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Giulianova/episdio Asl. Pd: "Deriva xenofoba"

 Un signore senegalese si è sentito rispondere alla Asl: 'qua non c'è il veterinario'

La vicenda ha stupito lItalia. Si rivolge agli uffici territoriali della Asl di Teramo, a Giulianova, per chiedere il rinnovo del libretto sanitario ma un senegalese di 39 anni, dal 2000 in Italia, sposato con un'italiana e con un figlio di 16 anni, residenti a Roseto degli Abruzzi (Teramo), viene insultato da un dipendente che gli avrebbe detto la frase 'qua non c'è il veterinario', come denunciato ai Carabinieri dall'uomo. La Asl di Teramo, su disposizione del direttore generale Roberto Fagnano, ha aperto un'inchiesta interna sulla vicenda.

Pd: Deriva xenofoba.

“Se le indagini dovessero confermare la versione del signor Ibrahima Diop, ci troveremmo di fronte ad un fatto gravissimo, un fatto che non ha precedenti nella nostra Regione, storicamente accogliente e multiculturale, e dovremmo tutti prendere delle posizioni forti e decise contro questa ignobile deriva razzista”. Interviene così il Segretario del Pd Abruzzo Marco Rapino sulla denuncia presentata ieri da un uomo italo-senegalese.

“Stiamo assistendo, in questi giorni, ad una deriva razzista e xenofoba in Italia senza precedenti, spaventosa e deprecabile. Se quanto raccontato dal signor Diop dovesse essere confermato, sarebbe la prova che, purtroppo, neanche la nostra terra è immune a questa ondata di odio e intolleranza che sta investendo tutto il nostro Paese. Tutto ciò non è accettabile e non possiamo tacere, non possiamo voltarci dall’altra parte perché un giorno la storia ce ne chiederà il conto. È innegabile che questo Governo in pochi mesi sia riuscito a sdoganare l’odio e il male. Ciò che prima era anche impensabile, oggi viene detto, scritto, dichiarato anche dai nostri stessi Ministri, rendendolo, di fatto, accettabile. Ma noi questo non possiamo permetterlo. Fa specie, oggi, di fronte ad una simile accusa, di un fatto che sarebbe avvenuto nel nostro Abruzzo, ascoltare il silenzio assordante di chi per anni ha urlato quotidianamente allo scandalo, invocato legalità e onestà per ogni inezia. Oggi queste persone non una parola dicono per condannare un governo, di cui sono complici, che sta istituzionalizzando l’odio verso il prossimo. Non una parola di solidarietà verso un uomo di 39 anni che stava solo cercando informazioni e ha raccolto insulti e non una parola sul fatto che l’artefice di questo scempio potrebbe essere proprio un dipendente pubblico. Noi, dal canto nostro, possiamo assicurare che non abbasseremo la guardia, che ci mobiliteremo, come abbiamo sempre fatto, in difesa di tutte le vittime di bullismo e razzismo e, anche per questo, ci auguriamo che le indagini vengano chiuse nel più breve tempo possibile e che, una volta accertati i fatti, al colpevole spetti una punizione esemplare”.

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