Lunedì, 13 Novembre 2023 10:02

Vino d'Abruzzo: alla scoperta delle cantine che stanno conquistando il mondo

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Nascosto tra i giganti vitivinicoli d'Italia, l'Abruzzo è un gioiello che attende di essere scoperto.

A soli due ore di auto da Roma, questa regione offre una fusione unica di cultura, paesaggio e storia, pronta a regalare esperienze indimenticabili agli amanti del vino. Per chi è alla ricerca di un turismo enogastronomico sostenibile, l'Abruzzo e molte altre città europee per gli amanti del vino offrono l’opportunità di esplorare cantine e vigneti in bicicletta, unendo il piacere della degustazione al viaggio lento.

Tradizione vinicola dell'Abruzzo

Con una storia vinicola che si perde nella notte dei tempi, l'Abruzzo è terra di vitigni autoctoni e di una biodiversità che incanta. Oltre al celebre Montepulciano, le sue coste e le sue colline ospitano varietà come il Trebbiano, il Pecorino e la Passerina, che crescono rigogliosi grazie alla varietà dei microclimi e dei suoli, da quelli argillosi a quelli calcarei.

L'Abruzzo è una terra di contrasti mozzafiato, con il blu cristallino del mare Adriatico da una parte e il verde degli Appennini dall'altra, creando un ambiente perfetto non solo per la coltivazione della vite, ma anche per l'olivo. La diversità dei terreni abruzzesi, che spaziano dall'argilla alla roccia, al calcare, favorisce la crescita di una vasta gamma di uve, che si esprimono in vini tanto rossi quanto bianchi di eccellente qualità.

Perché l'Abruzzo è una delle migliori destinazioni vinicole

L'Abruzzo viene spesso trascurato rispetto alle suddette regioni vinicole più famose—tanto che i locali si sorprendono spesso quando ricevono visite turistiche. Sì, è così poco conosciuto. Probabilmente non lo sarà per molto, ecco perché consigliamo di prenotare un viaggio il prima possibile.

Le cantine abruzzesi offrono esperienze uniche e indimenticabili, come quella proposta da Pasetti, che unisce il piacere del vino a quello della natura, essendo l'unica azienda in Italia autorizzata a utilizzare il logo del Parco Nazionale sul retro delle sue bottiglie. Non meno accogliente è Fontefico, dove l'ospitalità si sposa con la passione per la viticoltura biologica, e dove è possibile immergersi in esperienze eno-gastronomiche che spaziano dalla partecipazione alla vendemmia a lezioni di cucina tradizionale abruzzese.

Per gli appassionati di storia e pratiche biodinamiche, Emidio Pepe è una tappa obbligata. Dal 1964, questo viticoltore produce vini di grande espressività, seguendo metodi completamente manuali e naturali, senza l'uso di sostanze chimiche e sfruttando le tecniche di coltivazione biodinamica.

Queste e altre le informazioni nell’articolo pubblicato su Veranda, un sito web con oltre mezzo milione di visitatori al mese, che parla di Abruzzo esplorando il legame profondo tra il vino della regione e le sue radici culturali, con un focus sulle specialità gastronomiche locali, come gli arrosticini e la pasta alla chitarra, che elevano il piacere della degustazione. Si conclude poi con un invito a scoprire personalmente questa regione ancora poco conosciuta, ma che non resterà nascosta ancora a lungo agli occhi del mondo.

Nell'articolo "6 of the Best White Wines from Abruzzo" di Edward Deitch, si sottolinea come i vini bianchi della regione Abruzzo, inclusi il Trebbiano d'Abruzzo e l'Abruzzo Pecorino, siano ancora poco conosciuti nonostante la loro qualità. L'autore, dopo aver visitato alcune delle principali cantine abruzzesi e assaggiato decine di vini, fornisce un'analisi approfondita delle caratteristiche distintive di questi vini, notando come le condizioni climatiche della regione contribuiscono a creare vini freschi ed eleganti con una buona acidità.

I trend legati al vino nel 2023

 

Con quasi 35.000 ettari di vigneti, l'Abruzzo sta vivendo una rinnovata attenzione verso i suoi vini, superando l'immagine di vini economici e semplici.

Uno dei trend più significativi è l'introduzione dello status di Superiore per i vini Montepulciano d’Abruzzo, limitando la produzione e l'imbottigliamento esclusivamente alle quattro sub-zone abruzzesi. Questo cambio etichettatura, attuato per valorizzare ulteriormente la reputazione dei vini locali, si accompagna alla semplificazione delle indicazioni geografiche con la riduzione delle attuali otto denominazioni IGT a una sola, Terre d’Abruzzo.

In risposta ai cambiamenti climatici e alle malattie fungine che affliggono le viti vicino al mare, i produttori stanno aumentando l'altitudine dei vigneti, con alcuni che coltivano il Pecorino fino a 1.050 metri sul livello del mare nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Un'altra tendenza riguarda l'uso del cemento come materiale per i recipienti di fermentazione, tornato di moda per le sue proprietà termiche e la porosità che permette uno scambio di ossigeno, producendo vini più espressivi e identitari.

In contrasto con l'estetica brutalista dei recipienti di cemento, Vinum Hadrianum ha scelto un approccio più classico utilizzando vasi di terracotta, un omaggio alla storia romana della regione, contribuendo alla creazione di un marchio distintivo.

Il Pecorino, un vitigno che prende il nome dalle greggi di pecore dell'Abruzzo, è citato per il suo potenziale sia nei vini tranquilli che in quelli spumanti e arancioni, noti per la loro intensità aromatica e tannini sottili.

Il Cerasuolo d'Abruzzo, una sorta di rosato scuro o rosso chiaro derivato dall'uva Montepulciano, sta guadagnando apprezzamento come stile proprio, venduto in bottiglie di vetro verde per distinguerlo dai tradizionali vini rosati.

Infine, si segnala un interesse crescente per i Montepulciano d'Abruzzo più leggeri, in contrapposizione ai vini più corposi e intensi.

Un altro trend da evidenziare è quello dell'export. Nel 2022 infatti si è registrato un record assoluto dell’esportazione del vino abruzzese e si stima che il 2023 non deluderà. Ecco il grafico che ne mostra le principali destinazioni:

Conclusione

Abbiamo esplorato insieme un affascinante viaggio attraverso la viticoltura abruzzese, dalla sua posizione sottovalutata nel panorama vinicolo italiano fino ai riconoscimenti recenti e ai trend emergenti.

Abbiamo scoperto l'importanza dell'innovazione e dell'adattamento dei produttori locali alle sfide del cambiamento climatico e ai gusti in evoluzione del mercato. Abbiamo discusso delle varietà autoctone come il Montepulciano d'Abruzzo e il Pecorino, e abbiamo osservato come pratiche antiche e moderne si intrecciano per creare vini unici e distintivi. Questa conversazione ci ha permesso di apprezzare non solo la ricchezza e la diversità dei vini dell'Abruzzo, ma anche il dinamismo e la resilienza di una regione che, pur rimanendo fedele alla propria storia e tradizione, non esita a guardare al futuro.

 

Ultima modifica il Giovedì, 14 Novembre 2024 12:08