Lunedì, 17 Febbraio 2025 18:29

Suicidio nel carcere di Pescara, Giovani Democratici: il sistema penitenziario ha bisogno di un cambiamento urgente

Dopo il suicidio di un detenuto, scoppia la rivolta nel carcere di Pescara

 

Si legge su Agi che un principio di incendio è divampato nel carcere San Donato di Pescara. Sul posto sono presenti alcune ambulanze e la polizia penitenziaria. Alcune persone, sembra detenuti e agenti, sono stati trasportati al pronto soccorso per aver inalato fumo. Da una prima ricostruzione, il rogo è riconducibile a una protesta dei detenuti scoppiata dopo il suicidio di un recluso avvenuto nella notte. L'area è presidiata dalle forze dell'ordine.

Uilpa, prosegue scia di morte nelle carceri

“Un detenuto ventiquattrenne d’origine egiziana si è suicidato stamani presso la Casa Circondariale di Pescara. Poco dopo sarebbe scattata una protesta a opera di reclusi, alcuni dei quali saliti sul tetto dell’edificio, e sarebbe stato appiccato un incendio a seguito del quale almeno un agente sarebbe rimasto intossicato. Sul posto starebbero accorrendo rinforzi della Polizia penitenziaria, i vigili del fuoco e alcune ambulanze, mentre l’istituto sarebbe presidiato all’esterno dalle altre forze dell’ordine. Abbiamo ancora notizie sommarie e disarticolate, ma è chiaro che nelle carceri proseguono senza soluzione di continuità e senza freni la scia di morte e i disordini”. Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria aggiungendo dettagli a quanto accaduto nell'istituto abruzzese.

"L’ennesima tragedia nel carcere di San Donato a Pescara, dove un giovane detenuto di 24 anni si è tolto la vita, non può lasciarci indifferenti."

"Il suicidio di un ragazzo della nostra età è un fallimento per tutta la società, così come lo è il sovraffollamento e il degrado che affliggono il sistema carcerario italiano". Ad intervenire Saverio Gileno Segretario regionale, Silvia Sbaraglia Segretaria provinciale, Emanuele Castigliego Vicesegretario provinciale GD Pescara.

"L’esplosione di rabbia e disperazione seguita a questa drammatica perdita è il segnale di un malessere profondo che non può più essere ignorato. Non si tratta di episodi isolati: dall’inizio dell’anno, sono già tredici le persone che si sono tolte la vita in carcere. È evidente che la condizione dei detenuti sia insostenibile e che il principio costituzionale della funzione rieducativa della pena venga disatteso nella realtà quotidiana. Il carcere non può essere un luogo di abbandono e sofferenza, ma deve garantire percorsi di recupero, alternative alla detenzione per chi ne ha diritto e un’assistenza adeguata, soprattutto per le persone più fragili, spesso affette da dipendenze o patologie psichiatriche. È necessario investire in personale, strutture e programmi di reinserimento sociale, affinché la detenzione non si trasformi in una condanna alla disperazione. Chiediamo con forza un intervento immediato delle istituzioni affinché venga garantito il rispetto della dignità umana nelle carceri e affinché si lavori per costruire un sistema che non produca più morte e sofferenza, ma offra opportunità di riscatto e reintegrazione nella società. La vita di ogni individuo ha valore, e non possiamo continuare a chiudere gli occhi di fronte a questa emergenza. Continuerà l’impegno di noi Giovani Democratici riguardo al tema delle carceri, come già annunciato qualche settimana fa in una lettera indirizzata ai vertici del nostro partito e ai nostri rappresentanti nelle istituzioni."