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Rohani a Roma. Statue coperte, "governo all'oscuro"

Roma - La responsabilità per la vicenda delle statue coperte rimpalla di ufficio in ufficio in attesa di atterrare sulla scrivania del malcapitato che dovrà rispondere per quello che ormai è montato come un caso internazionale.

Il segretario generale di Palazzo Chigi, Paolo Aquilanti, ha avviato un'indagine interna sulla vicenda. "Io penso che ci sarebbero stati facilmente altri modi per non andare contro la sensibilita' di un ospite straniero cosi' importante senza questa incomprensibile scelta di coprire le statue" dice il ministro dei beni culturali, Dario Franceschini, all'indomani della decisione di coprire le statue dei musei Capitolini in occasione della visita del leader iraniano. Parlando fuori dal Colosseo, dove Hassan Rohani ha ammirato le rovine della grandezza di Roma, Franceschini si tira fuori dalla caccia al colpevole: "Ne' il sottoscritto ne' il presidente del consiglio erano stati informati di quella scelta di coprire le statue" dice. Ma il Comune di Roma non ci sta e assicura di non aver avuto alcun ruolo nella visita ai Musei Capitolini e quindi nella vicenda. L'evento di lunedì sera - assicurano in Campidoglio - è stato interamente gestito dal cerimoniale di Palazzo Chigi, e quindi nessun ruolo è stato svolto dal cerimoniale del Comune o dai suoi uffici. Ma il diretto interessato, Rohani, liquida la faccenda con una scrollata di spalle. "I giornalisti sono interessati a seguire queste cose, io non ho niente da dire" afferma in conferenza stampa, "Pero' so che gli italiani sono un popolo molto ospitale, che cerca di fare tutto per mettere a proprio agio e li ringrazio".

I gesti di cortesi per i capi di Stato Islamici

In occasione di visite e incontri ufficiali con leader di Paesi islamici, il cerimoniale dei governi occidentali deve spesso tenere conto delle sensibilita' religiose. Questi i gesti di cortesia per gli ospiti rivelatisi piu' controverse:

- IMMAGINI DI NUDO E STATUE 'SVESTITE': e' stato spesso ritenuto opportuno coprire immagini di nudo e statue. Prima del caso Rohani, gia' a Firenze, nell'ottobre scorso, era stato celato con un paravento un nudo dell'artista Jeff Koons, in occasione dell'incontro a Palazzo Vecchio tra Matteo Renzi e il principe ereditario degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed Bin Zayed Al Nahyan.

- IL VELO PER LE DONNE: in occasione di visite di Stato in Paesi islamici e' opportuno che le donne indossino il velo. Nel dicembre 2013 l'allora ministro degli Esteri, Emma Bonino, sbarco' a Teheran a capo scoperto ma poi indosso' il velo per tutto il resto della visita . Nel luglio scorso, l'Alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini, incontro' a Teheran il ministro degli Esteri iraniano: il capo della diplomazia europea indosso' il velo.

- ALCOL A TAVOLA: i musulmani non possono bere alcol, questo non vuol dire necessariamente che anche gli altri commensali debbano astenersi. L'Italia per un gesto di cortesia non mette in tavola alcolici in occasione dei pranzi ufficiali. Diverso l'atteggiamento della Francia: nel novembre scorso, scoppio' la 'crisi del vino' tra Parigi e Teheran, dopo la decisione del presidente francese, Francois Hollande, di non togliere il vino dalla tavola per il pranzo ufficiale all'Eliseo con il presidente iraniano, Hassan Rohani. La visita fu rinviata per gli attentati di Parigi, ma ancora ora che viene recuperata Teheran e' rimasta ferma nella sua insistenza che i suoi rappresentanti non partecipano a pasti in cui viene servito l'alcol.

(AGI) .

Ultima modifica il Mercoledì, 27 Gennaio 2016 19:40
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