Lunedì, 12 Dicembre 2016 18:29

Ludopatia, una dipendenza da rete. L’Abruzzo non è estraneo al problema

Uno spettro aleggia sull'Abruzzo e, più in generale, sull'intera Italia. È lo spettro della ludopatia, problema con cui molti italiani hanno imparato a convivere. L'abitudine di dedicarsi al gioco d'azzardo è radicata nel nostro Paese, ma le ultime novità nel campo della tecnologia hanno accentuato il problema. Colpa della rete e degli smartphone.

 

 

Se il primo motivo della ludopatia rimane l'utilizzo sconsiderato delle slot machine, non è da sottovalutare il ruolo assunto dall'online. Le macchinette raccolgono più della metà del mercato nazionale dell'azzardo, di cui internet costituisce il 16%. Non è difficile immaginare le cause della proliferazione del gioco online, a portata di mano dei giovani e degli appassionati. Gli smartphone sono solo l'ultimo strumento con cui le scommesse sono state portate nelle case degli italiani, che già da qualche anno potevano sfruttare i propri pc per slot e puntate sportive. Non stupisce oggi che il ludopata medio è un giovane, di età compresa tra 18 e 25 anni, con istruzione da universitario. È in questa fascia d'età che le scommesse rappresentano quasi un modo per sperare in un'indipendenza economica altrimenti difficile da raggiungere. Che poi il gambling non sia la soluzione migliore è un altro discorso, non sempre compreso dai più giovani.

 

Il sistema del gioco d'azzardo è creato apposta per trascinare il giocatore verso il baratro del tracollo finanziario. Recenti studi dimostrano che le slot machine sono studiate apposta per dare all'utente la stessa sensazione di vincita anche quando si accostano solo due rulli su tre. Il rilascio di dopamina, la sostanza che provoca la piacevole gioia della vittoria, è dato dall'accostamento delle immagini vicine. L'impressione di aver “quasi vinto” spinge il giocatore a riprovarci, convinto di essere stato solo a un passo dalla fortuna. Un procedimento ancora più sottile è dato dai “gratta e vinci”. Nella maggior parte dei tagliandini vincenti, l'importo dell'incasso è identico a quello della spesa e spesso viene subito reinvestito per comprare un biglietto identico. Il cliente ha così la percezione di aver vinto, quando di fatto ha perso i soldi per il primo biglietto senza ricavare nulla con il secondo, gratuito. La dipendenza dal gioco d'azzardo è spesso inconsapevole, e per questo pericolosa.

 

L'Abruzzo non è estranea al problema, e anzi vive una forte contraddizione al suo interno. La regione presenta numeri piuttosto alti, ma la consulta regionale non ha ancora avanzato proposte di leggi contro le slot machine. Al contrario di quanto avvenuto in molte altre zone d'Italia. Il comando delle operazioni passa allora ai singoli comuni, con l'iniziativa “Stop the game” lanciata da Cepagatti, in provincia di Pescara. Il piccolo paese conta circa 600 abitanti che hanno dichiarato di essere stati affetti di ludopatia, e il progetto serve proprio a evitare la diffusione del fenomeno. La febbre per il gioco è aiutata dagli esercenti irregorali, distribuiti su tutto il territorio regionale. La Guardia di Finanza ha di recente riscontrato che sui 43 centri di scommesse visionati ben 24 non avavano le carte in regola. La lotta al gioco illegale è soltanto uno dei passi per diminuire il problema dell'azzardo, visto che sono circa 800.000 i cittadini colpiti dalla malattia. Il passo decisivo sarà il controllo dell'online, canale di diffusione preferito della ludopatia.

Ultima modifica il Lunedì, 12 Dicembre 2016 19:05