Nell'ultimo incontro promosso dall'Università Popolare della Terza Età di Montesilvano si è parlato di brigantaggio con il professor Angelo Tarquinio che ha ripercorso le origini e le caratteristiche del fenomeno. “Angelo Tarquinio – ha dichiarato il presidente dell'Università Giuseppe Tini – ci ha spiegato le cause storiche che portarono alla nascita del brigantaggio tra la fine del XVIII secolo e il primo decennio dopo la proclamazione del Regno d'Italia.
Si tratta di vere e proprie bande armate formate da braccianti ed ex militari borbonici spinti da motivazioni di carattere sociale e politico”. “Anche in Abruzzo – ha proseguito Tarquinio - il brigantaggio si diffuse molto velocemente e diversi sono i briganti passati alla storia, tra questi: Croce Luigi di Tola detto Crucitto di Roccaraso, Luigi Alonzi detto Chiavone e Nunziato Mecola, personaggio davvero pittoresco che entrava nelle città per liberarle a cavallo di un mulo bianco”. “Come ha ricordato Tarquinio – ha ancora detto Tini – all'interno delle bande dei briganti spesso si trovavano anche donne, che se catturate, avevano la stessa sorte degli uomini: la fucilazione. Ancora oggi in alcune località abruzzesi è possibile vedere rappresentazioni sul brigantaggio. Una delle più caratteristiche è quella che si svolge a Secinaro, in provincia de L'Aquila”.