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Giovedì, 26 Ottobre 2017 19:49

Montesilvano, DiStefano, "contrario alla Grande Pescara"

Fusione tra i comuni di Montesilvano, Pescara e Spoltore per dare vita alla “Grande o Nuova Pescara”, interviene Gabriele Di Stefano “continuo a ribadire che sono contrario e che intendo continuare a lavorare per una grande Montesilvano e non per una Montesilvano che si trovi ad essere una nuova Periferia di Pescara”

Contrario per ragioni di “metodo utilizzato per la consultazione referendaria che nel merito della questione.” Spiega “ i cittadini sono stati chiamati alla consultazione referendaria all’interno di una consultazione elettorale che comprendeva Regionali, Comunali ed Europee e quindi non hanno potuto contare sugli approfondimenti che erano necessari per un dare un voto informato. Voto informato che invece sarebbe stato garantito da una campagna elettorale referendaria dedicata.” Aggiunge “La scelta era ben più complessa e con più implicazioni di quanto presentata al tempo e invece la politica, con questo espediente, non si è assunta il ruolo di guida che le sarebbe spettato approfondendo il dibattito, ma ha lasciato i cittadini soli con una scelta che ha implicazioni economiche, finanziarie, amministrative, infrastrutturali ed altre ancora.”

Comunque “ la creazione di questo nuovo soggetto amministrativo di Grande Pescara nulla aggiunge ad altri strumenti di collaborazione già disponibili per una fattiva cooperazione tra Comuni in materie importanti che vanno oltre i singoli confini territoriali e che impattano quotidianamente sulla qualità della vita dei cittadini: il trasporto pubblico locale, la gestione dei rifiuti, i piani del traffico ed i collegamenti stradali, ecc.”

Sui 45 milioni di euro “finanziamenti persi”, dice “ non è altresì corretto: i finanziamenti possono arrivare e devono arrivare solo sulla base di progetti reali, concreti e di vero interesse pubblico; pieno è il nostro territorio di opere di dubbia utilità, incomplete o realizzate nell’interesse dei soliti noti.” “Sui risparmi nei costi della politica poi, l’esperienza ci insegna che la rinuncia immediata a qualche seggio elettivo viene ben presto compensata da nuovi ed ulteriori enti ed organismi, vedi l’esempio lampante delle città metropolitane che hanno sostituito le vecchie provincie. Dal punto di vista della rappresentatività, infine, credo che i due centri minori rischierebbero seriamente di non trovare il giusto spazio nella rappresentazione delle esigenze dei propri territori e dei cittadini tutti: voglio lavorare per una Montesilvano migliore e non per la nuova periferia di una “Grande Pescara”. Conclude

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