutto populista di Salvini' allora il 'partito della cadrega' non avrà vita facile in Parlamento", conclude.

Berlusconi presenta i nomi per un futuro governo.

Una 'rosa' di nomi come possibili candidati per un futuro governo di centrodestra a garanzia del fronte moderato ed europeista, per controbilanciare l'asse sovranista Salvini-Meloni. Ieri, nella Sala alla Vetrata del Quirinale per le consultazioni, Silvio Berlusconi, a quanto apprende l'Adnkronos, si è presentato in versione di 'garante'. Garante, in caso di fallimento delle trattative M5S-Pd e di ritorno a palazzo Chigi di una maggioranza Fi-Lega-Fdi, della compattezza della coalizione, dove il Carroccio resta la forza trainante. Convinto che l'alleanza con i leghisti non si tocca, perché può tornare sempre utile, il Cav avrebbe rassicurato il capo dello Stato, spiegando che per Salvini garantirà lui, sia in Italia che in Europa.

Il leader forzista, raccontano, avrebbe indicato alcuni big azzurri per un ipotetico esecutivo di centrodestra, tutti espressione di un convinto europeismo. L'ex premier avrebbe fatto i nomi di Antonio Tajani (che era presente al Colle, in quanto componente della delegazione), del presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati e del suo storico braccio destra Gianni Letta. Per poi aggiungere, sorridente con una battuta, se stesso: c'è anche il vecchio Berlusconi...

Secondo diverse indiscrezioni, raccolte da Adnkronos, nella 'lista' ci sarebbe finito anche il nome di Mara Carfagna . Berlusconi avrebbe, quindi, invitato Sergio Mattarella a non preoccuparsi, ricordando che lui a Bruxelles farà da argine al populismo anti-europeo e che Forza Italia è l'unica forza moderata di una coalizione vincente solo se corre insieme. Un concetto che il presidente di Fi va ripetendo come un mantra da quando è approdato al Parlamento Ue e che ha ripetuto anche in questi giorni, a palazzo Grazioli, quando ha riunito lo stato maggiore del partito per decidere la strategia. Quanto ai rapporti con il 'Capitano', forte degli ultimi sondaggi che danno gli azzurri determinanti, all'8%, mentre il Carroccio è fermo a un 31%, Berlusconi è convinto che la Lega è e resta un alleato prezioso, ma Salvini deve cambiare il suo giudizio sul ruolo di Forza Italia. Senza di noi non si va nessuna parte, non andiamo a rimorchio della Lega, mai faremo da spalla a qualcuno, sarebbe il ragionamento del Cav in queste ore.

Ultima modifica il Venerdì, 23 Agosto 2019 17:46
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