Stampa questa pagina
Lunedì, 07 Ottobre 2019 17:24

Peculato per 340mila euro in ufficio delle poste del pescarese

direttore si era appropriato indebitamente di denaro da conti correnti postali

 Aggiornamento, 8 ottobre ore 18:35. "In riferimento alla notizia sul sequestro preventivo per peculato nei confronti del direttore pro tempore di un Ufficio Postale nel pescarese, Poste Italiane precisa che il fatto si riferisce ad un ex dipendente. Il rapporto con l’ex impiegato risulta infatti interrotto dal 4 ottobre 2018. L’Azienda ha collaborato fin da subito con le Forze dell’Ordine offrendo la massima disponibilità per l’accertamento del reato e ha già disposto il rimborso a tutti i clienti coinvolti nell’attività fraudolenta. Poste Italiane pone il massimo impegno per impedire ogni forma di illegalità supportando, con tutte le sue risorse, l’Autorità giudiziaria a tutela dei propri clienti e dei propri dipendenti".

I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Pescara, nel mese di novembre 2018, hanno portato a compimento l’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo, emesso dal GIP del Tribunale di Pescara per il reato di peculato, nei confronti del Direttore pro tempore di un ufficio postale della provincia di Pescara, il quale, abusando delle proprie funzioni, nel periodo fra il 2015 ed il 2018, si era appropriato indebitamente di denaro sottratto dai rapporti intrattenuti da numerosi correntisti postali per circa 340.000 euro.

L’attività ha permesso di rinvenire e sottoporre ad un primo sequestro per equivalente immobili e disponibilità finanziarie per circa 62.000 euro.

Ma cosa ancor più particolare è risultato il tentativo dell’indagato di sottrarre al sequestro quanto possibile ed in particolare, spogliandosi simulatamente della proprietà della sua autovettura, acquistata da meno di due anni.

Infatti presso gli uffici del P.R.A. di Pescara, i Finanzieri, che si erano ivi recati per sottoporre a sequestro un'autovettura di proprietà dell’indagato, appuravano che la stessa stata “venduta” ad un familiare, per l'importo dichiarato di 10.000 euro, proprio in quella mattinata.

I mirati accertamenti eseguiti dalle Fiamme Gialle, hanno consentito di raccogliere elementi sufficienti a dimostrare come l’autovettura fosse rimasta sempre nella disponibilità dell’indagato e che, quindi, il trasferimento di proprietà sarebbe stato solo fittizio, in quanto posto in essere con l’unico fine di evitare il provvedimento di sequestro emesso dall’Autorità Giudiziaria.

Tali risultanze venivano rappresentate alla Procura della Repubblica, che richiedeva ed otteneva dal GIP del Tribunale di Pescara, l’emissione di un decreto di sequestro preventivo dell’automobile, ritenendo che, di fatto, la vendita sia stata strumentalmente simulata.

Così è stato possibile pervenire al sequestro della stessa, per un valore totale di beni ad oggi individuati e sequestrati ai fini della successiva confisca, di 70.000 euro.

Ultima modifica il Martedì, 08 Ottobre 2019 18:36

Articoli correlati (da tag)