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Martedì, 23 Giugno 2026 12:53

Studentati PNRR in Abruzzo: 34 milioni di euro pubblici per affitti alle stelle

“Fino a 722 euro al mese per una stanza singola, a L’Aquila e Chieti: è il termometro del caro-affitti per gli studenti fuorisede, negli studentati universitari finanziati con fondi del PNRR”, avvertono Daniele Licheri, segretario regionale Sinistra Italiana Abruzzo e Alex Giaccio, coordinatore regionale UGS Abruzzo, Unione Giovani di Sinistra.

La stortura emerge da un’inchiesta giornalistica condotta da Chora e Will e che Sinistra Italiana denunciava già nel 2023: i fondi del PNRR destinati agli studentati universitari non stanno risolvendo il caro-affitti per gli studenti fuorisede.

“La situazione abruzzese è a tinte fosche: la regione ha ricevuto oltre 33,8 milioni di euro di fondi europei per finanziare 1.699 posti letto distribuiti tra L’Aquila, Chieti, Teramo e Pescara. Il risultato è preoccupante: 13 strutture su 14 sono gestite da soggetti privati, con canoni per una stanza singola che vanno da 350 a 722,50 euro al mese, tariffe già definite calmierate, ma che in una regione con prezzi di mercato storicamente contenuti risultano fuori portata per la maggioranza degli studenti fuorisede”, continuano Licheri e Giaccio.

L’Aquila è maglia nera: nel capoluogo sono concentrate dieci delle quattordici strutture finanziate con il PNRR in Abruzzo. Una sola è gestita da un ente pubblico, l’ADSU, Azienda per il Diritto agli Studi Universitari, che pratica una tariffa di 175 euro al mese per una singola. Tutte le altre nove sono soggetti privati, con prezzi che partono da 350 euro e arrivano a 722,50 euro al mese.

Il confronto è impietoso: con meno di 2 milioni di euro di fondi europei, l’ente pubblico garantisce 100 posti a tariffe sostenibili. Con 8,5 milioni di euro, un operatore propone invece 425 posti a 722,50 euro al mese. Stesso meccanismo di finanziamento pubblico, prezzi quattro volte più alti.

Ma il caro-affitti colpisce tutta la regione. A Chieti una stanza singola in uno studentato PNRR costa 722,50 euro; a Pescara 510 euro; a Teramo tra i 400 e i 552 euro. Prezzi che si attestano ben al di sopra del libero mercato locale degli affitti, in città universitarie dove gli studenti e le loro famiglie contavano su costi ben diversi.
“Non si tratta di una sorpresa. Sinistra Italiana ha segnalato più volte in Parlamento, nel corso del 2023, che il meccanismo di finanziamento diretto ai privati avrebbe inevitabilmente prodotto questi risultati. La risposta della Ministra dell’Università fu che era necessario aprire un nuovo mercato. Quel mercato si è aperto. Con tutte le storture: fondi pubblici europei convogliati verso operatori privati che ora applicano tariffe superiori al mercato, in barba alla missione originaria del PNRR – continuano Licheri e Giaccio -. Sinistra Italiana farà ora un’interrogazione in Parlamento. Intanto in Abruzzo chiederemo che si apra un tavolo con gli Atenei, gli enti locali e le rappresentanze studentesche per valutare le reali condizioni di accesso agli alloggi e definire misure correttive. Chiederemo inoltre che i fondi pubblici europei destinati al diritto allo studio siano vincolati a criteri di accessibilità verificabili, con preferenza per soggetti pubblici o enti del diritto allo studio rispetto a operatori di mercato. Il diritto allo studio non può essere subordinato alle logiche del mercato immobiliare. La scelta di finanziare prevalentemente i privati non è stata una scelta tecnica: è stata una scelta politica”.