Per l'Abruzzo affacciato sul mondo...

        Registrati  
Mancano le imprese nei 26 punti di indirizzo del nuovo Governo

Ecco il 'riscaldato' programma del nuovo governo Conte Bis, che, molto vagamente, punta su famiglia, disabilità, snellimento burocrazia, scuola e welfare. Impegno del Governo a rendere Roma più attraente. Revisione delle agevolazioni fiscali, Web tax per le multinazionali, salario minimo per dipendenti e non dipendenti.

 

Da priorità finisce a metà del documento il taglio dei parlamentari, punto 10. La priorità per questo Governo, M5S, Pd, LeU e tecnici, benedetto dai mercati e dall'Europa, appare quella di disinnescare l'aumento dell'IVA che rischia di arrivare al 25-26% ma tutto senza toccare il bilancio.

Lunedì e martedi prossimi il premier Giuseppe Conte dovrà convincere tutti che questo sia un programma degno a tal punto di rimandare i voto fino a fine legislatura.

Nel documento delle linee programmatiche di indirizzo sono annoverati 26 punti. Si parla di politica espansiva che mira, senza compromettere l’equilibrio di finanza pubblica fino al 2020 ( tutti sono curiosi di sapere come riusciranno), sostegno alle famiglie e ai disabili, il perseguimento di politiche per l’emergenza abitativa, deburocratizzazione e semplificazione amministrativa, maggiori risorse per scuola, università, ricerca e welfare.

L'intenzione è inoltre quella di ridurre le tasse sul lavoro, a vantaggio dei lavoratori; “salario minimo”, una legge sulla rappresentanza sindacale; giusto compenso anche per i lavoratori non dipendenti, parità di genere nelle retribuzioni, recepire le direttive europee sul congedo di paternità obbligatoria e sulla conciliazione tra lavoro e vita privata.

Sorvolando sulle brodosità del punto 3, "percorso di crescita personale", e ripetizioni del 4, al 5 viene annunciato un piano di investimento sul Green New Deal. A seguire nei successivi punti, sempre vagamente, l'intenzione di fronteggiare il dissesto idrogeologico, ricostruzione area terremoto (che in passato fu compito dell'attuale ministro Paola De Micheli, PD, ora alle infrastrutture). Nuove infrastrutture e superare l’eccessiva rigidità dei vincoli europei in materia di politiche di bilancio pubblico.

Partita come priorità e ragione della nascita dello strano assortimento nell'esecutivo, finisce al punto 10, per il bene dell'Italia, la riduzione del numero dei parlamentari.

Punto pruriginoso è la riduzione drasticamente dei tempi della giustizia civile, penale e tributaria, e soprattutto la riforma del metodo di elezione dei membri del Consiglio superiore della Magistratura.

Fasempre trend il discorso, il contrasto delle mafie e combattere l’evasione fiscale, l’inasprimento delle pene per i grandi evasori e rendendo quanto più possibile trasparenti le transazioni commerciali che a forza di renderle trasparenti si stanno assottigliando e di questo passo potrebbero scomparire a discapito di posti di lavoro.

A briglie sciolte il punto su: la legge sul conflitto di interessi, con una contestuale riforma del sistema radiotelevisivo improntato alla tutela dell’indipendenza e del pluralismo.

Di nuovo si parla di riforma fiscale, con semplificazione della disciplina e abbassamento della pressione fiscale, che va sempre inserito. Scompare, però, la flat tax, appare il ritornello che accompagna il Paese dal 2011: razionalizzare la spesa pubblica, operando una efficace opera di spending review e rivedendo il sistema di tax expenditures e quindi addio alle agevolazioni fiscali, tutto il contrario del governo precedente.

Sulla immigrazione si cerca la risposta europea al problema della gestione dei flussi mentre la disciplina in materia di sicurezza dovrà essere aggiornata seguendo le recenti osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica.

Un sogno fanciullesco: il piano straordinario di investimenti per la crescita e il lavoro al Sud, anche attraverso l’istituzione di una banca pubblica per gli investimenti che aiuti le imprese in tutta Italia e che si dedichi a colmare il divario territoriale del nostro Paese. Si al processo di autonomia differenziata giusta e cooperativa, che, diventa complicata con la salvaguardia del principio di coesione nazionale e di solidarietà e la tutela dell’unità giuridica e economica.

Ci sta sempre bene, l'inserimento della soppressione gli enti inutili.

E poi tutela dei risparmiatori e del risparmio, dei beni comuni, come la scuola, l’acqua pubblica, la sanità. E punto di scontro tra i partiti del Governo potrebbe essere la revisione delle concessioni autostradali.

Punto inquietante: per la partecipazione democratica, all’informazione e la trasformazione tecnologica, la cittadinanza digitale va riconosciuta a ogni cittadino italiano sin dalla nascita, riconoscendo - tra i diritti della persona - anche il diritto di accesso alla rete.

Digitalizzazione della P.A., equità fiscale, introduzione della web tax, cavallo di battaglia della sinistra, per le multinazionali del settore che spostano i profitti e le informazioni in Paesi differenti da quelli in cui fanno business.

Molto vago nel punto della maggiore tutela e valorizzare il personale della difesa, delle Forze dell’ordine e dei vigili del fuoco (comparto sicurezza). I vigili del fuoco chiedono chiarezza sulla equiparazione pensionistica.

In ultimo: Export e governo impegnato a rendere Roma una capitale sempre più attraente.

Nei 26 punti non è menzionata la parola impresa, intesa come commercio, piccola e media azienda, agevolazioni, sostegni, idee, il nulla.  E come faranno i titolari a pagare gli stipendi? Bene la riduzione delle tasse per i lavoratori ma uno sguardo benevolo anche per chi rischia ogni giorno sulla propria pelle, senza essere in un CDA di Multinazionale, ma apre la serranda e il suo rischiare porta beneficio a poche famiglie, ma sempre con un apporto prezioso per il mondo del lavoro.

loading...
Top
We use cookies to improve our website. By continuing to use this website, you are giving consent to cookies being used. More details…