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Le regioni prendono sempre più piede all’interno della politica

Molti politici nazionali lasciano il loro ruolo in parlamento per poter ricoprire quello in regione. Come mai questa scelta? Essendo l’Italia in un periodo politico molto critico in quanto sta vivendo in una forte instabilità partitica, sono le regioni a farsi sentire di più e spesso e volentieri ad avere più voce in capitolo, ecco perché molti politici scelgono di farsi eleggere per le regionali.

 

Le Regioni sono in prima linea sull’organizzazione dell’agenda della politica nazionale, sul dibattito dell’autonomia differenziata e anche sulla scelta del futuro presidente della Repubblica.

Il referendum sulla legge elettorale

Tra i vari dibattiti dove le Regioni stanno assumendo un ruolo molto centrale è proprio quello dedicato al referendum sulla legge elettorale.

Tutti i partiti politici nazionali stanno sempre più stringendo la cerchia intorno a questo delicato argomento. Il partito della Lega Nord, che vede al suo comando, Matteo Salvini, sta lavorando affinchè si possa passare ad un maggioritario puro. L’ex ministro dell’interno, non essendo più in una posizione di governo ha giocato la sua seconda carta, ovvero giungere all’abrogazione della parte proporzionale della legge elettorale attuale, tutto ciò attraverso un referendum popolare.

In merito al referendum popolare la costituzione italiana, l’articolo 75 dice questo: “È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali”.

Esistono due modalità per ottenere un referendum abrogativo in base alle leggi della costituzione e sono: ottenere 500.00 firme di elettori oppure attraverso il pronunciamento di 5 consigli regionali. Ovviamente, il centrodestra ha optato per la seconda alternativa, visto che si trova alla guida di ben 11 regioni su 20.

Ecco come si è espresso il leader della Lega, Matteo Salvini in merito al referendum: “Se 5 Regioni a maggioranza assoluta chiedono un referendum, la proposta non si sottopone a un voto sulla piattaforma Rousseau, ma tra i cittadini avere un sistema elettorale in Italia totalmente maggioritario. Chi vince un voto in più vince, collegio per collegio come i sindaci”.

Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Sardegna, guidati da Roberto Calderoni (centrodestra) hanno depositato il 30 settembre il quesito in cassazione. Li hanno seguiti poi Basilicata, Liguria e Abruzzo.

In questa maniera si è dimostrato che le regioni stanno prendendo sempre più piede all’interno delle scelte più importanti politiche, scelta anche astuta da parte del centrodestra, di includere e rendere partecipe le regioni in quanto con il loro partito guidano più della metà delle regioni italiane.

Solo in una occasione, in tutta la storia repubblicana italiana, il referendum abrogativo è stato indotto dalle regioni e non bisogna nemmeno andare troppo indietro con gli anni, nel 2016. Se accadrà anche quest’ano sarà la seconda volta a distanza di breve tempo tra uno e l’altro e marcherà ancor di più l’importanza delle Regioni.

Elezioni del 2022 per il nuovo presidente della Repubblica

Dicevamo all’inizio che le Regioni sono sempre più al centro delle scelte più importanti della politica nazionale e tra le varie scelte che sono influenzate dalle idee delle Regioni c’è proprio quella inerente alle future elezioni del 2022 per il Presidente della Repubblica Italiana.

Ma in che modo le Regioni hanno potere decisionale a fronte della scelta del Presidente della Repubblica? Lo spiega la costituzione, l’articolo 83: “Il presidente della repubblica è eletto dal parlamento in seduta comune dei suoi membri. All’elezione partecipano tre delegati per ogni regione eletti dal consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato”.

Per questo motivo è fondamentale prestare molta attenzioni alla scelta del rappresentante della Regione perché può essere una variante fondamentale per le elezioni del Presidente della Repubblica nel 2022.

Fonte: LettoQuotidiano.it

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