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Voto. Non solo politiche. Election day: si o no?

Scioglimento delle Camere entro fine anno e alle urne domenica 4 marzo.

 

Verso il voto, con qualche giorno d'anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura (iniziata il 15 marzo 2013). Così si legge su Adnkronos.

Come stabilisce l'articolo 61 della Costituzione, infatti, "l'elezione di ciascuna Camera ha luogo entro 60 giorni dalla fine della precedente. La prima riunione ha luogo non oltre il 20esimo giorno dalle elezioni. Finché non siano riunite le nuove Camere, sono prorogati i poteri delle precedenti".

LEGGE BILANCIO - Prima di fine 2017, naturalmente, resta da fare l'esame della legge di Bilancio che, domani, va in discussione alla Camera dei deputati. Poi, secondo quanto previsto dalla legge, prima di scoprire quando si voterà, si passerà per lo scioglimento delle Camere da parte del presidente della Repubblica e per la comunicazione della data per le elezioni fissata dal Consiglio dei ministri.

ELECTION DAY - Intanto, se sulla data delle politiche sembra esserci una certa convergenza, la questione si fa complessa per quanto riguarda il tema 'election day': nel 2018, infatti, si vota anche per le Regionali in Lazio, Lombardia, Molise, poi in Valle d'Aosta e Friuli Venezia Giulia, per finire con il Trentino e la Basilicata in autunno.

REGIONALI - La scelta della data unica tocca al governo che, al momento, non avrebbe ancora preso una decisione. Il tema, peraltro, oltre che politico (con Matteo Salvini e Giorgia Meloni che si sono espressi a favore dell'accorpamento) ha anche risvolti di natura tecnica: Friuli, Val d'Aosta e Trentino sono infatti a statuto speciale e possono decidere autonomamente una data.

AMMINISTRATIVE - Considerando che nel 2018 sono in scadenza anche alcune amministrazioni, c'è poi una serie di comuni che - sempre per legge - può votare tra aprile e giugno. Se verrà scelto l''election day', in sostanza, si tratterebbe di un accorpamento parziale e gli elettori dovrebbero comunque tornare nuovamente alle urne in più occasioni.

"L'avvicendarsi delle legislature scandisce, nel nostro sistema, le diverse fasi attraverso cui si svolge la vita delle istituzioni. Le elezioni rappresentano il momento più alto della vita democratica, da affrontare sempre con fiduciosa serenità: il loro ritmo, costituzionalmente previsto, è fisiologico in qualsiasi ordinamento democratico". Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia per lo scambio di auguri con le alte cariche istituzionali e i rappresentanti delle forze politiche e sociali. La conclusione naturale della legislatura, ha aggiunto, "non ci consegna soltanto il risultato di una ordinata vita istituzionale, di una democrazia che si manifesta in termini di stabilità. L'ultimo anno della legislatura ha, infatti, registrato ulteriori importanti obiettivi".

LEGGE ELETTORALE - "E' stata approvata una nuova legge elettorale per la Camera e per il Senato - ha detto Mattarella - con regole omogenee e non dissonanti, sul cui merito le opinioni sono legittimamente difformi ma che rappresentano il risultato di una scelta del Parlamento ed evita l'anomala condizione di chiamare al voto gli elettori con quel che residuava di due leggi parzialmente cancellate da due diverse decisioni giurisdizionali".

SISTEMA PAESE - Inoltre, "compito precipuo di chi ha responsabilità pubbliche è oggi quello di elaborare linee di sviluppo sociale ed economico che rispondano" ai "profondi mutamenti, tenendo conto, ancor più che nel passato, della richiesta di maggiore qualità della vita, dell'esigenza di sicurezza, di equità, di sostenibilità ambientale. E' indispensabile, in definitiva, riflettere e dotarsi di una visione sul sistema Paese, su come intendiamo svilupparlo".

LUNGIMIRANZA - "Questo è - questo deve essere - il ruolo della politica, l'oggetto del confronto tra le varie parti. Vengono richiesti - ha proseguito il Capo dello Stato - coraggio e lungimiranza, indicazione di obiettivi e percorsi adeguatamente approfonditi. Di questo livello deve essere la risposta alla responsabilità repubblicana che ricade su tutti noi".

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