Racconti

GIACOMINO IN MISSIONE è il decimo capitolo del libro per bambini in 30 capitoli, dal titolo Principessa Conny, scritto da Silvio MAdonna, di Montesilvano, in esclusiva sul nostro giornale, illustrazione originale. (Scaricabile stampabile in PDF - icona accanto a stampante)
Si lasciarono formulando un gigantesco in bocca al lupo a Miki: i suoi genitori già in linea con la sua volontà, il Parroco, la Perpetua e Adriano non sarebbe stato un problema convincerli, così come per quanto riguardava gli amici di Surely. Il passaggio strettissimo da attraversare si chiamava, non era un segreto, Giacomino: Miki aveva giurato che non si sarebbe tirato indietro, che la solo idea di poter rivedere, e abbracciare, la sua amata Clara lo aveva esaltato. Ma il dubbio, o il timore, restava: ce l’avrebbe fatta a procurarsi i quattordici documenti d’identità abilmente contraffatti in modo da poter essere usati senza problemi al momento dell’imbarco sulla Principessa Conny? Sapevano tutti, Miki per primo, che tra il dire e il fare spesso c’è un oceano: e che anche la più ferma volontà a volte può infrangersi in ostacoli impossibili da sormontare.
Sapeva bene che da quell’uomo, così difficile da interpretare, taciturno, dalla vita così riservata che di più non si poteva, dipendeva unicamente la riuscita di quell’ardua missione.
Per le foto Miki era riuscito già a trovare una soluzione: via mms, spiegando pazientemente a Gilbert come avrebbe dovuto operare sul complesso telefonino, le aveva ricevute e memorizzate nel computer. Con la stampante di suo padre, molto professionale per via del suo continuo lavoro nello spedire e ricevere comunicazione per il B & B che gestiva proficuamente, ne aveva fatte tutte le copie necessarie per il Comune.
Ma i cartoncini? La stampa dei documenti? I timbri? Le firme del Sindaco?
Quando la mattina dopo come un guardingo agente segreto in missione, controllando persino che la sua ombra non fosse troppo visibile, si recò presso la sede distaccata del Municipio dove, essendo la scuola chiusa, il tuttofare Giacomino era solito stazionare in attesa del sempre in agguato imprevisto da dover risolvere, Miki aveva la voce vacillante.
“Salve signor Giacomino, questo è il materiale che le serve, foto e dati anagrafici: non per metterle fretta, so benissimo che non ha bisogno del mio pungolo per volersi apprestare a questa ambasce, ma avrei bisogno dei documenti entro domani sera, altrimenti tutto va a farsi benedire. Io, noi tutti insomma, siamo nelle sue mani!”
Scappò via pallido, dopo averlo abbracciato con vigore come si fa ad un matrimonio o a un funerale, facendosi il segno della Croce e abbozzando un’implorazione a labbra socchiuse.
Non chiuse occhio quella notte, tormentando il cuscino come se fosse il responsabile di ogni colpa da sopportare.
La mattina successiva restò chiuso in casa: non se la sentiva d’incontrare i suoi amici, e magari parlare di banalità ben sapendo a chi fosse rivolto il pensiero febbrile di ciascuno.
Poi, a pomeriggio inoltrato, si recò dove congedandosi si erano dati appuntamento: al Circolo dei Reduci, dove l’ultimo di questi signori che avrebbe avuto l’esclusivo diritto di approfittare di quel ritrovo era ormai scomparso da almeno vent’anni.
“Salve Signor Giacomino… ha qualcosa per me?”
I presenti si girarono a guardarlo, disturbati dalla sua voce che spezzava un giro arroventato di carte: lui scostò la sedia, chiese permesso ai suoi amici con un gesto della mano, e si allontanò tallonato dal ragazzo. Indossò la giacca di lino, guadagnò l’uscita per una maggiore riservatezza, infilò una mano nella tasca interna, e ne trasse un pacchetto stretto da uno spago grezzo color marroncino, di quello in uso nelle campagne per tenere strette le lonze alla carta oleata per la stagionatura.
“Credevi che fossi un ciarlatano? Uno che si dice capace di fare qualcosa e poi la da buca? Ecco quanto ti occorre: tutto come previsto. Il mio compito l’ho portato a termine, ora attendo di sapere da te quando partiremo!”
Duro nello sguardo e di poche parole: Miki lo guardò estasiato, neanche fosse un santo che gli avesse fatto in diretta il miracolo atteso da una vita, e senza neanche averlo pensato lo abbracciò stretto stretto saltandogli al collo. Dalla porta finestra lasciata aperta per rubare un pizzico di aria fresca nessuno si perse quel buffo quadretto, e tutti si diedero di gomito: non ne comprendevano il senso, ma l’imbarazzo di Giacomino, dipinto indelebile sul suo volto paffuto, fu sufficiente a scardinare l’apatia di quei pomeriggi tutti uguali, e a dare la stura ad un mare di chiacchiere assurde per le settimane a venire.
CAPITOLI
5 - Effetto Titanic
10 - Giacomino in missione
11 - A saperlo
12 - Ultimi si
13 - Tormenti
14 - Bus a noleggio
15 - Cambio d’abito
16 - Il mare
17 - Che paura!
18 - Prime spese
19 - Cena di gala
20 - Infermeria
21 - Festa a sorpresa
22 - Jamme jamme
23 - Miss Crociera
24 - Amunì amunì
25 - Colpo grosso
26 - Nozze a sorpresa
27 - Calma piatta
28 - La Serenissima
29 - La Festa del Grano
30 - Estate fuggevole



