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Martedì, 10 Giugno 2025 13:28

L'arte di Vanessa Di Lodovico tra i calcinacci e i muri deformati

Le sue opere “urlano” il disagio sociale che l’uomo del nostro tempo vive e sperimenta nella sua società - in via Rio Sparto 152, Pescara dal 12 giugno 2025

L’artista Di Lodovico sembra aver fatto sua la celebre affermazione “La bellezza salverà il mondo” di Dostoevskij valorizzando uno spazio lasciato all’incuria del tempo e della dimenticanza, trasformandolo in un ambiente espositivo in cui le sue opere trovano spazio tra i calcinacci e i muri deformati dai tentacoli dell’umidità di risalita.

I suoi occhi sono riusciti ad andare oltre il vuoto, restituendo forme e colori agli ambienti selezionati, aiutando l’arte in compito nobile, raggiungere gli angoli più remoti e più angusti delle nostre città portando luce e vitalità in zone spesso dimenticate. Il linguaggio artistico dell’artista viaggia sempre fra note di forte contrasto emotivo, superando la dimensione fisica alla continua ricerca di sé e di una rinnovata identità. Il senso di libertà che la nutre e che caratterizza i suoi lavori emerge nel suo allestimento, in cui semplici oggetti vengono decontestualizzati, sulla scia dei grandi movimenti d’avanguardia del secolo scorso, per trovare nuova linfa tra le sue mani e, come un Demiurgo, l’artista pescarese genera dissidi e contrasti tra corpi e anime in una dimensione atemporale, in cui Cronos sembra non aver dominio.

Le sue opere “urlano” il disagio sociale che l’uomo del nostro tempo vive e sperimenta nella sua società, dove la vita è calpestata, dove gli sguardi sono negati, dove la supremazia della forza e della violenza sembra essere l’unico vocabolario che si conosce. Il suo sguardo si posa sugli aspetti più semplici e umili del vivere quotidiano, accomunati da un profondo senso di libertà e che sfidano le convenzioni sociali e politiche scuotendo le coscienze e spingendo a un dibattito più profondo. La Di Lodovico è in continua muta artistica, spinta dalla passione che la porta non solo a valorizzare ambienti lontani dai consueti habitat museali ed espositivi, ma a sperimentare sempre nuove tecniche e supporti, in una continua ricerca di nuovi lidi e nuovi mondi. In ognuna di esse, però, si può cui trovare risposta alla domanda che ogni sua opera o installazione muove: chi sono davvero e cosa cerco? È come se nelle sue creazioni, come un grande puzzle, si nascondano frammenti della sua esistenza e del suo Essere che annodati piano piano disvelano la sua personalità.