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Trattativa M5S - PD. Potrebbe decollare. Con quale programma?

Intanto spunta audio di Renzi che potrebbe confondere la trattativa.

Dopo le parle di Sergio Mattarella, presidente della repubblica che esortano a sbrigarsi a trovare un governo duraturo, M5S ci prova con il PD di Zingaretti e Gentiloni, alle 14 incontro previsto, cercando di conciliare due programmi e due identità, forse quella pentastellata meno marcata, molto distanti che certo stravolgerebbe i principi a cui tendono i grillini.

Spunta un audio che rischia di creare il caos.

La voce è quella di Matteo Renzi. "Uno spin finalizzato a far saltare tutto" può portare alla conclusione che "non è detto che il Pd arrivi tutto unito alle elezioni", dice l'ex premier in due passaggi chiave della 'lezione' alla sua scuola di politica - pubblicato da Huffington Post - prendendosela con il suo successore a palazzo Chigi Paolo Gentiloni. L'attuale presidente del Pd avrebbe, secondo Renzi, fatto trapelare delle condizioni poste sul dialogo con i Cinque stelle -in realtà restandosene in silenzio al Colle- impostate in modo tale da rischiare di mandare a monte l'ipotesi del governo 'giallorosso'.

"In questo audio Renzi parla di me e di Alessandro Di Battista come 'quelli che vogliono far saltare la (sua) trattativa'. Orgoglioso di stare sempre dalla parte opposta di Renzi", scrive su Facebook Gianluigi Paragone, senatore del M5S, condividendo l'articolo di 'Repubblica' che riporta le parole dell'ex segretario dem contro Gentiloni.

Il Nuovo programma M5s PD, ecco i punti da conciliare.

5 i punti imprescindibili, dettati da Nicola Zingaretti e 10 quelli di Luigi Di Maio, sottoposti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per ripartire con un nuovo esecutivo.

Troppe convergenze tra le due forze politiche. Come concilierebbero queste de visioni all'antipodi potrebbe solo far nascere un governo rimediato.

TAGLIO PARLAMENTARI - Il primo dei "10 obiettivi prioritari" portati all'attenzione del capo dello Stato da Di Maio è la riforma del taglio dei parlamentari. "Per noi deve essere un obiettivo di questa legislatura" e "deve essere tra le priorità del calendario in Aula: non la daremo vinta a chi vuole tenersi stretti 345 parlamentari in più" ha spiegato il capo pentastellato. La riforma, per Di Maio, sarebbe il presupposto per il prosieguo della legislatura e per darle solidità. Anche oggi, in un'intervista al 'Corriere della sera', Di Maio ha ribadito che il taglio dei parlamentari si deve fare subito. "Non si rinvia, non ha senso - ha spiegato -. In politica per anni abbiamo sentito dire lo faremo, lo faremo. È ora di fare adesso, non domani. Se c'è volontà si fa adesso, è già calendarizzato".

I dem, non sembrano storcere il naso, ma addurre qualche scusa campata in aria si, sottolineano che "lo stop alla riduzione dei parlamentari è legata al lavoro da fare su una riforma organica, ampia, che comprenda anche il taglio dei parlamentari insieme a altri punti, a partire da una legge elettorale coerente".

MANOVRA STOP IVA- Imprescindibile sia per Luigi Di Maio sia per Nicola Zingaretti un pre accordo. Per i pentastellati la manovra dovrà essere "equa" e prevedere "lo stop all'aumento dell'Iva, il salario minimo orario, il taglio del cuneo fiscale, la sburocratizzazione, il sostegno alle famiglie, alle nascite, alla disabilità e all'emergenza abitativa".

Nei cinque punti del Pd, Zingaretti ha invece indicato "una svolta radicale delle ricette economiche e sociali, in chiave redistributiva, che apra una stagione di investimenti". Insomma non si fa parola del taglio tasse e blocco IVA.

AMBIENTE - Anche la Lega era in pieno accordo sull'ambiente con M5s. Se Zingaretti punta su "una nuova stagione dello sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale" come terzo punto del programma dem, Di Maio rilancia con 'Green New Deal' da realizzare "nei prossimi decenni". Un patto, in sostanza, che "porti l'Italia verso l'utilizzo di fonti rinnovabili di energia al 100%" e chiusura a inceneritori e trivelle. I Cinquestelle puntano inoltre "all'economia circolare e alla eco-innovazione e norme contro l'obsolescenza programmata; una legge su rifiuti zero e investimenti pubblici sulla mobilità sostenibile".

RIFORMA RAI E CONFLITTO INTERESSI - Di Maio propone una nuova governance per la tv di Stato "ispirata al modello Bbc inglese" e una legge "seria" sul conflitto di interessi.

MIGRANTI - Visioni opposte. Capitolo immigrazione, il Pd invoca una "svolta nella gestione dei flussi migratori, fondata sui principi di solidarietà, legalità e sicurezza". I Cinquestelle, a loro volta, chiedono il "contrasto al fenomeno dell'immigrazione clandestina e della tratta degli esseri umani, con politiche mirate dell'Unione europea nei Paesi di provenienza e transito" e la modifica del Regolamento di Dublino.

BENI COMUNI - Dalla scuola pollaio, all'acqua, passando per la sanità pubblica, le infrastrutture e l'identità digitale, concessione autostradali. Il M5S punta alla tutela dei beni comuni.

GIUSTIZIA, BANCHE, INVESTIMENTI PER IL SUD- Di Maio li definisce "prioritari", 4 anni per definire processi. E nel caso di un accordo con il Pd, va da sé che dovranno essere approvati anche dai dem. Si tratta di giustizia (per la quale Di Maio chiede di dimezzarne i tempi e riformare il metodo di elezione del Csm

INVESTMENTI PER SUD - di un piano di investimenti per il Sud, ("anche attraverso l’istituzione di una banca pubblica per gli investimenti che aiuti imprese in tutta Italia e che si dedichi a colmare il divario territoriale del nostro Paese

BANCHE - Sul piano economico-finanziario" e di una riforma del sistema bancario (per separare "le banche di investimenti da banche commerciali"). Tra i punti di Di Maio spicca inoltre la lotta all'evasione fiscale, un tema che metterebbe senz'altro d'accordo anche i dem. Carcere ai grandi evasori per M5s.

AUTONOMIA DIFFERENZIATA- Completare la riforma delle autonomia richiesta da alcune regioni e abolire enti inutili.

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