Giovedì, 17 Dicembre 2020 15:59

Montesilvano/auditorium Sciarretta: crescono le piante sui gradini d'ingresso

Auditorium nato sopra le ceneri del vecchio cimitero, Arch. Marco Volpe, autore del progetto affermò che sarebbero occorsi solo 4 piccoli interventi, la copertura per permettere all'Auditorium del Colle di essere agibile, in 20 anni nessuno è intervenuto.

La telecamere del www.giornaledimontesilvano.com è entrata nell'auditorium abbandonato, un luogo che regge al degrado, rivela la contrapposizione tra vecchio e nuovo, il degrado e comunque sia non merita di esser buttato via. Perchè nei territori non si butta nulla, specialmente con "i chiari di luna" che ci sono ora.

Bisogna ammettere che sorge in un posto poco urbanizzato, in curva, dove mancano parcheggio, marciapiedi e le auto tendono a prendere velocità, l'auditorium Sciarretta ha 20 anni, è sempre stato chiuso per inagibilità, tranne nel 2011, quando il consigliere comunale Mauro Francesco Orsini organizzò corsi di teatro a cura di Milko D'Angelo, durante gli scorci dell'amministrazione Cordoma.

Eppure in 20 anni si sarebbe potuto intervenire e migliorare la zona, rendere agibile un luogo che,  parla della storia del Colle, esiste ed è l'unico teatro concluso in città.

Ideato e seguito nei lavori dall'architetto Marco Volpe, già presidente dell'ordine a Pescara, la struttura è stata inserita tra le opere moderne europee di interesse architettonico ed è elogiata in un volume dell'Electa. Ed ora il degrado è palese anche da fuori: piante alte sui gradini che portano all'ingresso.

All'interno sul palco, ci sono graffiti, alcuni audaci, probabilmente fatti dai ragazzi entrati abusivamente, una testimonianza che suggerisce il bisogno di luoghi per esprimersi. L'albero d'ulivo piantato ora è cresciuto, un'immagine molto romantica, letteraria.

Nato sopra le ceneri del vecchio cimitero di Montesilvano colle, l'auditorium gode di 80/100 posti e ha caratteristiche uniche al mondo, come la propria storia da racconto goth, talmente goth che Marylin Manson potrebbe esserne il testimonial o anche una cover. L'importanza del luogo e la sua storia si esternano nella quotidianità. Lu Spirdar, (refuso nel precedente video, dove viene indicato come Spirdale, errore del t9), era, spesso, l'obiettivo di chi percorreva la attuale Via Marco Polo, la via che conduceva al cimitero.

La vicenda legata al cimitero passa per l'auditorium.

Costruito per incarico di Renzo Gallerati, sindaco, nel 2000, fu inaugurato in pompa magna, come Auditorium Luigi Sciarretta, ubicato sul Colle, la struttura sui generis sorge sull'antico cimitero di Montesilvano. Molto in linea con la città. Il terreno fu dissodato e uscirono scheletri e antiche tombe.

Una storia interessante che si sviluppò negli anni come un film dei fratelli Coen, si scoprì che qualcuno ci coltivava la marijuana. Capita se si abbandonano i luoghi pubblici.

All'indomani venne in sopralluogo la Commissione pubblico spettacolo per controllare se tutto fosse conforme e indicò 4 semplici interventi che, svolti subito, o in questi lunghi 20 anni di passaggio di risorse, oggi avrebbero dato accesso al primo teatro della città. Wow! Ciò non avvenne, nonostante piaccia molto ai politici locali udir la propria voce mentre pronunciano la parola "turismo", seguita da "cultura".

I 4 passi per l'agibilità sono: blocco del cancello d'ingresso che deve restare aperto durante gli spettacoli, un lavandino per rendere i bagni per i disabili accessibili, l'intervento più complicato sarebbe quello che prevede di eliminare l'aiuola dal marciapiede d'ingresso. In ultimo le porte dell'agibilità si aprirebbero integrando l'illuminazione solo di sicurezza. Un costo che a voler esagerare potrebbe arrivare a 10mila euro al massimo.

Oltre la copertura che ne permetterebbe l'uso anche in inverno. L'architetto montesilvanese depositò nel 2000 il progetto di intervento per rendere agibile la struttura. Passa oggi che passa domani l'auditorium rimase così sino a tornar quasi nuovamente cimitero.

Le 4 mosse caddero nel dimenticatoio e con esse il sogno di un luogo, seppure lugubre, d'intrattenimento. Ora è solo una decisione politica. Eh sì, solo politica.

A pensare che in Irlanda c'è il culto degli avi, credono che proteggano le generazioni future e la comunità. 

Un tale lavoro, sacrificio del sonno dei morti, dovrebbe essere onorato per rendere un teatro alla città, per ricordarne la storia. Se non lo si fa significa che il concetto di storia non è chiaro.