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Governo. Dialogo M5S- Lega. Salvini non sa che fare, "posso portare colazione a letto"

No a un governo tecnico, sì a uno "a tempo" con i Cinque Stelle. Matteo Salvini rinnova ancora l'invito al M5S per "accompagnare l'Italia nei prossimi mesi con un governo a tempo che faccia poche cose e bene".

 

"Mi sembra chiaro che se tutti rimangono arroccati sulle loro posizioni, sui loro veti e sui loro 'no', non se ne esce" dice il leader della Lega. "Se di governo di tregua o a tempo bisogna parlare, l'incarico va dato partendo da chi ha vinto le elezioni, escludendo qualsiasi esecutivo tecnico alla Monti" e per quanto riguarda i tempi "fino a dicembre", sottolinea. Lo si legge su Adnkronos.

Salvini si concede anche una battuta: "Sono due mesi che cerco un dialogo con il M5S, non so più cosa fare... potrei portargli anche la colazione a letto, ma davvero non so più che fare". Ma "se il M5S non accetta il nostro accordo, allora rimane solo il voto, di più non posso fare". "Spero - aggiunge - che tutti ci stiano, perché piuttosto che avere un governo telecomandato da Bruxelles, che per due anni ci massacri, penso che anche ai 5 Stelle convenga un governo amico degli italiani e non nemico". "Al presidente Mattarella, lunedì, potremmo chiedere - anticipa - per evitare l'ennesimo governo tecnico irrispettoso per gli italiani, un governo che si faccia carico di fare in fretta e bene poche cose: una legge elettorale che mandi al governo chi prende un voto in più, come per le regionali, il blocco dell'Iva e delle accise rispettando parametri europei e di andare a Bruxelles a dire che prima viene l'interesse nazionale".

Intanto Luigi Di Maio  dopo aver detto no a un governo di tregua ("se metteranno il presidente Mattarella nella condizione di individuare questo governo di tregua, gli altri partiti saranno stati dei traditori del popolo") e aver ribadito la richiesta di tornare "al voto il prima possibile, anche il 24 giugno" avverte: un governo senza M5S "significherà ancora una volta chiamare in causa i cittadini: noi l'abbiamo fatto chiedendo il voto subito, ma è chiaro che il M5S a quel punto può chiamare in causa i cittadini in altri modi...".

"Le forze politiche in questo momento stanno mettendo il Presidente della Repubblica in condizione di dover scegliere, perché le forze politiche stanno arginando il M5S dal governo" afferma Di Maio arrivando a Montecitorio. Questo, per il capo politico del M5S, "significherà dover chiamare in causa i cittadini".

Beppe Grillo, che è tornato a proporre "un referendum per la zona Euro", Di Maio dice che "è uno spirito libero e lo conosciamo tutti: ma la linea sull'Europa e sull'euro resta sempre quella: cambiare tutto". "Per cambiare - aggiunge - ce lo devono far fare. Escludere M5S dal governo significa escludere i cittadini dalle decisioni e non solo su l'Europa e sull'euro ma su chi deve governare. Insomma - ripete Di Maio - non si deve tradire il voto degli italiani". E a chi gli chiede un commento sulle parole di Matteo Renzi, secondo il quale i Cinque Stelle "oggi capiscono finalmente di non avere i numeri per Palazzo Chigi e quindi sbroccano", risponde: "Renzi dovrebbe sapere che sono i cittadini ad aver sbroccato il 4 marzo quando hanno dimezzato i voti al suo partito. Non gli è bastato?!".

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