Lunedì, 24 Agosto 2026 17:12

Mykhailo Fedorov, l’anti Zelensky che sfida il potere a colpi di tecnologia e democrazia

cds

​"Non si può fare la guerra per difendere la democrazia e al contempo congelarla in patria." - Italo Nostromo


​Il titolo di questa drammatica stagione politica e militare in Ucraina ha un protagonista inaspettato: Mykhailo Fedorov, l'ex ragazzo prodigio del digitale diventato il più serio avversario di Volodymyr Zelensky. Per anni considerato l'architetto silenzioso della modernizzazione del Paese, l'ex ministro della Difesa e della Trasformazione Digitale si trova oggi al centro di una tempesta politica che sta scuotendo Kyiv dalle fondamenta. La sua clamorosa richiesta di indire elezioni anticipate in tempo di guerra ha infranto un tabù inviolato dall'inizio dell'invasione russa nel 2022, trasformando un fedelissimo tecnologico nella più insidiosa figura dell'"anti Zelensky".

Dal marketing politico al ministero dell'Innovazione

​Classe 1991, originario della regione di Zaporizhzhia, Fedorov entra nella cerchia ristretta di Zelensky durante la campagna presidenziale del 2019. All'epoca guida la strategia digitale della candidatura, coordinando campagne social mirate che stravolgono la comunicazione politica tradizionale. La vittoria travolgente di Zelensky lo proietta, a soli 28 anni, al ruolo di Ministro della Trasformazione Digitale, il più giovane nella storia del Paese.

​La sua missione originaria è sintetizzata nello slogan "un paese nello smartphone". Sotto la sua guida nasce Diia, l'applicazione statale che digitalizza burocrazia, passaporti e servizi pubblici, rendendo l'Ucraina uno dei paesi all'avanguardia nell'e-governance europea.

​L'esercito dei droni e la guerra tecnologica

​Con l'inizio dell'invasione su vasta scala da parte di Mosca, la visione tecnologica di Fedorov si converte immediatamente in dottrina militare. È lui a promuovere l'iniziativa "Army of Drones", un programma massiccio di approvvigionamento, produzione locale e addestramento per droni da ricognizione e attacco.

​Fedorov intuisce prima di altri che la guerra d'attrito contro un nemico numericamente superiore si può vincere soltanto attraverso l'asimmetria tecnologica, l'uso dell'intelligenza artificiale per il puntamento e il rapido coordinamento tra startup civili e reparti di prima linea. Questa intuizione lo porta nel gennaio 2026 alla nomina a Ministro della Difesa, con il compito di riformare e modernizzare l'intera struttura delle forze armate ucraine.

​Lo scontro con i vertici e il licenziamento improvviso

​I problemi iniziano quando l'approccio radicale di Fedorov entra in rotta di collisione con le dinamiche tradizionali dell'apparato militare e burocratico. Intenzionato a digitalizzare gli appalti, eradicare la corruzione nei rifornimenti e snellire la catena di comando, Fedorov si scontra con i generali della vecchia guardia e con l'ufficio presidenziale.

​A metà luglio 2026, Zelensky prende tutti di sorpresa rimuovendolo dall'incarico. La decisione provoca un'ondata di sconcerto tra la popolazione e manifestazioni di protesta a Kyiv e in altre città, dove migliaia di cittadini e veterani scendono in piazza per difendere il ministro rimosso.

​La sfida diretta: la richiesta di elezioni

​Anziché accettare ruoli di secondo piano o uscire di scena, Fedorov sceglie la via dell'aperta contestazione politica. In un video diffuso sui social, definisce la gestione dello stato una "crisi sistemica" e chiede apertamente la creazione di un meccanismo sicuro e legale per andare a votare.

​Secondo la costituzione ucraina e le leggi sulla legge marziale, le elezioni sono sospese durante il conflitto. Ma la posizione di Fedorov porta allo scoperto il malcontento di chi teme l'eccessiva centralizzazione del potere. Sostenendo che la democrazia non sia un "lusso da tempi di pace", il tecnocrate che ha digitalizzato l'Ucraina si è trasformato nel volto dell'opposizione, proponendosi come alternativa trasparente e moderna alla presidenza Zelensky.