Di Stefano fa sapere che ha richiesto i risultati ufficiali del referendum, presto farà una conferenza stampa al comune di Montesilvano in cui saranno analizzati i dati del referendum, inoltre, chiede "se la cittadinanza nel 2014 è stata informata su cosa avrebbe comportato la fusione? Sono stati fatti dibattiti sul referendum? Perché è stato inserito in una consultazione elettorale con ben quattro schede?"
"Il processo di fusione di due o più comuni confinanti è normato agli articoli 15 e 16 del D.Lgs. 267/2000 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali “. Lo spirito legislativo che indusse alla scrittura degli articoli suddetti fu quello di agevolare le fusioni dei piccoli comuni montani o comunque inseriti in realtà locali in oggettive situazioni di difficoltà di collegamenti, gestione dei servizi pubblici e delle risorse necessarie alla sopravvivenza di amministrazioni comunali non giustificate dal ridotto numero di abitanti. " Lo ricorda Gabriele Di Stefano, già consigliere comunale di Montesivlano e candidato con la Lega a sostegno dell'attuale sindaco. "L’incentivazione delle fusioni si giustifica quindi per contrastare l’elevata frammentazione delle realtà comunali italiane e portare ad organismi di adeguate dimensioni che ottimizzino l’efficacia e l’efficienza delle attività amministrative. Il comune di Pescara nella sua sete di potere ha sfruttato questa possibilità legale, nata da ben altri presupposti, per farne lo strumento attraverso cui raggiungere il suo scopo divoratore nei confronti di Spoltore e Montesilvano."
"Io proseguo nel mio cammino verso un “no” deciso alla Nuova Pescara con la speranza che tale fusione si possa evitare e confido anche in extremis al consiglio regionale affinché abbia la lungimiranza di rivedere la snaturata legge approvata e che si giunga alla abrogazione della stessa."