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Viaggio in Polonia. Il panorama unico dei monti Tatra

di Luciano Pellegrini

il Parco Nazionale dei Tatra che ogni anno è visitato da 2 milioni di escursionisti e 50 mila sciatori

 

La Polonia mi affascina ancora e ci torno sempre con piacere, con la voglia di conoscere più' approfonditamente questo popolo, la loro cultura, la storia, l'educazione, la musica, le città, i monti, il verde, l'ambiente, la gastronomia. Sono rimasto affascinato dai sapori, dal profumo, dall’amore della nostalgia di questa nazione.

La prima sosta è a Zakopane, per me la migliore località di villeggiatura e sport invernali, per fare escursioni o sciare sui Monti Tatra.

I Monti Tatra formano la più elevata e maestosa catena dei Monti Carpazi e costituiscono il più alto massiccio montano della Polonia. Posti a SUD OVEST, tracciano anche il confine geografico con la Slovacchia. Per raggiungere le vette, anche se non raggiungono quote elevatissime, partendo dalle valli, c’è un grande dislivello. La cima più alta è il Monte Gerlach 2655 m che è situato nei Tatra in Slovacchia, mentre nei Tatra in Polonia é il Monte Rysy 2499 m.

Tanti sono i laghi.

A seconda della loro profondità, che raggiunge anche 80 metri e della natura dei luoghi circostanti, le acque cristalline di questi laghi mostrano una meravigliosa gamma di colori, che dal verde pallido va all'azzurro intenso, talvolta quasi nero. I raggi solari, provenienti dalle cime dei dentellati crinali in alternanza con zone di ombra, fanno risaltare i meravigliosi colori della vegetazione. Essa è qui estremamente varia a causa dei forti contrasti termici ed atmosferici, che si verificano in quella zona a rilievi fortemente differenziati. Presa nel suo complesso, una tale mutabilità di condizioni, conferisce a questi monti una continua varietà di aspetti incantevoli ed inattesi. La foresta regna sovrana e l'abete rosso si sviluppa sino alla sommità delle colline denominate "regle", che circondano i sovrastanti gruppi dei Tatra. Nelle zone inferiori si notano numerose macchie di abeti bianchi e di faggi, che in autunno diventano dorati brillando sotto i raggi del sole, sullo sfondo verde cupo degli abeti rossi. Dall'altitudine di circa 1550 metri, si estendono pascoli erbosi fra i quali s'incontrano folte macchie costituite da una conifera nana: il pino mugo. I selvaggi boschi dei Tatra, sono popolati da numerose specie di animali.

È facile incontrare cervi, caprioli, orsi, camosci e marmotte. Nel 1954, per tutelare le ricchezze naturalistiche e regolamentare l'impatto dell'uomo sull'ambiente, venne istituito il Parco Nazionale dei Tatra che ogni anno è visitato da DUE milioni di escursionisti e 50 mila sciatori. Il Parco che occupa l'intera superficie dei Monti Tatra, si può visitare usufruendo di una fitta rete di sentieri, MANUTENTATI E SEGNALATI, con varie difficoltà e lunghezza, che si sviluppano per ben 280 km. Per entrare nel parco bisogna pagare, (ottima intuizione), perché questi soldi vengono investiti per la manutenzione. Inoltre si può trovare ospitalità in otto rifugi ben dislocati ed attrezzati. Per raggiungere le valli più interne, dove il traffico automobilistico é interdetto, si possono utilizzare i carri trainati da cavalli e condotti dai montanari locali che indossano il caratteristico costume locale. Una attrazione di questa montagna è un lago conosciuto come Morskie Oko ("L'occhio del mare"), che una locale leggenda sostiene che è collegato al MARE Adriatico da passaggi sotterranei. Ho scelto di fermarmi una settimana in una BAITA A FURMANOWA (1100m), un insediamento del comune di Zakopane, immerso nella più totale solitudine, ma con un panorama dei monti Tatra unico. Risalta la vetta del monte Giewont (1894 m), il cavaliere addormentato e sulla cima più alta, ossia sul naso, c'é una grande croce in acciaio alta 15 metri, costruita nel 1901 con delle pesanti gabbie di ferro, ognuna del peso di circa 40 kg sovrapponibili.

Questo massiccio montuoso, simile ad un cavaliere addormentato, è composto da tre parti: il Piccolo Giewont (1728 m), il Grande Giewont (1894 m), che rappresenta il volto, e il Long Giewont (1867 m), che rappresenta il busto del cavaliere. Le tre punte rappresentano il mento, il naso e il sopracciglio. Insieme all’amico Stanislaw Apostol, guida alpina ed un suo amico, ugualmente guida alpina, siamo partiti da Kuznice (1010 m), dove abbiamo preso la funivia per Kasprowy Wierch (1987 m). È l’unica funivia esistente sui MONTI TATRA.

La giornata molto nebbiosa e lungo il sentiero, manutentato ed ottimamente segnalato, abbiamo incontrato molte macchie di neve. Il percorso lungo ma abbastanza comodo, tranne una discesa da una parete di secondo grado, ma con ottime maniglie. Molte riflessioni ho fatto lungo il cammino e mi sono chiesto perché in Italia ed in particolar modo in Abruzzo, la regione VERDE dei Parchi, non si possa realizzare una sentieristica così precisa. Sui Monti Tatra non è possibile abbandonare il sentiero e dove purtroppo è stato fatto, rovinando il “cotico erboso”, il personale del parco è intervenuto stendendo sopra questo terreno, una rete di corda, che favorisce la ricrescita dell’erba.

Ci sono anche segnali di divieto che invitano a non andare fuori sentiero e a non calpestare questa rete di corda. Se vi raccontassi che non ho trovato rifiuti? Che ci si saluta? Abbiamo deciso di non raggiungere la vetta del monte Giewont, sia per la nebbia fitta e principalmente per le troppe persone. Per arrivare alla croce su roccia scivolosa, occorrevano circa quindici minuti, aiutandosi con le corde fisse. Per evitare pericoli, ci sono due percorsi attrezzati, uno per la salita e uno per la discesa. Questa vetta è un luogo di pellegrinaggi religiosi? È una montagna sacra? Una divinità? Almeno una volta bisogna raggiungere la vetta e toccare la croce. Non interessa l’abbigliamento, anche con scarpe non appropriate. Abbiamo preso il sentiero in discesa verso il rifugio nella valle di Kondratowa (1333 m).

Ci siamo inoltrati nella natura rude e selvaggia della valle, ed è stato molto rilassante. I colori autunnali che ormai si identifica con un sostantivo straniero “FOLIAGE”, ha soddisfatto l’occhio. Abbiamo incontrato molte persone sul sentiero e mi sono meravigliato, perché era un giorno feriale. Un piccolo riposo a questo rifugio che è il più piccolo dei Tatra, con solo 20 posti letto. Non potevo non fermarmi e godere, nel vedere un campo pieno di fiori color rosa… Dovrebbe essere il Dianthus superbus (Garofano superbo alpino), che deriva dal greco “diòs”, Zeus ed “ànthos”, fiore, cioè 'fiore di Zeus'.

Fiore protetto e facile da vedere sui monti Tatra. Trovandosi a fine fioritura, gli steli erano avvolti da ovatta… Continuando il cammino nella lunga valle ed accompagnati dal rumore di un torrente, abbiamo raggiunto Kuznice. Un anello lungo che mi ha fatto scoprire come dovrebbe essere curato e rispettato l’ambiente montano.

DIFFICOLTA’ EEA TEMPO 5 ORE SENZA SOSTE DISTANZA 17 KM DISLIVELLO +350M / -1300 M

Ultima modifica il Giovedì, 12 Ottobre 2017 19:21
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