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“Primiano– Brigante per Amore”, Chiarieri e Sacerdote in teatro

 Spettacolo Teatrale Scritto, diretto e interpretato da MARCELLO SACERDOTE e CAMILLO CHIARIERI PRIMA ASSOLUTA Domenica 9 Dicembre 2018 – Ore 17.00 Teatro Auditorium FLAIANO (Lungomare Colombo, 122 – PESCARA)

 

Ispirato alla vera storia di Primiano Marcucci, pastore di Campo di Giove vissuto nell’Ottocento, “Primiano – Brigante per Amore” mette in scena una vicenda umana che si inserisce nel contesto della Guerra al Brigantaggio combattuta nel meridione italiano all’indomani dell’unificazione sabauda. Le vicissitudini di Primiano travalicano però la storia personale del protagonista, diventando efficace paradigma del malcontento generalizzato e delle difficoltà del vivere che in quegli anni attanagliarono le classi sociali popolari della società meridionale.

All’indomani del 1860, Primiano è un giovane “pecoraro” a servizio del più ricco proprietario di armenti del paese, importante membro della nuova classe dirigente italiana che si prepara a governare il Paese. Sogna una vita semplice e tranquilla con la sua sposa, ma un capriccio del potente padrone vorrebbe costringerlo ad accettare un matrimonio combinato con un’altra fanciulla. La sua mancata sottomissione, seguita da un gesto di ribellione, lo costringerà – senza alcuna possibilità di redenzione – a farsi Brigante. La perfetta conoscenza della montagna, il carisma e l’autorevolezza lo renderanno ben presto il capobanda più celebre, temuto e rispettato di tutta la Majella. E mentre l’Abruzzo si infiamma dei fuochi della rivolta antisabauda, le gesta di Primiano saranno celebrate da poveri e oppressi come quelle di un eroe che si ribella all’ingiustizia della Legge, fino a diventare personaggio leggendario il cui ricordo ancora permane tra paesi e boschi della montagna abruzzese.

Nell’Abruzzo dei tempi di Primiano la lingua correntemente parlata era il dialetto. Anzi: i dialetti, dato che essi cambiavano di paese e paese, con suoni, accenti e regole grammaticali spesso profondamente diverse anche a poca distanza. Le classi colte e abbienti si esprimevano invece in napoletano, la lingua ufficiale del Regno, mentre l’italiano era una vera e propria lingua straniera. Di fronte a un contesto linguistico così complesso, per “Primiano – Brigante per Amore” è stata scelta una via che consentisse la comprensione al più vasto pubblico possibile, cercando al contempo di mantenere vive e intatte suggestioni, sfumature e bellezza della lingua abruzzese. Il dialetto del testo teatrale è perciò moderno e “abruzzese” in senso generale, privo cioè di espressioni idiomatiche e gergali troppo specifiche e incomprensibili all’interno della stessa regione: un dialetto mediato che nella narrazione si integra e sovrappone all’italiano, dando vita a ritmi narrativi inediti.

Le musiche, eseguite con strumenti popolari regionali, e i canti sono tratti dalla più autentica tradizione oppure composti ex novo seguendo sonorità antiche, con risultati che svelano contemporaneità senza tempo capaci di destare profondissime suggestioni ed emozioni.

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