L’Associazione, in questo 21 marzo, conferisce un Premio al componimento “Sfiatète”, scritto in dialetto ortonese da Luca Di Tizio, anestesista e rianimatore all’Ospedale clinicizzato SS Annunziata di Chieti. In un momento tanto complesso, la poesia ritorna come lingua dell’indicibile, come tentativo estremo di tenere la parola viva e abbiamo scelto, nel rispetto della salute di tutti, di conferire il Premio in Ospedale, all’esterno, con una piccola cerimonia, coinvolgendo la Direzione Sanitaria. Luca di Tizio scrive e lo fa a cuore aperto. Lo abbiamo immaginato al termine dell’ennesima giornata sfiancante, coi nervi a pezzi e l’umore alle caviglie. Un lavoro che ha a che fare con la vita e con la morte, coi miracoli e con le tragedie, coi voli altissimi e con gli abissi. "Il dialetto è uno strumento potentissimo per dar voce a quello che sente il cuore, nella maniera più spontanea e vera possibile - dichiara il dott. Di Tizio. Questo componimento nasce così, per fare uscire fuori le emozioni più intense e forti che, da un anno a questa parte, il mio cuore, come quello di molti altri medici e infermieri, è chiamato a provare quotidianamente. La poesia descrive un particolare momento della nostra attività, quando noi rianimatori siamo chiamati in ospedale ad intubare pazienti, affetti da questa terribile polmonite. E così devi tranquillizzare, dare parole di conforto e speranza. Nel tuo cuore però - conclude Di Tizio - c’è tristezza e preoccupazione. E allora il distacco iniziale viene meno. Il malato non è più soltanto la persona che deve beneficiare della tua professionalità, ma diventa l’uomo, solo, impotente e spaventato di fronte a questa terribile pandemia". Luca Di Tizio nasce a Ortona nel 1974. Nel 2000 si laurea in Medicina e Chirurgia, all’Università degli studi G. d’Annunzio di Chieti Pescara. Dal 2010, è Dirigente Medico in Anestesia e Rianimazione (Asl 02 Lanciano Vasto Chieti, Chieti).