L'ex sindaco di Montesilvano aveva proposto, durante il proprio breve mandato Arrow bio, un trattamento capace di estrarre rifiuti come plastica vetro dall'indifferenziata e per il resto produrre compost e altro. Attaccato all'epoca dalle opposizioni montesilvanesi, oggi diventa parte del nuovo piano rifiuti. Gli impianti scelti nel piano rifiuti regionale sono molto simili nella parte meccanica. Nella gestione dei rifiuti il trattamento meccanico-biologico (TMB) è una tecnologia di trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati (e/o residuali dopo la raccolta differenziata) che sfrutta l'abbinamento di processi meccanici a processi biologici quali la digestione anaerobica e il compostaggio. Appositi macchinari separano la frazione umida (l'organico da bioessicare) dalla frazione secca (carta, plastica, vetro, inerti ecc.); quest'ultima frazione può essere in parte riciclata oppure usata per produrre combustibile derivato dai rifiuti (CDR) rimuovendo i materiali incombustibili.
Un metodo che potrebbe facilitare la gestione dei rifiuti e forse far guadagnare tanti soldi alla Regione un giorno.
E' stato presentato oggi, in conferenza stampa, il voluminoso Documento finale di Piano Regionale Gestione Rifiuti di 500 pagine, redatto al fine di adeguare la normativa vigente in materia di gestione del ciclo dei rifiuti dettata dalla L.R. 19/12/2007, n. 45 e s.m.i. e la pianificazione di riferimento. Lo scenario di Piano sviluppato considera come orizzonte temporale il periodo 2017-2022. Il documento è stato accuratamente illustrato dal Sottosegretario Regionale con delega all'Ambiente Mario Mazzocca e dal Dirigente Servizio Gestione Rifiuti Franco Gerardini. Gli indirizzi politici e programmatici per l’adeguamento del Piano sono stati delineati con due importanti provvedimenti dell’esecutivo regionale: la DGR n. 116 del 26/02/2016 e la DGR n. 226 del 12/04/2016.
3 aspetti risultano molto ben definiti e non suscettibili di alcun dubbio:
La Regione Abruzzo, esclude qualsiasi ipotesi di realizzazione di un inceneritore nel proprio territorio, si ribadisce la non sussistenza di condizioni oggettive per prevedere un impianto di incenerimento in Abruzzo in quanto non sostenibile nè tecnicamente nè economicamente. la riorganizzazione dei servizi di raccolta, basati su sistemi domiciliari, che ha comportato in questi anni un costante aumento della percentuale di raccolta differenziata, il cui obiettivo minimo è fissato al 2022 al 70% su base regionale.
la riorganizzazione dei servizi di raccolta, basati su sistemi domiciliari, che ha comportato in questi anni un costante aumento della percentuale di raccolta differenziata, il cui obiettivo minimo è fissato al 2022 al 70% su base regionale
la Regione Abruzzo sceglie il modello del “recupero di materia”, attraverso raccolta differenziata (cd “porta a porta”), e il recupero “possibile” di ”Rifiuti indifferenziati”. Tutto ciò comporterà anche adeguamenti impiantistici "TMB con recupero di materia spinto", prevedono lavorazioni finalizzate ad estrarre dal rifiuto indifferenziato residuo frazioni recuperabili in forma di materia (es. plastiche, carta, metalli) quantificabili in circa il 15% del flusso trattato.
Lo scenario globalmente prefigurato farà si che, a obiettivi conseguiti, siano ampiamente rispettati i target fissati dalla Commissione europea in materia di "preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti urbani e assimilati" pari al 50% al 2020 (art.11, Direttiva 2008/98/CE, recepito nell’ordinamento nazionale con D.Lgs. 152/06 - art.181)
“Su questi aspetti si vuole discutere - interviene il Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca - e si chiede un confronto che abbia i caratteri del rigore scientifico e della realtà dei fatti e non ci si pieghi, come spesso accade, a ragionamenti dettati dalla disinformazione e privi di logica o intrisi di demagogica strumentalizzazione politica. Ogni riflessione sul tema dovrebbe tener conto dell’utilizzo delle migliori tecnologie e degli effettivi risultati gestionali che le stesse offrono nella gestione dei flussi di rifiuti”
"I nostri atti - conclude Mazzocca - per la prima volta avviano concretamente, sul territorio regionale, la stagione dell'economia circolare. L'inganno, se non un tradimento, è quello continuamente perpetrato nei confronti degli abruzzesi da parte di taluni esponenti politici, che continuano a mentire sapendo di farlo, a diffondere notizie destituite di ogni fondamento sul nuovo "Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti" e ad alimentare la cultura del sospetto. A tal riguardo, si rispedisce al mittente l'antipatico, falso e tendenzioso riferimento ad un presunto ruolo predominante del privato: ricordo che quando c'era da far valere le sacrosante ragioni dei territori e delle comunità il sottoscritto non ha esitato un attimo a farli propri e ad agire contrastando anche qualche cosiddetto 'potere forte', con i fatti e non con le futili chiacchiere degne del novello 'partito del torchietto'”.