Chieti, 13 MAGGIO 2022 - Presidio di solidarietà per gli studenti ed il personale scolastico colpito da provvedimenti idelogici e vessatori del governo Mascherine e demansionamento a scuola sono strumenti ideologici repressivi non di contenimento della pandemia.
Sonia Arina portavoci del movimento #nogreenpass #nontoccateiminori #MARCHE #MOLISE #ABRUZZO dichiara: "Il decreto 24 marzo 2022, n.24 , e la successiva circolare del Ministero della Pubblica Istruzione del 28 marzo prevedono che il personale scolastico, inadempiente all’obbligo vaccinale per la prevenzione del Covid-19, potrà essere impiegato in attività di supporto alle istituzioni scolastiche, essendo equiparato, arbitrariamente, ma solo fino al 15 giugno 2022 o fino alla data di adempimento dell’obbligo vaccinale personale docente ed educativo dichiarato temporaneamente inidoneo all’insegnamento.
Dice Nico Liberati, “il movimento #nogreenpass #nontoccateiminori Abruzzo e Marche difende la dignità ed il valore del lavoro di tutti i docenti, che, riteniamo, non possa essere tradotto arbitrariamente, senza fondamento e contro le indicazioni contrattuali, in altri compiti. Ma soprattutto riteniamo che sia inaccettabile che un lavoratore sia collocato per 36 ore in locali INTERRATI, COME ACCADE NEL LICEO ISABELLA GONZAGA A CHIETI, per questo abbiamo depositato il 7 u.s. esposto presso la Procura della Repubblica di Chieti, in più dal 12 presidiamo permanentemente il Liceo Gonzaga ed abbiamo iniziato lo sciopero della fame e della sete.”
“In particolare gli insegnanti del Liceo Gonzaga ci confermano, attraverso uno scambio di missive che ci hanno fatto pervenire, alcune persino postate (inopinatamente) su facebook ”, continua Sonia Arina portavoce del movimento per le Marche, “come la dirigente dell’istituto abbia persino rafforzato [con tale assegnazione in posti di lavoro distribuiti in aree dell’interrato, una modalità quasi dantesca] una ripartizione dei lavoratori in categorie, responsabili e non responsabili, civili e non civili, coscienti e non coscienti, meritevoli e non meritevoli, pertanto noi denunciamo con la nostra protesta un clima conflittuale ed ostile, non positivo e diseducativo, lo sciopero della fame e della sete sarà sospeso non appena saremo ricevuti dalla dirigente ed il personale sarà ricollocato in aree di lavoro dignitose”