Il reperto, esaminato dall’équipe composta dal direttore scientifico del Gruppo, dott. Claudio D’Archivio, e dal dott. Gabriele D’Archivio, è stato consegnato dal teramano Alessandro Paterna, presidente dell’associazione Ophis ed erpetologo attivo nel campo della conservazione e della divulgazione di informazione erpetologica, autore di diversi lavori scientifici e consulente, per la provincia di Teramo, dei Carabinieri Forestali nonché di enti pubblici e privati nazionali ed europei. «Una delle ragioni per cui abbiamo chiesto al Gruppo Medico D’Archivio di sottoporre il fossile alla Tac è che i dinosauri presentavano cavità nelle ossa, sacche d’aria nello specifico, tali da permettere a questi giganti del passato di muoversi, e correre addirittura, avvantaggiati da un’ossatura più leggera e da un particolare sistema di ossigenazione che regolava la loro temperatura corporea. Gli esami – prosegue Alessandro Paterna – potrebbero evidenziare una morfologia diversa rispetto alle specie della stessa famiglia. Se così fosse, si giungerebbe in futuro ad una riclassificazione della specie. In ogni caso i risultati di questa procedura verranno pubblicati dopo la fine del mio studio e della revisione scientifica». Grande soddisfazione è stata espressa da Claudio D’Archivio. «Inizia una nuova frontiera per il nostro Centro. Da oggi infatti nasce una proficua collaborazione con Alessandro Paterna e l’associazione Ophis nel segno della paleontologia. A loro abbiamo messo e disposizione, e continueremo a farlo in futuro, le nostre tecnologie e competenze. Come Gruppo Medico – prosegue il dottor Claudio D’Archivio - ci siamo sempre interessati al territorio supportando ricerche storiche, opere letterarie, discipline sociali perché crediamo molto nelle risorse locali. Questo è un ambito diverso rispetto ai tradizionali settori culturali dei quali ci siamo interessati. E indubbiamente assai intrigante. Piace davvero pensare che uno studio così importante veda protagonisti dei giovani ricercatori teramani». Il fossile esaminato nel Centro diagnostico di Giulianova, insieme con altri, sarà esposto a fine lavori nel Centro Ophis, una struttura sita nel Teramano che sarà ultimata entro l’inizio del prossimo anno per essere adibita a centro erpetologico nonché a museo di scienze naturali con lo scopo di continuare a studiare e pubblicare i progetti erpetologici e paleontologici svolgendo altresì attività didattiche.