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“Il governo del cambiamento” non s'ha da fare, i poteri forti non approvano!

di Michele Pirro/Rebel

“Sarò l’avvocato difensore di tutti gli Italiani!”. Così aveva esordito e si era espresso il candidato Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, giurista foggiano (natio di Volturara), fortemente voluto da Movimento 5 Stelle e Lega alla guida del paese come garante ed esecutore del “Contratto del Cambiamento” di governo.

 

Dopo una durissima campagna elettorale senza esclusioni di colpi e superati molteplici ostacoli dovuti a veti e coalizioni, Di Maio e Salvini erano riusciti ad arrivare all’obiettivo iniziale che entrambi si erano prefissati, ovvero escludere la vecchia politica rappresentata da Berlusconi e Renzi (rispettivamente leader di Forza Italia e Partito Democratico) e ricostruire in toto l’Italia punto per punto, provando a farla diventare da serva di Bruxelles a guida di una rivoluzione inizialmente partita dalla Grecia nel 2015 e poi soffocata sul nascere per mezzo della Troika, mettendo al centro gli interessi e i bisogni dei cittadini italiani e non più quelli degli eurocrati e dei palazzi.

Ovviamente non sappiamo se tutti i punti sarebbero stati realizzati, perché di proclami che non hanno avuto seguito con i fatti ne abbiamo sentiti abbastanza, a destra a sinistra e a centro, ma è inconcepibile e del tutto antidemocratico che per la quinta volta consecutiva l'Italia si trova ad essere governata da una rappresentanza non eletta dal popolo calpestando del tutto l'Articolo 1 che dice espressamente che “la sovranità appartiene al popolo”.

Le premesse facevano ben sperare in quanto ci sono sostanziali differenze dalle precedenti legislature:

1- Si sottoscriveva un contratto di governo intorno a un tavolo dal primo partito (M5S) ed il leader della prima coalizione (Lega) democraticamente eletti, reso pubblico e votato dai propri elettori sul web e nei gazebo;

2- I punti del contratto avevano caratteristiche sovraniste a tutela dell’Italia e del cittadino italiano, sociali attraverso una forte redistribuzione del reddito, abbassamento delle tasse, superamento della legge Fornero e ricostruzione del lavoro, giustizialiste in quanto la sburocratizzazione, lotta alla corruzione e certezza della pena abbreviavano e velocizzavano amministrazione e processi, etici con il taglio dei vitalizi, diminuzione dei costi parlamentari e ambiente (bonifica acqua pubblica e sviluppo di energie rinnovabili e sostenibili);

3- I leader dei suddetti partiti rinunciavano alla propria candidatura da Premier per dar vita ad un governo, rinunciando ai propri interessi personali rispetto all’ex Cavaliere Berlusconi, catalizzatore della destra e delle ultime legislature, e a Renzi che da capo politico dimissionario del PD muove ancora le fila e decide lui per il partito;

4- Movimento e Lega attraverso l'uso costante dei social, youtube e siti web informano e rendono partecipe tutto l’elettorato alla vita politica. In questo modo i cittadini sono aggiornati e possono valutare meglio il lavoro svolto dal governo in essere.

Un altro aspetto molto importante da interpretare e su cui fare le opportune riflessioni è il fatto che quasi ad univoco l’intero sistema mediatico rappresentato dalla televisione e dai giornali ha messo in piedi un vero e proprio teatrino sottoponendo a risonanza magnetica ogni figura del nuovo governo, ponendo ancora prima di iniziare numerosi dubbi su competenze, problematiche e addirittura curriculum vitae. Peccato che non abbiano fatto a tempo debito la stessa cosa con il ministro dell’istruzione Fedeli neanche laureata, tanto per citarne uno.

Infine l’attacco frontale dell’Europa che questa volta sì è seriamente preoccupata per la propria stabilità considerato che uno dei principali stati fondatori dell'Unione non è più disponibile a sottomettersi.

Se è un ministro come Padoan ben gradito, la figura di Paolo Savona proprio no. Infatti l'economista candidato a ricoprire questa carica nel governo Di Maio- Salvini è considerato un “Euroscettico” per le posizioni critiche espresse nei suoi libri verso le politiche Europee e l' EURO. Proprio per questo la prima carica dello stato, che doveva essere garante e arbitro imparziale, ha deciso nella giornata di domenica 27 maggio di porre un veto politico su Savona facendo saltare il lavoro di 80 giorni dei partiti di maggioranza ed in pochi minuti ha chiamato al colle il professor Cottarelli, un altro esponente del Fondo Monetario Internazionale che al suo primo discorso ha detto “voglio tranquillizzare i mercati...”. Ed è stato chiamato proprio per questo, anche senza aver la fiducia in parlamento dovrà prender tempo e far scendere lo SPREAD.

I poteri forti hanno buttato via la maschera. L'Europa, l'FMI, il mondo della finanza e delle grosse banche a sfondo “turbo-capitalista” comandano e impongono nell'era postmoderna i governi e i destini di ogni individuo attraverso, quello che appare come un 'ricatto' a questo punto, debito, Trattati, Moneta Unica, MES.

L'ultima dichiarazione arrivata oggi dal Commissario dell'UE Oettinger la dice lunga:

“I mercati insegneranno agli italiani a votare”.

Il “Governo del Cambiamento” appena nato è già finito mentre finalmente si è arrivati alla vera sfida globale tra chi è in cima alla piramide e chi viene oppresso alla base. E la lotta al vero cambiamento sembra appena iniziata.

Ultima modifica il Martedì, 29 Maggio 2018 18:37
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