Per l'Abruzzo affacciato sul mondo...


 

IndyCar. Fort Lauderdale, a tu per tu con Mister Forsythe

Arriva Fort Lauderdale- Si conferma Long Beach - FORT LAUDERDALE - Con l’inverno che si fa sentire, le organizzazioni sportive varano i loro programmi futuri. La Indycar, per prima, si trova dinanzi a diverse modifiche, a partire dal “calendario” delle 17 corse edizione 2012.

 

Dopo l’addio alle attività 2011, che hanno presentato un tragico finale in Las Vegas, i dirigenti la serie monoposto hanno stabilito le future piste, sostituendo la città del gioco d’azzardo, con Fort Lauderdale, la capitale dello “Yackting” (navigazione da diporto), che aprirà la porta al calendario che segna la data del 23 marzo,  per concludere  il campionato il 17 settembre, sempre a Fort Lauderdale.


Dodici stradali e cinque ovali, non potevano essere migliore scelta per gli ansiosi tifosi i quali, giustamente, avevano protestato contro “l’abuso” dei pericolosi ovalini.  Il presidente della serie Randy Bernard aveva pensato di compiere un eventuale visita a qualche Casino, verso la fine dello strip, ma per tutta risposta, immaginabile, si è sentito dire: "I clienti vengono ai Casino per giocare, e non per assistere a tre giorni di gara, con l’immaginaria perdita di introiti dei locali."

Fu la risposta che anche l’’ex Capo della nota serie ChampCar, il magnate Jerry Forsythe (foto), ed altri patrons ricevettero dai gerenti dei Casino circostante la zona indicata.

Non poteva mancare il grande Capo della F.1, Bernie Ecclestone che nell’ ‘80 contattò Steve Wynn, il quale si offriva anche di acquistare il 100% dei biglietti, ma il resto dei Casino circostanti si opposero  e per tutta risposta “little” Bernie accettò di portare la serie iridata nel “parking” del Caesars Palace. Da noi interrogato per un  parere, Mister Forsythe in virtù della sua immensa esperienza si esprime così: "Come noto Fort Lauderdale  è il centro che richiama annualmente 12 milioni di turisti (non per niente viene definita la “Venezia dell’America”), con le sue 43 mila imbarcazioni, 100 marines e cantieri e 23 miglia di sabbia dorata, per non ignorare il piroscafo più grande del mondo (Oasis of the seas) appare come una città incantevole, capace di attrarre svariati  milioni di spettatori al famoso Boat Show."


Lei prevede una presenza compatta di spettatori?

"Ogni principio è duro. La storia di Long Beach, la “regina” delle corse non sfuggì alle varie situazioni, ma oggi la spiaggia che si specchia sull’Oceano Pacifico non teme condor-renze. Posso darti, in anteprima, la firma del rinnovo del contratto Forsythe-Kalkoven, per altri dieci anni di gestione della pista. Abbiamo scelto questa soluzione sicuri che Long Beach  migliorerà, sempre più fiera del titolo che gli americani le hanno dato: ”La Montecarlo del West”. Dopo il primo passo, (nel 2013) Fort Lauderdale, forse, potrà fregiarsi del titolo di “Regina dell’Est” terra di ricchi e famosi personaggi"

Invogliati dal successo della corsa floridiana, pensa che altri “avversari” si faranno avanti per una loro corsa?

"Qualsiasi pista di formula Indy car –  spiega il miliardario dell’Illinois – che si lancia in questo genere di avventure, dovrà calcolare, ovviamente, che le loro spese non saranno inferiori a Las Vegas. La neo arrivata Fort Lauderdale è anche fortunata di possedere 4 mila restaurant e120 night club, e dista appena 120 miglia da Miami, altra sorgente finanziaria, e ricca di popolazione amante delle corse automobilistiche, Forsythe è un vero “Concorde” sempre attivo con la sua  industria di scala mondiale, pensiamo che non rifiuterebbe una vera positiva proposta per tornare a guidare la serie monoposto. Al magnate di Wheeling, interessa si la fonte finanziaria, ma respinge la possibilità di un “flap” per pessima cooperazione dei partner. (vedi organizzazione del G.P. di Toronto), o guerre fratricide come quella che l’ignaro Tony George intraprese, avvinto dalla brama di diventare “il Duce”.L’iniziativa dell’istallazione nella serie di Fort Lauderdale è sorta dal desiderio del  locale pilota Indy car  Ryan Hunter Ray,  ex fondatore del G.P. di Fort Lauderdale, onde rendere più importante la città diretta dal sindaco John P. ”Jack” Seller ed altri associati, cui sta a cuore la felice riuscita dell’avvenimento «Ma – afferma Hunter Ray – occorre un po’ di pazienza: Roma non fu costruita in una settimana."


Una  domanda di prammatica per  Forsythe: Come prevede il futuro della Indy car?

"Gli intendimenti esistono, manca una direzione decisa, libera da suggerimenti sbagliati, Si ha l’impressione che in seno all’attuale serie esistono troppi galli i quali, il più delle volte, portano contrattempi e compromettono il successo. Certo che se il parere di numerosi esperti si avvera, un problema importante saranno le macchine. Stando ad AR1 le “nuova” vettura  allestita da Dallara sono pressappoco come la descrivemmo recentemente: ”E’ brutta, lenta alle curve ed è più “flessibile 30-35% dell’attuale vecchia Dallara, e AR1.com. Sarebbe meglio attendere un altro anno dando modo alla macchina della Elain Motorsport (Panoz), che, tra l’altro, occupa lavoratori americani e far fare così miglior figura alla serie."

Top News

Menu principale

Statistiche

Visite agli articoli
33232140