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Governo del cambiamento, il nome: Conte Premier

Di Maio: "Credo che oggi possiamo dire che siamo di fronte a un momento storico."

 

"Abbiamo indicato il nome al presidente della Repubblica che può portare avanti il contratto di governo", ha detto il leader di M5S Luigi Di Maio al termine del colloquio con il presidente della Repubblica Mattarella. "Ovviamente il nostro obiettivo era ed è migliorare la qualità della vita degli italiani e in questi 80 giorni abbiamo imposto un metodo: prima si discuteva di temi e poi di nomi".

Precisa poi, "Le questioni degli italiani vengono prima di ogni cosa. Sono orgoglioso di aver portato al governo il nostro programma elettorale, ci sono i 5 stelle, ci sono i nostri 20 punti".

"Siamo pienamente soddisfatti del lavoro nei prossimi giorni speriamo che si possa iniziare questo nuovo percorso per la Repubblica. Sono stati 80 giorni in cui ne è valsa la pena prendere tempo perché finalmente nasce la terza Repubblica".

Con il leader pentastellato, i capigruppo alla Camera e al Senato Giulia Grillo e Danilo Toninelli e il capo della comunicazione Rocco Casalino. Di Maio ha percorso un breve tratto a piedi prima di entrare al Quirinale.

"Nel contratto di governo ci sono le Cinque stelle, i venti punti indicati in campagna elettorale e tante soluzioni alle sofferenze degli italiani, dal reddito di cittadinanza alla legge Fornero - ha spiegato ancora Di Maio -, a più spazi di bilancio in Europa, dalla lotta al gioco d'azzardo, al superamento della buona scuola, alla sanità, con la meritocrazia per chi è a capo degli ospedali. Ci sono le grandi battaglie storiche del M5s, come l'acqua pubblica". Poi Luigi Di Maio all'esterno del Quirinale, dopo il suo colloquio con Mattarella, per la formazione del nuovo governo, ha detto "Giuseppe Conte sarà un premier politico di un governo politico, indicato da due forze politiche, con figure politiche al proprio interno. E soprattutto con il sostegno di due forze politiche votate. No ai cambi di casacca, no a persone che vengono dal gruppo Misto e che entrano in altri gruppi. Non era questo lo spirito che volevamo dare al governo".

Con il leader pentastellato, i capigruppo alla Camera e al Senato Giulia Grillo e Danilo Toninelli e il capo della comunicazione Rocco Casalino. Di Maio ha percorso un breve tratto a piedi prima di entrare al Quirinale.

"Sono molto orgoglioso di questo nome - ha detto Luigi Di Maio parlando di Giuseppe Conte indicato come premier al Quirinale - perché è la sintesi del movimento cinquestelle. Non vesserà il popolo italiano. Non è stato eletto? Era nella mia squadra, lo hanno votato 11 milioni di italiani".

Anche il leader della Lega, Matteo Salvini, è salito al Quirinale in auto con la delegazione composta dai capigruppo al Senato Gianmarco Centinaio e alla Camera Giancarlo Giorgetti. "Abbiamo fatto il nome al Presidente e abbiamo ben chiara la squadra ed il progetto di Paese. Siamo vogliosi di partire per far crescere l'economia del paese", ha detto il leader della Lega, al termine del colloquio con Mattarella. Il governo metterà al centro l'interesse nazionale "rispettando tutto e tutti, rispettando tutte le normative e i vincoli, ma facendo crescere il Paese", ha detto Salvini. "Nel pieno rispetto delle prerogative del presidente della Repubblica aspettiamo sue indicazioni. Non vediamo l'ora di partire". E sono stati diversi - a quanto si apprende - gli incontri, nel corso della mattinata alla Camera, tra il leader del M5S Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Al centro, la definizione della squadra di governo dove emerge il nodo del ministero dell'Economia. Il nome sul quale M5S e Lega avrebbero trovato una convergenza è quello dell'ex ministro del governo Ciampi, Paolo Savona, gradito alla Lega e più volte ospitato sul blog del Movimento in passato. Un nome che, secondo fonti parlamentari, non sarebbe tuttavia particolarmente gradito al Quirinale per le sue posizioni anti-euro. Il resto della squadra prende via via forma con l'assegnazione, ormai quasi certa, del ministero della Difesa (che ieri era un nodo ancora irrisolto) al M5S. Ancora in bilico il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, soprattutto dopo le frizioni tra M5S e Lega sul progetto della Tav Torino-Lione. Incerta, infine, anche l'assegnazione del ministero della Sanità inizialmente diretto al Movimento ma per il quale, nelle ultime ore, si sarebbe fatta avanti la Lega.

Giuseppe Conte: finora ha operato dietro le quinte dei cinque stelle.

Pochi avevano sentito parlare di Giuseppe Conte fino a quando Luigi Di Maio in campagna elettorale lo ha presentato come futuro ministro dei cinque stelle per la Pubblica Amministrazione. Tanto stretto il suo rapporto con il leader del M5s che Di Maio gli ha dato l'incarico di scrivere il programma elettorale sulla giustizia e lo ha ingaggiato come suo legale di fiducia. Nato a Volturara Appulla, un piccolo centro in provincia di Foggia, 54 anni, sposato e poi separato, un figlio di dieci anni, Conte vive a Roma, dove è il titolare di un grande studio legale, e insegna a Firenze diritto privato. Il suo curriculum accademico riempie parecchie pagine: laurea in Giurisprudenza all'Università di Roma, poi una sfilza di master e perfezionamenti in giro per il mondo (Yale, Vienna, Sorbona, New York University). Nel 1988 (l'anno della laurea), era già stato inserito nella commissione istituita a Palazzo Chigi per la riforma del codice civile. Non si contano le collaborazioni con riviste giuridiche, università di paesi stranieri, i libri e gli articoli pubblicati. E' stato anche componente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, carica dalla quale si è dimesso quando Di Maio lo ha voluto tra i suoi ministri. Per avere un'idea del suo orientamento, è sufficiente dare un'occhiata alle sue dichiarazioni durante la presentazione della squadra di governo cinque stelle: "Primo: bisogna drasticamente abolire le leggi inutili, che sono molte più delle 400 indicate da Luigi Di Maio. Secondo: bisogna rafforzare la normativa anti-corruzione prevedendo quelle iniziative che si muovono nello spazio oscuro che precede la corruzione. Terzo: bisogna rivedere, pressoché integralmente, la riforma della cattiva scuola". Prima del colpo di fulmine per i cinque stelle, Conte è stato un elettore della sinistra: "In passato ho votato a sinistra. Oggi penso che gli schemi ideologici del '900 non siano più adeguati. Credo sia più importante valutare l'operato di una forza politica in base a come si posiziona sul rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali. E sulla sua capacita' di elaborare programmi utili ai cittadini".

Ultima modifica il Lunedì, 21 Maggio 2018 19:05
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