Se guardi li a terra, hai un cesto con dei palloni, di diversa grandezza. Pensa ora, a tutte le attività che riesci a fare grazie all'aiuto di tua madre e per ognuno di queste, dai a lei un pallone. Ad esempio, mangiare, vestirti, andare a scuola o in palestra il pomeriggio, far la spesa, gestione della casa; per ognuna di queste cose, dai a lei un pallone. Una volta che hai terminato, aspetta che facciano la stessa cosa tuo padre e tuo fratello.
Alla fine di questo lavoro, quanti palloni ha tua madre? Riesce a reggerli tutti? Riesce a muoversi? Con questo piccolo lavoro sulla relazione, riusciamo a dare una reale rappresentazione al "peso emotivo" che ogni persona regge. Questo ha una elevata potenza psicoterapica, perchè ci consente di vedere quanto una persona può o non può sopportare. Se alla fine di questo esercizio, tua madre si trova sommersa dai palloni, va da se che bisogna ridistribuire i pesi e le responsabilità.
Più abbiamo una rappresentazione equilibrata, più equilibrato sarà la divisione degli impegni fisici e psicologici dei membri della famiglia. Possiamo meglio comprendere ora che, se una persona non riesce a reggere i palloni, può maturare sentimenti negativi, può addirittura vedere come sua unica possibilità di liberarsi, quella di lanciare tutto in aria e far cadere rovinosamente a terra tutti i palloni per poter riacquistare l'uso delle sue braccia e delle sue mani. Come si traduce questo nella realtà? Quali conseguenze potrebbero esserci di fronte a gesti così importanti?
È chiaro che, ogni persona è in grado di gestire ed organizzare in maniera individuale e creativa, tutti gli impegni e i ruoli che ricopre nella sua famiglia e nella società; ci sono però persone che si sentono oppresse, stanche e non sanno chiedere aiuto oppure la loro richiesta di aiuto non viene ascoltata. Beh, queste sono situazioni che non possiamo far finta di non vedere e per le quali bisogna intervenire. Troppo spesso assistiamo ad una indifferenza sociale che porta a non vedere certe cose; ma sono proprio quelle situazioni che possono generare anche atti tragici. Dimenticanze di figli in auto, negligenze e situazioni di elevata pericolosità. Pertanto, non dobbiamo arrivare all'irrimediabile per riflettere, possiamo farlo prima. Possiamo essere membri attivi di relazioni di sostegno, aiuto, amore. Fai anche tu l'esercizio che ti ho mostrato sopra; fallo sia che tu sia madre, padre, figlio.
Aumenta la consapevolezza del tuo essere parte attiva e responsabile, che genera equilibrio e supporto. Così contribuisci a creare equilibri armoniosi e virtuosi. Buon lavoro.
giuliapaglialonga270481@gmail.com 3897981757