“Il panorama degli interventi pubblici rivolti alle aree montane e a quelle interne risulta ampio e variegato – ha dichiarato D’Addazio nel suo intervento - e caratterizzato da ben note criticità e da una evoluzione segnata da una mancanza di continuità, ma anche da esperienze positive, dalle quali trarre insegnamento. Oggi sul banco delle proposte, specie su input comunitario, assumono particolare rilievo - ha evidenziato - le strategie di sviluppo territoriale integrato, con l’obiettivo di abbattere le disuguaglianze tra i territori concentrate nei luoghi dove mancano le opportunità. Ecco, i limiti vanno trasformati in opportunità: le aree non urbane devono perseguire percorsi che li rendano più attrattivi e il capitale rurale, la tradizione artigiana e le storiche pratiche agro-silvo-pastorali, sono solo alcuni dei punti di forza su cui le zone montane possono contare, oltre al fatto che in questi luoghi si gioca il futuro della biodiversità. La sala gremita testimonia l’interesse di pubblici amministratori, associazioni di categoria e professionisti a conoscere ed approfondire tutti gli strumenti a disposizione nel panorama della programmazione europea”.
“La materia va fatta nostra - ha rimarcato il sindaco di Bolognano - nell' ottica di una crescita ad ampio raggio dei nostri preziosi territori. La valorizzazione e la protezione dell’inestimabile patrimonio delle zone di montagna sono di vitale importanza per garantire la diversità culturale dell’Europa. Alle comunità locali deve essere fornito un sostegno sempre maggiore sia in termini di formazione che di assistenza specialistica, affinché siano in grado di predisporre progetti meritevoli di finanziabilità e utili al territorio. Dunque, ben vengano iniziative come quella odierna che ha apportato un valore aggiunto al livello di conoscenza finora acquisito, e che si affiancano all’importante attività svolta in questi mesi dalla Regione Abruzzo”, ha concluso.