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Venerdì, 07 Gennaio 2022 17:47

Sonia Planamente. Raccontarsi… e poi, l’amore!

L'ultimo libro di Sonia Planamente. Nessun essere, al mondo, sa raccontare, la vita, che, sfuggente, scivola nel suo divenire anonimo; ma, per fortuna esiste l’essere misterioso e fantastico che la vita la crea.

La Donna! E come affermò Oscar Wilde, le donne esistono per essere amate, non certo capite. Quanto detto, introduce un mondo, ancora una volta, narrato , e scritto, in linguaggio che seppur semplice , o meglio, “apparentemente” tale, è in realtà è figlio legittimo (il suo scrivere) nonché illustre di lettura colta, ma ancor più di intensa vita vissuta e spesso tormentata.

Ecco dunque Sonia Planamente, scrittrice, poetessa nativa di Città S. Angelo (Pescara), ma lungamente vissuta a Roma, e della città Eterna conserva ancora dentro di se, i ritmi e gli infiniti orizzonti, ma del luogo natio orgogliosamente ne incarna, come un trofeo le notti silenziose della prima gioventù, tutto questo in due testi di pregiata fattura artistica –filologica, dove Sonia, racconta di sé con gli occhi verdi.

Il primo è un romanzo, una storia d’amore tra madre e figlia, e dunque la massima espressione fisica: Un raggio di sole ,(romanzo) Kimerik,2015 (Patti, Messina), e La potenza dell'amore , (Poesia) Costa, Montesilvano,(Pe) 2020.

Nel Romanzo, la narrazione, mai banale, in una continua evoluzione, si ha la netta sensazione di un non tempo –“oltre il tempo”- e il misterioso pianeta donna, offre al lettore, angoli sempre nuovi da scoprire, ma cosa più importante, il coraggio, e questa è la vera novità, di scardinare con le parole un certa cultura arcaica, che tuttora, penalizza la donna. Parole che denunciano, e con forza travolgente strappano dalle donna la mascherina del momento e le fa urlare di libertà.

E’ la donna, come vuole essere lei, non come vorrebbero fosse i maschietti, è la donna con il suo patrimonio di sofferenza, di malinconia, di cultura. La parola, non solo scritta, poiché in alcuni tratti se ne percepisce il suono passionale delle voci, ha il riverbero fascinoso delle lotte sociali, ha il cigolio della porta sconosciuta che si apre all’animo femminile. Tutto questo è Sonia; scrittura che evoca, sussurra, reca armonie mai svanite di vita quotidiana. Leggere di lei, è entrare in inarrivabili cromatismi che del lettore, catturano sguardo e intimità; è una fisicità intrisa di fascino intellettuale dell’eterno femminino, una voce che si disvela, soprattutto nella silloge “La potenza dell’amore” poiché parla con le vibrazioni intelligenti della pulsione, passionale, a volte enigmatica, ma che rivela il mondo femminile. Sonia vive quella parola, diventa quell’attimo, quel movimento, va oltre i limiti ritmici, e il lettore ne rimane incantato, come si può fare solo davanti a una arditezza stilistica e affabulante.

Parola di rara filologia, quella di Sonia Planamente, ha il pregio di “stravolgere” una convenzionalità narrativa, o poetica che pone le donna in primo piano, o meglio è la donna del suo tempo che si libera, finalmente, degli stereotipi penalizzanti di sempre; è la voce bisbigliata e discreta dell’inquietudine, è la tristezza dell’intimità, o il malinconico incedere del suo vissuto, ma che ad un tratto , il coraggio talentuoso dell’autrice, trasforma in imponente fisicità, un mondo in evoluzione permanente, intriso di saggezza. Appunto una rinascita, La Rinascita compiuta! Era difficile, parlarne senza scivolare nella trappola banale della retorica, Sonia ci è riuscita, ha il meritevole talento cristallino delle scrittrici di razza.

francescodirocco