Mercoledì, 03 Giugno 2026 19:25

Carceri. Di Giacomo, ripresa la “strage di Stato”: 4 suicidi in pochi giorni, 27 dall’inizio dell’anno

"La lista a lutto sarebbe stata più lunga se a Pesaro non fossero intervenuti in tempo agenti penitenziari "

“È ripresa nelle carceri la “strage di Stato. Siamo a quattro morti in pochi giorni: una ragazza di 21 anni morta in ospedale dopo essere stata trovata esanime per aver cercato di impiccarsi a Trento; un detenuto di 31 anni, è stato trovato senza vita nella propria cella a Perugia; a Napoli-Poggioreale un detenuto straniero di 27 anni si è tolto la vita; a Teramo un detenuto di origine egiziana, 25 anni, è morto in circostanze ancora da chiarire. Aldo Di Giacomo denuncia la situazione.

"La lista a lutto sarebbe stata più lunga se a Pesaro non fossero intervenuti in tempo agenti penitenziari a mettere in salvo un detenuto di nazionalità marocchina che ha tentato il suicidio nella propria cella”. Il segretario del Sindacato di Polizia Penitenziaria aggiunge: “sono saliti a 27 i suicidi accertati dall’inizio dell’anno mentre in aumento i morti nei penitenziari per cause da accertare (70 i casi). Lo scorso anno i suicidi sono stati 80 e 174 morti per altre cause, mentre l’anno peggiore è stato il 2024 con 91 suicidi e 155 morti per altre cause. Sono numeri che smentiscono sonoramente l’affermazione del Ministro “siamo sotto la media” perché negli ultimi tre anni (2022-2024) i suicidi sono stati 243”.


Per Di Giacomo “gli ultimi quattro suicidi rivelano una tendenza allarmante: si abbassa notevolmente l’età dei detenuti che si tolgono la vita in cella, a conferma della denuncia che facciamo da sempre. Gli under 35 anni, i detenuti alla prima detenzione, gli stranieri, specie stranieri o extracomunitari, insieme a tossicodipendenti e persone affette da malattie psichiche sono le categorie della popolazione carceraria a maggiore rischio suicidio. Tutto ciò mentre risorse finanziarie e personale destinato alla sanità penitenziaria sono ampiamente insufficienti. Con l’aggravante che medici e personale sanitario, non adeguatamente tutelati e vittime di continue aggressioni e minacce dei detenuti, vanno via. Il sovraffollamento e l’assenza di servizi di assistenza psicologica e sanitaria sono le prime cause. Ma l’autentico autogol del Ministro viene dalla statistica sul sovraffollamento, questa volta ufficiale, diffusa dal suo Ministero: cinque regioni superano il +40% di sovraffollamento: Friuli Venezia Giulia: +51,3%; Puglia: +49,9% Molise: +45,7%; Lombardia: +45,0%; Veneto: +43,9%. Tra le più critiche anche l’Emilia-Romagna (+32,1%) e il Lazio (+27,4%). È questa la priorità dell’emergenza carcere da affrontare e che ha toccato, nel silenzio assoluto il livello più grave”.