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Nucleare, un pericolo invisibile al centro della geopolitica mondiale.

Rebel/M.P.

Nella sua storia l'uomo è sempre riuscito a far diventare una scoperta benevola in una sorta di diavoleria usata come arma a suo favore.

 

Il tema del nucleare, posto spesso al centro di dibattiti globali ma rimanendo dinanzi gli occhi della società uno spauracchio al quale non si dà l'opportuna attenzione.

In seguito alla famosa teoria della relatività di Einstein fu creato il primo reattore nucleare da Enrico Fermi nel 1942. Questa scoperta e realizzazione aveva lo scopo di favorire ed incrementare l'apporto energetico in molti settori, favorendo il progresso e lo sviluppo industriale.

Pochi anni dopo, nell'agosto del 1945, l'aeronautica statunitense sganciò la prima bomba atomica chiamata “Little Boy” sulla città di Hiroshima seguita tre giorni dopo da un secondo ordigno battezzato “Fat Man” su Nagasaki segnando l'epilogo della seconda guerra mondiale registrando un numero di vittime dirette che si aggirano intorno alle 200.000 senza considerare i danni che hanno causato le scorie radioattive. Considerata la brutalità e le conseguenze che contraddistinguono quest'arma, ad oggi sono le uniche bombe atomiche mai utilizzate in guerra ed il loro uso è attualmente bandito dalla comunità internazionale, anche se la produzione non viene arrestata.

Dopo svariati test e sperimentazioni durante il periodo della guerra fredda, dalla bomba Zar russa alla B-41 americana, a distanza di poco più di 70 anni le tecnologie sono decisamente evolute in questo senso in peggio e la potenza di un ordigno nucleare attuale non è affatto paragonabile a quelle già citate in quanto si calcolano essere più distruttive da 100 a 1000 volte. Stiamo parlando della famosa Bomba H (o bomba ad idrogeno) che in pochi sono capaci di sviluppare e possono possederla e che rappresenta una delle minacce più imponente dei nostri tempi.

Quanti ordigni nucleari si possono contare nel 2018 e quali stati detengono questo tipo di arma bellica?

Secondo l’ultimo rapporto della Federation of American Scientist i Paesi del mondo che possiedono armi atomiche sono soltanto nove per un totale di 14.200 testate nucleari. Non è uno scherzo, avete letto bene!

Gli Stati dotati di armi nucleari sono, in ordine di armi possedute, Stati Uniti e Russia, Francia, Cina, Gran Bretagna, Pakistan, India, Israele e Corea del Nord. Usa e Russia da soli posseggono 13.000 ordigni, pari a circa il 93% del totale. Israele non ha mai ammesso ufficialmente il possesso di armi atomiche. La Corea del Nord è stato l’ultimo Paese a sviluppare armi atomiche e poco si sa sulla sua capacità di usarle. Gli arsenali nucleari si sono ridotti a circa un quinto rispetto al livello massimo che avevano raggiunto a metà degli anni Ottanta (circa 70.000 ordigni). Il rapporto segnala che Stati Uniti e Russia e Gran Bretagna stanno ancora diminuendo il numero di ordigni. Cina, Pakistan, India e Corea del Nord lo stanno aumentando.

Alcuni di questi ordigni sono dislocati anche in Italia.

Nel 2017 120 Paesi hanno votato alle Nazioni Unite il Trattato per la proibizione delle armi nucleari che prevede l’impegno a non sviluppare, testare, produrre, acquistare, possedere o accumulare armi nucleari. Il trattato entrerà in vigore quando sarà firmato e ratificato da 50 Stati. Fino ad oggi è stato firmato da 58 Stati e ratificato da 9. Nessuno dei 9 Paesi in possesso di ordigni nucleari lo ha ancora firmato o ratificato (neppure l’Italia lo ha fatto) e siamo abbastanza certi che non lo faranno in quanto nessuno si vorrà privare di un tale vantaggio rispetto ad un ipotetico nemico. Semmai invece questo dovesse succedere state pur certi che tra basi segrete, bunker sotterranei o luoghi sconosciuti le più grandi potenze si riserveranno qualche scorta.

Un'altra grossa minaccia che incombe quotidianamente sulle nostre teste ed è quella degli incidenti nucleari riguardo le centrali, dove appunto viene sistematicamente prodotta questo tipo di energia.

Rispetto al pericolo su descritto, dove solo una guerra su scala globale potrebbe innescarlo, qui siamo esposti quotidianamente ad un possibile disastro in grado di mietere altrettante vittime istantanee e nel tempo.

Di seguito sono solo alcuni dei più drammatici fatti storici che hanno contraddistinto questa silenziosa minaccia.

CHERNOBYL (Ucraina). Il disastro nucleare di Chernobyl si è verificato il 26 aprile 1986, quando la centrale nucleare era sotto il controllo delle autorità centrali dell’Unione Sovietica. Una esplosione e un incendio rilasciarono grandi quantità di particelle radioattive nell’atmosfera, che si diffusero su gran parte dell’URSS occidentale e in Europa. Viene considerato il peggior incidente nucleare della storia in termini di costi e in termini di morti, classificato come evento a livello 7, sulla scala internazionale degli eventi nucleari. Per contenere la contaminazione e scongiurare danni maggiori, sono stati impiegati 500 miliardi di rubli. Nell’incidente sono morte 31 persone, mentre tentavano di spegnere l’incendio, ma gli effetti a lungo termine sulla salute delle persone non sono stati ancora contabilizzati. FUKUSHIMA (Giappone). Questo incidente, anch’esso classificato come evento a livello 7, è stato causato da un errore irreversibile alla centrale nucleare di Fukushima I, in data 11 marzo 2011, con conseguente crollo di tre dei sei reattori nucleari della centrale. L’errore si è verificato quando l’impianto è stata colpito da uno tsunami innescato dal terremoto di Tōhoku. Tuttavia, nessuno morì durante l’incidente, ma le conseguenze sulla salute delle persone furono drammatiche.

KYSHTYM (Russia). Il 29 settembre 1957 a Mayak, in Unione Sovietica, un sito di produzione di plutonio per armi nucleari e un impianto per il ritrattamento di combustibile nucleare, quando si verificò l’incidente. La contaminazione radioattiva, un livello 6, colpì la la città di Ozërsk, costruita intorno all’impianto. Il numero di morti in questo incidente non è noto a causa della censura sovietica.

L’incendio di Windscale, avvenuto il 10 ottobre 1957, è stato il peggior incidente nucleare della storia della Gran Bretagna, classificato a livello 5 nell’International Nuclear Event Scale. Quel giorno, il nucleo del reattore dell’Unità 1 prese fuoco, bruciando per 3 giorni, con un rilascio di materiale radioattivo in tutto il Regno Unito e in Europa. Si è stimato che l’incidente ha causato 240 nuovi casi di cancro.

Insomma la questione è delicata ed è tra le più importanti tematiche dibattute nel mondo. Di stretta attualità è l'ufficiale uscita dall'accordo sul nucleare iraniano firmato nel 2015 da parte del presidente Trump. Tale accordo imponeva all'Iran l'eliminazione di uranio a medio arricchimento e di tagliare del 98% quello a basso arricchimento, oltre il divieto di produzione di testate nucleari, dall'altro il blocco delle sanzioni allo stato mediorientale. Questo fatto ha nuovamente portato uno stato di tensione internazionale e nuovi venti di guerra tra due stati che da sempre si sono letteralmente odiati.

Quello che fa rabbia, oltre al fatto che la comunità internazionale non metta definitivamente al bando il nucleare così come viene usato e mal gestito, imponendo un disarmo totale, è il fatto che non ci sia un organo di competenza che permetta il comune cittadino ad essere preparato nella conoscenza della tecnologia e ad un piano di fuga corretto, nell'approccio psicologico e nei piani di evacuazione. Inoltre, per come stanno le cose, sarebbe dovere etico e morale rendere obbligatorio un rifugio atomico per ogni comunità, città e metropoli pronto a metterci in salvo nell'eventualità che uno di questi terribili pericoli possa scatenarsi.

Per la nostra vita e per la salvaguardia dell'ambiente io dico “NO AL NUCLEARE!”.

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