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“Giulietta e Romeo-Lettere dal mondo liquido”

Domenica 17 Febbraio ore 17.30 Florian Espace per TEATRO D'AUTORE e altri linguaggi/ Miti Shakespeariani Teatro del Lemming in “Giulietta e Romeo-Lettere dal mondo liquido” drammaturgia e regia di Massimo Munaro e Chiara Elisa Rossini con Chiara Elisa Rossini, Diana Ferrantini, Alessio Papa, Katia Raguso, Alessandro Sanmartin, Maria Grazia Bardascino, Fiorella Tommasini musica Massimo Munaro

 

Il Florian Metateatro è lieto di ospitare nuovamente il Teatro del Lemming che il pubblico di Pescara ha avuto modo conoscere e di apprezzare con diversi spettacolitra i quali molti ricorderanno il “Dioniso e Penteo” che tanto interesse ha suscitato lo scorso anno. Questa volta ci propone un lavoro di Massimo Munaro e Chiara Elisa Rossini “Romeo e Giulietta – Lettere dal mondo liquido”, secondo movimento di una trilogia Shakespeariana su cui la compagnia sta lavorando.

Interrogare Giulietta e Romeo vuol dire interrogare le nostre vite ed il nostro fragile tempo presente. Ed il nostro tempo presente è proprio il mondo liquido di cui parla Zygmunt Bauman, una società sotto assedio in cui tutto sembra precario, provvisorio, mutabile, senza certezze e senza rassicurazioni, dove tutto scorre veloce, su un unico binario, quello della mercificazione. Dove si colloca allora il mito di Giulietta e Romeo in questa società in cui, per restare a Bauman, anche l’amore ha perso la sua forza titanica, mitologica, ed è divenuto liquido, precario come tutte le cose del mondo? Chi sono Giulietta e Romeo per noi? Questi due giovani sono davvero così inevitabilmente lontani dalle nostre vite? C’è qualcosa o qualcuno per cui saremmo disposti a sacrificare tutto? Che cosa saremmo disposti a fare per vivere il nostro amore?

Il mito, il teatro come luogo di rito collettivo e il rapporto diretto con lo spettatore sono sempre stati i capisaldi sui cui, fin dagli esordi, il Teatro del Lemming ha creato i propri progetti teatrali. Se, come ha sostenuto lo psicanalista James Hillman, le nostre vite sono mimetiche del mito, allora forse significa che persino nelle nostre povere vite sono sparsi frammenti del mito. O almeno questo è lo spirito che guida la ricerca artistica del Lemming. Lo spettacolo è formato da lettere, scritte ad un nostro amore, un ipotetico spettatore: brandelli di un tempo presente in cui la dimensione solida, quella del mito, non è ancora andata del tutto perduta e in cui si rintracciano storie di un desiderio contrastato, tracce di una violenza esplicita o nascosta, contrasti insanabili, ma anche la tenacia di un volere che non demorde.

La forma della lettera, così apparentemente desueta in tempi di email o di SMS, (eppure a tutti così cara) aiuta a mantenere un dialogo fitto e fecondo fra il tempo incorruttibile del mito e questo nostro presente che anela ad una trasformazione vitale.

Il Teatro del Lemming si forma a Rovigo nel 1987 dall'incontro fra il regista e compositore Massimo Munaro e lo scenografo e regista Martino Ferrari. Gli spettacoli del Lemming, assolutamente unici nel loro genere, coniugano, all'interno di originali strutture narrative, gli aspetti puramente evocativi consoni al linguaggio teatrale. La parola perde centralità, non c'è un testo che preceda la messa in scena: il dato visivo, la presenza fondante della musica, l'uso dei corpi nello spazio scenico quasi a disegnare misteriosi geroglifici, tutto concorre a costituire un lavoro in cui i segni hanno già valore di significato. Come di consueto al termine dello spettacolo avrà luogo l’Incontro con la compagnia curato questa volta da Pippo Di Marca.

INGRESSO € 10 RIDOTTO € 8 RIDOTTO SPECIALE € 7 (per scuole di teatro, danza, musica convenzionate)

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