Alla conferenza hanno partecipato il sindaco Marco Alessandrini, l’assessore a Turismo e Grandi Eventi Giacomo Cuzzi, Nicola Monti e Piero Valentini, Presidente e membro dell’associazione Culturale Prima Pescara.
“In qualità di Assessore al turismo e ai grandi eventi ho sposato questa manifestazione, consapevole che l'Abruzzo racchiude in sé una storia fantastica e importante – così l’assessore a Turismo e Grandi Eventi Giacomo Cuzzi - In quest'ottica ho adottato l'iniziativa per dare alla nostra comunità l'opportunità di conoscere la nostra storia e di vedere esposti dei rari cimeli. Si tratta di un evento speciale e di alto valore, la cui buona riuscita sono certo farà da viatico alle future edizioni, con la speranza che possa diventare un appuntamento fisso per la città di Pescara e per gli amanti della storia. Infine ringrazio gli organizzatori e la Guardia di Finanza per gli sforzi e per la disponibilità che hanno mostrato verso la città nel mettere a disposizione il proprio patrimonio storico e documentale.
“Il Risorgimento d'Abruzzo, opposte contraddizioni è un evento che nasce con l'intento della riscoperta della storia locale, inserita in un importante contesto nazionale – così il presidente dell’associazione Prima Pescara Nicola Monti - In Abruzzo infatti, si svolsero le fasi opposte e contraddittorie, ma fondamentali, della rivoluzione e della reazione. Fenomeni popolari, 4 volte indipendenti dagli avvenimenti nazionali e a volte innesco di ben più importanti circo stanze. In quel delicato periodo storico, alcune “deputazioni” di abruzzesi varcarono il Tronto per invitare Vittorio Emanuele Il a entrare nel Regno delle Due Sicilie e scongiurare la crea- zione di una Repubblica. Questi eventi fornirono la “copertura legale” all'invasione piemontese del Regno di Napoli. Ma in opposizione 4 questo ci furono tanti abruzzesi che reagirono, provocando una guerra fratricida. Quindi, l'Abruzzo fu crocevia di idee e di passioni e qui si gettarono le basi per la fine del Regno delle Due Sicilie e per la nascita del Regno d’Italia”.
“Nel territorio abruzzese, dopo l’unità d'Italia del 1860, rimasero insoluti dei gravissimi problemi di natura socio-economica – così Piero Valenti dell’Associazione PrimaPescara - Riprese vigore l’antica piaga del “brigantaggio” e per combatterlo venne utilizzato l’esercito: furono costituiti presìdi e colonne mobili formate da reparti di fanteria, bersaglieri, cavalleria, carabinieri nonché di finanzieri. Come nelle battaglie risorgimentali che portarono all’unificazione anche in questa tormentata vicenda i finanzieri diedero prova di esemplare coraggio, spirito di sacrificio e attitudine militare. Altissimo fu il tributo di sangue e numerose furono le ricompense al valor militare concesse. Nel 1862, tutti i corpi di finanza dei cessati Stati italiani vennero unificati nel “Corpo delle Guardie Doganali”, nel 1875 ai finanzieri dell’epoca vennero attribuite le “Fiamme Gialle” e nel 1881 il Corpo assunse l’attuale denomina- zione di “Guardia di Finanza”. Il Museo Storico della Guardia di Finanza, istituito nel 1937, raduna oggi i cimeli del glorioso passato del Corpo e conserva, inalterato nel tempo, il ricordo di tutti i finanzieri che hanno dato la propria vita per la difesa della Patria e la salvaguardia delle Istituzioni