Per Rifondazione Comunista che sostenne la lista L’Altracittà con Lorenzo Collazzili sindaco “bastò osservare il consiglio comunale uscito dalle urne, che vedeva premiati i cambia casacca e i 'big' del cemento, per scrivere quanto abbiamo riportato sopra, insomma non c’era bisogno della sfera magica per rivedere il film Montesilvano dejavu”. Così Corrado Di Sante candidato sindaco nel 2012.
“Figli e parenti dei cavalli delle preferenze, padrini e diretti protagonisti della consiliatura di Cantagallo, sparsi a destra e a manca, passati come se nulla fosse, spregiudicatamente, da Cantagallo a Cordoma, da Cordoma a Di Mattia, riciclati a metà con Maragno e Ruggero, - prosegue - non potevano che recitare l’unico copione che conoscono ormai a memoria, dove i 'nuovi' interpreti sono solo controfigure dei 'vecchi' di sempre.”
“È evidente che non c’è mai stata una maggioranza politica, una visione, un programma per la Montesilvano del presente e del futuro. Un sindaco silente, difficile anche percepirne le opinioni, perché avere opinioni avrebbe scontentato gli uni o gli altri. L’unico programma possibile per questa “non maggioranza” è sembrato quello di evitare scelte. Ugualmente però giorno dopo giorno la giunta Maragno ha perso pezzi: tenere l’amministrazione sotto naftalina non è bastato.”
“Occorre apprendere la lezione, al di là dell’esito del voto sul bilancio.” Commenta Di Sante “Le coalizioni transgeniche nate per 'vincere', cordate di interessi particolari e cambiacasacca, con le solite camarille producono la sconfitta della città. DESTRA E PD si equivalgono si galleggia e poi la corda si spezza e comincia un nuovo giro di giostra, in una città sempre più marginale, dove cresce la guerra tra poveri, che purtroppo in molti hanno deliberatamente scelto di alimentare nel vuoto delle idee.”
“È ora che quel 50% che da tempo si disinteressa alle competizioni elettorali in città, lasciando ampi spazi ai clientes, si rimbocchi le maniche, perché la cura per il cambiamento si chiama PARTECIPAZIONE, IMPEGNO, CONFLITTO. Abbiamo bisogno di un’azione quotidiana per rendere Montesilvano giusta e vivibile, solidale e bella.” Conclude