Giovedì, 14 Maggio 2026 11:56

Sono in corso le riprese de «Le voci di Marcinelle» diretto da Davide Cavuti e con Luca Telese

 Il progetto cinematografico è prodotto da MuTeArt Film e Fondazione Pescarabruzzo, a settant’anni dalla catastrofe nella miniera Bois du Cazier.

La sceneggiatura è firmata da Luca Telese, Domenico Ranieri e Davide Cavuti, autore anche del soggetto e della colonna sonora. Sono in corso le riprese del film documentario “Le voci di Marcinelle” con la regia di Davide Cavuti che vede tra i protagonisti Luca Telese, nel ruolo di narratore. Le riprese sono iniziate lo scorso 26 aprile, e, dopo una prima parte girata in Italia, il set si è spostato in Belgio, a Marcinelle, proprio dove avvenne la catastrofe in cui morirono 262 minatori, di cui 136 italiani, con 60 abruzzesi. La sceneggiatura è co-firmata da Luca Telese, dal giornalista Domenico Ranieri e da Davide Cavuti, autore anche del soggetto e della colonna sonora originale del lungometraggio. La fotografia è di Matteo Veleno. Completano il cast tecnico Enrico Sciovante (assistente alla regia), Emanuele D’Ancona (collaborazione e archivio), Pietro Nissi (fotografo di scena), Ilaria Muccetti (comunicazione). La produzione è di “MuTeArt Film” e “Fondazione Pescarabruzzo”, e vede il partenariato del “Museo del Bois du Cazier”, della “Stefano Francioni Produzioni”, del “Teatro Marrucino”, del quotidiano “il Centro”, dell’emittente “Rete8” e del “Centro Studi Nazionale Cicognini”, in collaborazione con il comune di Manoppello. «Marcinelle è morire nel fondo del pozzo uno, bruciato vivo, per dare una speranza ai tuoi figli, per garantire un futuro al tuo paese.

Marcinelle quest’anno sono sessant’anni, oggi sono sessant’anni. Marcinelle è una memoria ancora viva: non finirà mai di ricordarci che non si può mai scambiare il lavoro con la vita», ha dichiarato Luca Telese, interprete e co-sceneggiatore del film documentario. Nelle prossime settimane, la troupe del film si sposterà di nuovo in Abruzzo, in varie località toccate dalla catastrofe, tra cui Manoppello, per completare le riprese del lungometraggio, con la partecipazione di alcuni volti noti del cinema e della cultura italiana. Dopo aver diretto i film biografici “Un’avventura romantica” (2016) sul celebre compositore Alessandro Cicognini, “Lectura Ovidii” (2019) sul poeta latino Ovidio e “Un marziano di nome Ennio” (2021) su Ennio Flaiano, il regista e compositore Davide Cavuti torna dietro alla macchina da presa per raccontare la tragica vicenda dei minatori di Bois du Cazier, che l’8 agosto 1956 rimasero intrappolati all’interno della miniera. «È stato un privilegio per me poter firmare la sceneggiatura del film con Luca Telese e Domenico Ranieri e aver girato una parte di questo lavoro cinematografico proprio nei luoghi del disastro. Ringrazio il direttore della fotografia Matteo Veleno, che ho voluto in questo progetto. Mantenere viva la memoria di un tragico evento come quello di Marcinelle è importante non solo per ricordare il sacrificio delle 262 vittime ma anche per contribuire a tenere sempre alta l’attenzione sulla sicurezza sui posti di lavoro», ha dichiarato il maestro Davide Cavuti, regista del film documentario.

«“Safety, the first” recitano i manuali di ingegneria per il miglioramento continuo, ovvero la sicurezza deve rappresentare il pilastro fondante di qualsiasi strategia che si decida di adottare in un contesto aziendale per prevenire qualsiasi tipo di incidente». Durante le riprese realizzate a Marcinelle nella prima settimana di maggio, sono state raccolte le testimonianze di un minatore che lavorava nella miniera di Bois du Cazier all’epoca dei fatti, e quelle di alcuni figli di minatori che purtroppo morirono nel drammatico evento oltre al contributo di studiosi che operano all’interno del Museo di Bois du Cazier «Proprio qui, in questa trappola mortale che infila il destino di 262 esseri umani nel ventre della terra. La storia si specchia nei suoi 70 anni di vita mancata e urla disperata i nomi dei suoi morti, quei figli della disperazione che erano alla ricerca di una speranza», ha dichiarato Domenico Ranieri, caporedattore del quotidiano “il Centro” e co-sceneggiatore del documentario.

Ultima modifica il Giovedì, 14 Maggio 2026 12:03