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Manovra di Bilancio/agevolazioni per i 110 e lode: il commento dei laureati

di Simone Merlonetti

Previsti sgravi contributivi fino a 8000 euro, 12 mesi, per chi assume a tempo indeterminato giovani con percorsi universitari eccellenti. l'opinione degli studenti.

 

In questi giorni è al vaglio del Parlamento Italiano l'annuale Manovra di Bilancio, una legge da cui capire l'entità dei conti pubblici per il nuovo anno a venire ( in tal caso il 2019) e gli obiettivi finanziari da perseguire nei prossimi 3 anni. Attraverso questo documento di tipo preventivo lo Stato Italiano attua gli obiettivi che sono stati prefissati ed indicati nel DEF.

La Manovra di quest'anno riscuote particolare interesse rispetto alle precedenti poiché è la prima del “Governo del cambiamento” formatosi a Marzo, una Manovra, stando alle parole del Premier Conte “seria, coraggiosa, innovativa” con una portata finanziaria di 20-25 miliardi di euro.

Sono tanti i punti toccati dal testo legislativo presentato il mese scorso, come il reddito di cittadinanza, la pace fiscale (una riduzione della tassazione), mutui concessi a tassi gratuiti, terreni gratis per coloro che detengono 3 figli e cosi via.

Interessante e curioso è il Bonus assunzione laureati: sgravi contributivi fino a 8000 euro per chi assume dal 1 Gennaio 2019 giovani con percorsi universitari eccellenti, dottori di ricerca under 30, laureati under 30.

La disposizione prevederebbe l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali che sono a carico del datore di lavoro (con esclusione dei premi e contributi INAIL) per un periodo massimo di 12 mesi dalla data di assunzione nell'anno 2019.

Secondo quanto si legge nella relazione tecnica alla legge di bilancio, sono stati stanziati 50 milioni di euro per il 2019 e 20 milioni di euro per l'anno 2020 che corrisponderanno a circa 6.000 assunzioni, nell'ipotesi che per ogni assunzione venga usato il beneficio massimo di 8mila euro.

Dal bonus sono esclusi coloro che hanno conseguito la laurea in via telematica e coloro che sono fuoricorso. Secondo i dati ISTAT, i neo Dottori che i media conseguono la laurea in tempi più lunghi sono circa la metà del totale. Giocano ruolo di rilievo nel quadro totale, il ritardo nell'iscrizione, la contrazione delle immatricolazione negli ultimo 15 anni, il voto medio è 102,7 con un incremento medio tra laurea triennale e quella magistrale di 7 punti (99 per i triennali, 104 per i magistrali biennali, 107 per magistrali a ciclo unico).

Il mercato del lavoro appare fortemente popolato e la maggior parte non ha caratteristiche idonee a beneficiare del bonus della manovra (secondo AlmaLaurea nel 2015 sono stati solo il 21% degli studenti ad ottenere il 110 e lode ed oggi nel 2018 sono circa 43mila quelli anche under 30).

Nonostante la buona intenzione della manovra ovvero quella di favorire gli studenti più meritevoli ed incentivare l'impegno accademico, di procedere in caso si approvazione ad un ancor più accentuato andamento ad “imbuto”, escludendo sempre più potenziale capitale umano lavorativo (si pensi che tali numeri ampi non prendono in considerazione tutti gli interessati al lavoro senza titolo accademico. Basti considerare che secondo dati ISTAT attuali i disoccupati tra i 15 anni e i 24 sono il 31,6%, circa 470 mila, senza considerare coloro oltre tale soglia d'età).

Cosa ne pensano i laureati?

“E' un buon modo per incentivare gli studenti a conseguire il massimo”, il pensiero di Costanzo, laureato triennale alla facoltà di Economia e Commercio a Pescara ed oggi frequentante il corso magistrale nella medesima, un modo quindi di spronare l'eccellenza accademica.

Marco, laureato triennale alla facoltà di Scienze Politiche alla Sapienza di Roma, frequentante il corso magistrale, interviene: “Ritengo che nelle logiche di mercato le imprese in maniera naturale cerchino di assumere per primi chi è più preparato. Evitando discorsi del tipo che chi ha conseguito 90 possa essere più capace di una persona da 110 e lode, nelle logiche statali penso che si debbano garantire più opportunità a colui che ha conseguito 90, essendo su carta il soggetto più debole agli occhi del mercato del lavoro. Si potrebbe obiettare dicendo che questa operazione aiuti ad incentivare le aziende ad assumere, ma non è significante. Stando ai calcoli sarebbero assunte solo 6000 persone ed osservando che l'occupazione giovanile(15-24) è al 31,6% ed è la più alta, vi si applica la logica che più è ampia la fascia e meno ha peso la manovra (contando anche le condizioni richieste). Perciò non aiuterà a ridurre la disoccupazione giovanile”.

Una Manovra finanziaria potrebbe non essere così efficace a risolvere il problema occupazionale ma forse potrebbe farlo aumentare e rendere ancor più restrittive le condizioni per divenire attivi nel mondo del lavoro.

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