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Martedì, 13 Aprile 2021 17:58

Negato a Manoppello il centro vaccinale all’Interporto. Ecco perchè.

Scritto da rednez

 Settimane di interlocuzioni, telefonate, note e ancora sopralluoghi di Asl e Protezione civile, seguiti da richieste, lettere di disponibilità e condivisione degli intenti; per poi apprendere che il centro vaccinale di Manoppello rimarrà una pregevole soluzione, ma solo sulla carta.

“Siamo increduli e sconcertati da tanta approssimazione – ha detto il sindaco Giorgio De Luca – A Manoppello c’è un Palazzo Polifunzionale inutilizzato che per dimensioni, caratteristiche, funzionalità e facilità di accesso potrebbe risolvere tanti problemi organizzativi ed accelerare la campagna vaccinale degli abruzzesi eppure, si preferisce montare tendostrutture o requisire altri spazi pubblici che non sempre è facile rendere idonei”.

Il riferimento è al Palazzo Polifunzionale della Regione che si trova all’Interporto di Manoppello, un edificio vuoto, di tre piani, perfettamente funzionale, con servizi, ampi saloni, un enorme parcheggio di servizio. Dell’edificio, proposto dal Comune di Manoppello alle autorità sovracomunali, dopo sopralluoghi con la Asl che ne aveva riscontrato l’idoneità, si era, infatti, parlato come possibile centro vaccinale temporaneo per un bacino d’utenza ampio.

“Con un’apposita richiesta, recapitata a febbraio a Regione, Asl, Protezione civile e Intermodale, la società che gestisce l’area interportuale, avevo condiviso con le autorità preposte la candidatura di questa struttura di tremila metri quadrati, oggi inutilizzata, a luogo stabile in cui effettuare la campagna vaccinale – ha raccontato il sindaco De Luca – una proposta che si è fatta sempre più concreta nel corso delle settimane, cui hanno fatto seguito diversi sopralluoghi tutti di grande apertura, finché la settimana scorsa, in un incontro che sarebbe dovuto essere quello esecutivo, tutto si blocca. Cosa è accaduto? Il direttore dell’Interporto, diversamente da quanto manifestato dal presidente di Intermodale, srotola carte e piantine per dire in sostanza che nell’area interportuale stazionano per tempi limitati dei container, sigillati e sicuri, di materiali chimici e che, quindi, il centro vaccinale non si può fare. Allora, vorrei capire? Se ci sono problemi di sicurezza pubblica, potrebbero esserci al di là della presenza o meno del Centro vaccinale, oppure, devo pensare che, diversamente da come sta accadendo nel resto di Italia in cui siti produttivi, industriali, fieristici, sono stati riadattati per ospitare le vaccinazioni, a Manoppello non si può fare perché forse si intralcia il lavoro dell’Interporto? La palazzina indicata, lo ribadisco, è pubblica, è della collettività. Inoltre è vuota, inutilizzata e soprattutto giudicata adeguata dalle autorità competenti. Cosa è accaduto? In questa vicenda – dice ancora De Luca - non perde il Comune di Manoppello, tra l’altro in prima linea per le vaccinazioni degli over 80 e delle persone fragili, ma perdiamo tutti. Sono tanti i sindaci del territorio che avevano fatto il tifo per questa soluzione. Il centro vaccinale all’Interporto di Manoppello, tra l’altro a pochi metri dal casello autostradale, avrebbe rappresentato – ha detto ancora il primo cittadino - un punto strategico per l’attuazione di un Piano di vaccinazioni anti-Covid in grado raggiungere un alto numero di cittadini ed arginare il dilagare della pandemia che ci attanaglia da un anno. Al di là della gravità della vicenda – conclude De Luca – credo che, quantomeno per garbo istituzionale, il presidente della società Intermodale debba chiarire se quanto accaduto sia frutto della pozione dell’azienda stessa oppure una personale iniziativa di un suo dipendente”.

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