Secondo quanto elaborato dal CRESA - Centro Studi dell’Agenzia per lo Sviluppo della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia - sulla base dei dati Infocamere-Movimprese, il sistema economico regionale alla fine del marzo 2021 conta uno stock di imprese composto da 148.196 aziende e riporta un saldo di -167 unità cui corrisponde un tasso di crescita del -0,11% (Italia: +0,08%), decisamente migliore di quelli registrati nei primi trimestri degli anni precedenti.
Rispetto al I trimestre del 2020, conformemente a quanto si rileva a livello medio nazionale e nelle altre regioni, anche in Abruzzo diminuiscono le iscrizioni (da 2.515 a 2.399 che corrisponde al -4,6%) e si contraggono in misura più considerevole le cancellazioni (da 3.319 a 2.566 pari al -22,7%).
Il calo delle iscrizioni rafforza l’idea che esista una forte relazione tra clima di fiducia e natalità delle imprese che in questo momento provoca un diffuso scoraggiamento nell’avviare nuove attività. In particolare, se si confronta il numero di iscrizioni in regione nei dodici mesi che vanno da aprile 2020 a marzo 2021 con l’analogo periodo 2018-2019 si osserva un calo stimabile in circa 1.400 imprese in meno (50.000 a livello medio nazionale).
La diminuzione delle cancellazioni conferma che è aumentata la tenacia, pur in un periodo di grandi incertezze e difficoltà causate dalla pandemia, nel mantenere le imprese esistenti con la speranza che l’economia possa ripartire in un prossimo futuro e in attesa che vengano meglio definite le prospettive di rilancio: stando ai dati, infatti, esiste una platea di imprese che, in circostanze diverse, avrebbero già cessato la propria attività.
Il valore assunto dal tasso di crescita nel I trimestre 2021 (-0,11%) colloca l’Abruzzo al 13° posto nella graduatoria delle regioni italiane, nell’ambito della quale solo Lazio, Campania, Puglia, Sardegna, Calabria, Sicilia, Lombardia e Liguria sono contraddistinte da variazioni positive.
Negativo il contributo dato al bilancio trimestrale regionale dalle imprese artigiane che, con un saldo di -267 aziende (-0,91%; Italia: - 0,23%), derivante da 449 iscrizioni e 716 cancellazioni, ammontano alla fine del I trimestre 2021 a 29.032 unità e rappresentano il 19,6% dello stock di imprese complessive.
LE PROVINCE
La decrescita annua del numero di imprese, sia pure con intensità diversa, contraddistingue l’andamento dell’Aquila, di Teramo e Chieti. Pescara, al contrario, fa registrare un saldo lievemente positivo.
Lo stock di imprese registrate alla fine del periodo osservato è di 30.050 unità all’Aquila (20,3% del totale regionale), 35.996 a Teramo (24,3%), 37.421 a Pescara (25,3%) e 44.729 a Chieti (30,2%).
A riportare la maggior contrazione in valore assoluto di imprese registrate è Chieti con 716 iscrizioni e 838 cancellazioni escluse quelle d’ufficio (saldo: -122 unità), seguita da Teramo (iscrizioni: 576; cancellazioni: 633; saldo -57) e L’Aquila (476 iscrizioni e 486 cancellazioni; saldo: -10 imprese). Pescara, come già accennato, vede un aumento del numero di aziende (+22) determinato da 631 iscrizioni e 609 cancellazioni.
Il tasso di crescita oscilla tra il massimo dello 0,06% di Pescara al minimo del -0,27% di Chieti, passando per il -0,03% dell’Aquila e il -0,16% di Teramo.
I SETTORI
Consistenti decrementi riguardano i principali settori: l’agricoltura riporta un calo di 163 imprese, le attività manifatturiere di 79, le costruzioni di 86, il commercio di 221, i servizi di 284. Particolarmente consistenti le contrazioni che continuano ad interessare le attività dei servizi alloggio e ristorazione (-137) e le altre attività di servizi (-82). Nell’ambito del terziario fanno registrare saldi moderatamente positivi le attività professionali, scientifiche e tecniche (+19), i servizi di informazione e comunicazione (+4), le attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (+2) e quelle immobiliari (+1).
Solo le imprese non classificate, prevalentemente non attive (10.007 su 10.053), presentano un consistente aumento in termini numerici (+664) ad indicazione del fatto che, alle imprese iscritte ma non attive da anni alle quali non è stato attribuito alcun codice ATECO, si è aggiunto un consistente numero di soggetti che è pronto a “partire” appena sarà chiaro in quale direzione converrà muoversi.
LE FORME GIURIDICHE
Al 31 marzo 2021 lo stock delle imprese operanti in regione è composto per il 56,5% (pari a 83.719 aziende) da ditte individuali, per il 27,3% (40.422) da società di capitali, per il 13,5% (20.068) da società di persone e per il 2,7% (3.987) da altre forme giuridiche. Sono solo le imprese di capitali ad aumentare in misura considerevole (+347 unità) e a far registrare il più elevato tasso di crescita (0,87%), a riprova del fatto che, pur in una fase di grande difficoltà, il sistema imprenditoriale conferma la tendenza a rafforzarsi al proprio interno. Sostanzialmente stazionario il numero di imprese aventi altre forme giuridiche (+1 unità, con un tasso di crescita pari allo 0,03%). Tende a contrarsi, al contrario, il numero delle ditte individuali e delle società di persone che alla fine del I trimestre 2021 perdono rispettivamente 391 e 124 imprese con un conseguente decremento del tasso di crescita del -0,46% e del -0,61%.