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Martedì, 12 Aprile 2016 17:35

Montesilvano/referendum. PD è per il Sì. “Dovremmo intensificare più occupazione green economomy”

Il PD di Montesilvano, invita al votare Sì e spera in nuovo modello di sviluppo per il Paese, “in difesa del nostro mare, del nostro turismo, della nostra salute e soprattutto per ripristinare l’interesse di tutti contro i vantaggi economici per pochi. “

Queste le conclusioni del Documento politico presentato dalla Segretaria del PD Montesilvano, Romina Di Costanzo, condiviso nella Direzione cittadina. “Un grande Partito, quale quello Democratico, leader della sinistra europea, non può isolarsi in una dimensione sorda su temi come l’ambiente e la politica energetica nazionale, tenendo fuori dalla discussione la sua base e il Paese intero. Il PD deve saper interpretare la modernità, la green economy, l’innovazione, la democrazia e il principio di uguaglianza, senza agevolare interessi particolari e soprattutto tenendo conto degli interessi dei cittadini e dei territori, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile complessivo.”

E se alcuni sostengono che “se si raggiungesse il quorum con una maggioranza di Sì non può tornare la vecchia norma, perché abrogata” Di Costanzo dice “In realtà in questo caso tornerebbe in vigore la Legge 9/1991, che non ha mai messo a rischio i posti di lavoro o il pieno sfruttamento del giacimento.” Prosegue per le ragioni del Sì “Infatti, senza che vi sia alcuna esigenza strategica,con la legge di Stabilità le proroghe sono state rese eterne, senza termine, e soprattutto senza i controlli pubblici previsti dalla precedente legge. Votare SI al referendum è l'unico modo per ripristinare termini e controlli nell'interesse pubblico. Il tutto in contrasto con la normativa europea e la direttiva offshore. Lo stesso Governo nella legge di stabilità ha vietato di costruire nuove piattaforme per 'gravi danni ambientali'. “ Commenta “E’ fondamentale che la fase finale dello sfruttamento dei pozzi petroliferi sia controllata” Fa notare “Attualmente, la legge non consente che entro le 12 miglia marine siano rilasciate nuove concessioni, ma non impedisce, invece, che a partire dalle concessioni già rilasciate siano installate nuove piattaforme e perforati nuovi pozzi.”

“Se passasse il Sì, a scadere delle concessioni verranno bloccati diversi investimenti, tra i quali spiccano tre grandi giacimenti già attivi per i quali sono allo studio i potenziamenti, per la nostra regione il giacimento Gospo Edison e la realizzazione di 4 pozzi. Anziché preoccuparci di petrol-lavoro, dovremmo, seguendo il trend planetario, intensificare l’occupazione verso la green economy.” “La crescente produzione di energia da fonti rinnovabili nel periodo 2010/2014 è stata sostenuta anche dagli incentivi statali, come quelli erogati fino al 2013 per il fotovoltaico. Tuttavia, l’utilizzo delle fonti rinnovabili permette però di produrre solo una parte dell’energia necessaria al paese, mentre il resto è ancora prodotto con fonti tradizionali quali gli idrocarburi. “ Sommando l’energia prodotta attraverso le due tipologie non riesce però ancora a coprire il suo fabbisogno energetico. Un fabbisogno che varia in base al territorio nazionale. In Abruzzo, Se vince il Sì, spiega il PD, raggiungendo il quorum, “rinunciamo solo a quello che attingiamo entro le 12 miglia, ovvero l’1% di greggio e il 2% di gas naturale.” Non reggerebbe la tesi da parte del no al referendum dell’aumento del rischio, di incidenti delle navi petroliere, il gas “viaggia con i gasdotti e solo al 7% con le navi; anzi, solo nel caso di Tempa Rossa, il greggio che verrà estratto avrà un primo trattamento in loco, per poi essere movimentato e stoccato a Taranto e poi subire la raffinazione fuori con aumenti stimati del traffico navale di 90 unità annue nel solo golfo di Taranto, già sensibile a livello ambientale per varie ragioni.”

Sulla questione occupati, che vanno dalle 2500 unità del Comitato Vota No al no triv, fino agli oltre 130 mila posti, di cui 31 mila in Italia e 100 mila all’estero dell’ing. Eni, Salvatore Carollo. Fonte dell’Unione Petrolifera dati 2010 parlano di diretti e indotto 34 mila, comprensivi di lavoratori su terra ferma, entro e oltre le 12 miglia. Riferisce “Dal 2010 il settore ha subito una crisi già di suo, il Sole 24 Ore titolava qualche settimana fa perdita di 900 unità negli ultimi 6 mesi nel solo ravennate.”

“Il rischio di perdere il posto di lavoro nelle 12 miglia il 18 aprile non esiste, semmai questo avverrà in modo progressivo. “ Poi “Se dovesse vincere il Sì i posti di lavoro sarebbero tutelati perché dal giorno dopo si potrebbe intervenire con il Governo per trovare una tempestiva ricollocazione. “ Per Di Costanzo “se vince il No e la norma concede che le concessioni rimangano sine die, non è da escludere che si possa incorrere in una procedura d’infrazione contro il nostro Paese per violazione della libera concorrenza. “Infine “L’Italia è un paese fragile. Trivellare significa modificare delicati equilibri naturali di cui poco o nulla sappiamo.” Conclude “Pur rispettando l’opinione di tutti, votare è un diritto del cittadino, la partecipare democratica è importante e non è ammissibile un invito all’astensione.”

Ultima modifica il Martedì, 12 Aprile 2016 17:47