Stampa questa pagina
Giovedì, 06 Luglio 2017 18:13

Pescara/Caritas. Casapound vuole incontro su strutture ora destinate a migranti.

Clochard, donne vittime di violenza e abusi, 236 persone senza casa di Rancitelli. Iacomelli: anche loro in mezzo a una strada

 

Polemiche attorno all'accoglienza di immigrati in città dopo l'inaugurazione a Montesilvano della casa della solidarietà, mensa e emporio per ora, e accoglierà in futuro anche rifugiati. Durante l'inaugurazione Monsignor Valentinetti ha precisato che “la Caritas non ha mai speculato, facciamo carità anche con il vostro 8x mille, nella parola del Signore, lo facciamo nel modo migliore possibile, se non riusciamo bene il Signore avrà misericordia di noi”, assunto corroborato anche Don Pagniello, direttore Cartitas Penne - Pescara e CasaPound Italia rincara la dose, propone un incontro per fare luce sulla questione dai contorni limacciosi. "Considerata l'aura di segretezza attorno alla trattativa tra Comune e Caritas per la gestione de 'La Volpe' di via Villa Furci - spiega in una nota Mirko Iacomelli, responsabile cittadino di CasaPound - è innegabile l'esistenza di interessi che le parti in gioco preferirebbero tener ben celati, forse per paura dell'opinione pubblica".

"In primo luogo - continua la nota - se la struttura è stata concepita con l'intento di ospitare donne vittime di violenza e abusi, troviamo assurdo che ne venga completamente stravolta la finalità, come se non esistessero - o non fossero mai esistiti - i destinatari dei servizi primariamente offerti da 'La Volpe'. Stessa sorte è toccata al dormitorio di via Alento, sorto per alloggiare clochard e anche questo finito nella 'longa manus' della Caritas. Non ci accontentiamo di essere informati da Pagniello che l'Ong cattolica paga un affitto - tra l'altro, esiguo - al Comune per la gestione di queste strutture: vogliamo sapere perché i senzatetto sono tornati da dove erano venuti, ossia sotto i sudici ponti della stazione, e le donne meritevoli di assistenza sembrano essere misteriosamente scomparse. A questo punto, viene da chiedersi a che pro la precedente amministrazione abbia sperperato fondi pubblici per la costruzione di una struttura a vantaggio di una categoria, come dice Pagniello, di fatto inesistente. In secondo luogo, CasaPound non crede nel dovere dell'accoglienza a tutti i costi. Se don Marco Pagniello teme per il destino di generiche persone che senza il suo aiuto 'rimarrebbero in mezzo ad una strada', allora si adoperi per alcuni di quei 236 pescaresi evacuati da Rancitelli, visto che nel loro caso quel terribile destino non è paventato, ma tragicamente reale. In terzo luogo, siamo disposti a confrontarci - dati alla mano - su quanto può essere remunerativo il servizio d'accoglienza che anche lei sta offrendo".

"Non dubitiamo aprioristicamente della sua onestà ma, come lei stesso ha tenuto a specificare peccando di eccessiva pedanteria - termina la nota - esistono numerosi metodi per speculare grazie a quello che continueremo a chiamare business dell'accoglienza, che le piaccia o meno. È una filiera malata, da monte a valle, che non fa ben sperare nell'altrui probità. Ci dimostri che la Caritas di Pescara non fa parte di questo sistema perché, come le abbiamo illustrato, numerosi elementi non sembrano confermare la sua versione".

Articoli correlati (da tag)