Giovedì, 23 Novembre 2017 18:48

Rigopiano 23 avvisi di garanzia. Di Marco: no comment “per ossequio alle vittime”

 23 avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Pescara, per la tragedia di Rigopiano dove 29 persone persero la vita.

Nella lista degli avvisi di garanzia della Procura di Pescara, c'è anche l'ex prefetto di Pescara Francesco Provolo, l'indagine è per omicidio colposo plurimo e lesione colpose. La forestale dichiara che la Prefettura si attivò tardi per aprire il centro soccorsi e l'unità di crisi, dopo le 12 del 18 gennaio, e le emergenze si erano già accumulate. Turbina guasta, richiesta di interventi, azioni svolte in ritardo che determinarono le condizioni di impercorribilità sulla strada provinciale che porta all'Hotel, ormai piena di neve che bloccava 40 persone, come riporta l'avviso di garanzia.

Asfissia, ostruzione vie respiratorie e compressioni del torace, violenti traumi contusivi e da schiacciamento a seguito del crollo della struttura, crash syndrome con compartecipazione di un progressivo quadro asfittico, emorragie subracnoidea traumatica, asfissie da valanga e in presenza di basse temperature: queste sono le cause della morte delle 29 persone. Lo si legge nell'informazione di garanzia notificata ai 23 indagati.

“Mastico amaro” dice Provolo, trasferito a Roma, “noi abbiamo lavorato, l'essenziale è stato fatto, è una cosa che mi riferisce e porterò sempre nel cuore”.

Tra gli altri anche il Sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, il Presidente di provincia Antonio Di Marco. Nessun addebito per la funzionaria che considerò unno scherzo la segnalazione in quella maledetta notte.

Il Presidente della provincia di Pescara Antonio Di Marco in una nota stampa afferma, “Stamane mi è stato notificato un avviso di garanzia dal quale apprendo di essere indagato unitamente ad altre 22 persone sulla vicenda di Rigopiano. Questo avviso, che riguarda sempre il procedimento n. 2586/17, mi pare che superi, e per così dire sostituisca, quello che ho ricevuto nell’aprile 2017 e nel quale risultavano indagate solo sei persone. Prendo atto dell’intenso lavoro di indagine sin qui svolto dagli inquirenti. Ritengo inopportuno e prematuro ogni altro commento per ossequio alla magistratura che svolgendo – con coscienza - il suo compito, e per la dovuta considerazione che si deve alla disgrazia accaduta”.